Il clima cambia la vendemmia: in Oltrepò si raccoglie l’uva già a fine luglio. Il grande caldo ha anticipato la maturazione dei grappoli. Una situazione eccezionale: l’Oltrepò è il primo territorio in Italia dove è scattata la vendemmia 2026. È difficile prevedere le rese secondo i tecnici. Il cambiamento climatico sta modificando profondamente tempi e modalità della viticoltura nel territorio oltrepadano.

Nell'Oltrepo pavese è già iniziata la vendemmia 2026
Nell'Oltrepo pavese è già iniziata la vendemmia 2026

Vendemmia 2026 in Oltrepò Pavese: il caldo anticipa la raccolta delle uve

Per la prima volta la raccolta dell’uva è cominciata già alla fine di luglio, con un anticipo storico rispetto a un calendario che, fino a pochi anni fa, vedeva la vendemmia partire generalmente dalla prima decade di agosto. I primi grappoli sono stati tagliati questa mattina all’azienda agricola Defilippi di Oliva Gessi, dove è iniziata la raccolta dello Chardonnay destinato alle basi spumante. A imprimere un’accelerazione alla maturazione sono state le temperature particolarmente elevate delle ultime settimane, mentre la prolungata siccità continua a rappresentare un’incognita soprattutto per quanto riguarda le rese.

Il taglio dei primi grappoli di Chardonnay
Il taglio dei primi grappoli di Chardonnay all’azienda agricola Defilippi di Oliva Gessi

L’Oltrepò Pavese, con circa 12 mila ettari coltivati a vigneto, è la principale area vitivinicola della Lombardia. L’avvio della vendemmia nel mese di luglio rappresenta quindi, secondo Coldiretti Pavia, un fatto eccezionale e il segnale più evidente di un cambiamento climatico ormai diventato strutturale, con il quale le aziende agricole sono costrette a confrontarsi nella programmazione delle attività e nelle strategie produttive.

Rese della vendemmia 2026: le previsioni tra caldo, siccità e qualità delle uve

Con la raccolta dello Chardonnay, l’Oltrepò ha inaugurato anche la vendemmia italiana 2026, destinata a proseguire a livello nazionale per quasi cinque mesi, seguendo le differenti varietà di uva e le diverse condizioni climatiche dei territori.  «Mai come quest’anno risulta difficile fare previsioni quantitative su una stagione produttiva che per le aziende rappresenta una vera e propria sfida enologica», sottolinea Silvia Garavaglia, presidente di Coldiretti Pavia. Le temperature record e la scarsità di precipitazioni stanno infatti determinando una significativa concentrazione zuccherina nelle uve. Le prime indicazioni sulla qualità sono però positive e il rischio legato alla peronospora sembra, almeno per il momento, scongiurato.

Silvia Garavaglia, presidente di Coldiretti Pavia
Silvia Garavaglia, presidente di Coldiretti Pavia

La presidente Garavaglia aggiunge: «Il quadro definitivo dipenderà anche dall’andamento meteorologico dei mesi di agosto e settembre. Eventuali piogge, nuove ondate di calore o fenomeni estremi potrebbero modificare sia le quantità raccolte sia le caratteristiche delle uve che arriveranno in cantina». Alle difficoltà climatiche si sommano quelle economiche e organizzative che da tempo interessano il comparto. «Il settore è gravato dal peso della burocrazia, dall’aumento dei costi di produzione legato alle tensioni geopolitiche e alle guerre commerciali, dalle difficoltà nel reperire manodopera specializzata per le operazioni vendemmiali e dai cambiamenti nelle abitudini di consumo».

Oltrepò Pavese, cuore della viticoltura lombarda tra sfide climatiche e produzione

Gli fa eco Federico Defilippi, produttore di vino e titolare dell’omonima cantina di Oliva Gessi, nel Casteggiano, dove si è svolta la prima raccolta di uva: «Il cambiamento climatico incide ormai in modo profondo sia sull’andamento della vendemmia sia sulla cura quotidiana della vite, imponendoci di adattare tempi, interventi e strategie produttive. Quest’anno abbiamo iniziato con la raccolta dello Chardonnay, destinato alla produzione delle basi per i nostri spumanti. La concentrazione zuccherina è buona e anche la qualità delle uve si presenta elevata: sono segnali che ci permettono di guardare avanti con fiducia, nonostante le numerose difficoltà che interessano il nostro settore. Problematiche che non sono soltanto climatiche, ma riguardano anche l’eccesso di burocrazia e le attuali contingenze commerciali, che rendono sempre più complessa l’attività delle aziende vitivinicole».

Vendemmia mai così presto: l’Oltrepò apre il 2026 e il clima cambia il vino
Federico Defilippi, titolare dell’omonima cantina di Oliva Gessi (Pv)

Nonostante le criticità, il vino continua a rappresentare uno dei pilastri dell’economia agroalimentare della provincia di Pavia. I circa 12 mila ettari di superficie vitata garantiscono una produzione complessiva di circa 750 mila quintali di uva. Numeri che fanno dell’Oltrepò Pavese la prima zona vitata della Lombardia e la terza in Italia per numero di ettari coltivati a vite e per quantità di vino prodotto. Nel settore operano circa 1.200 aziende agricole. Tra i vitigni più diffusi figurano la Croatina, coltivata su circa 4 mila ettari, la Barbera, presente su 3 mila ettari, e il Pinot Nero, che occupa una superficie analoga e rappresenta una delle varietà simbolo della produzione spumantistica oltrepadana.

Frazione Fossa, 8 27050 Oliva Gessi (PV) Italia