ECCELLENZA MAREMMA
Prima del Morellino c'era il Morello: la storia che Roccapesta vuole riscoprire
Roccapesta guida l'evoluzione sostenibile del Morellino di Scansano. L'azienda esalta l'autenticità del Sangiovese maremmano con vini d'eccellenza come il Ribeo 2023, il Calestaia e il Progetto Morello
Se esiste una cantina che ha contribuito a consolidare il “fenomeno” del Morellino, anche da un punto di vista di interpretazione in chiave evolutiva della tipologia, questa è Roccapesta. Infatti può vantare una storia cospicua, che parte dal 1974, quando vengono piantati i primi vigneti di Sangiovese e Canaiolo. Successivamente, nel 2003, con l’acquisto da parte della famiglia Tanzini capitanata da Lorenzo, purtroppo recentemente scomparso, e il conseguente ampliamento agli attuali 30 ettari, inizia la storia moderna dell’azienda che, fin dall’inizio, all’ossessione per il Sangiovese maremmano e le sue sfumature affianca una lodevole vigilanza sull’impatto ambientale del ciclo di produzione, con particolare attenzione ai carbon footprint. Roccapesta e Calestaia, due alfieri della tipologia, nascono quindi su fondamenta “green”.
La gestione aziendale, la biodiversità in vigna e la vinificazione
Roccapesta è un’azienda in continuo aggiornamento. La Cantina gode di una vista impagabile sulle colline maremmane, tra la costa dell’Argentario e il paesaggio montano dell’Amiata. Organizzazione e attenta scelta di priorità e obiettivi sono i precetti gestionali del figlio Alberto Tanzini, manager milanese, che applica i cambiamenti in modo graduale, ai fini di un miglioramento progressivo della qualità dei prodotti. Le vigne restano inerbite per buona parte dell’anno.
A questa consuetudine si legano alcuni aspetti qualificanti, dal punto di vista enologico e sanitario: l’inerbimento spontaneo crea equilibrio e permette l’integrazione delle viti in un quadro di biodiversità, limitando le malerbe e permettendo di abolire l’uso di pesticidi. Lo sfalcio manuale, poi minimizza in passaggi di mezzi meccanici , riducendo la CO2 emessa.
L’installazione di un impianto fotovoltaico garantisce l’80% del fabbisogno elettrico. In cantina nessun uso di lieviti selezionati, per valorizzare a pieno il potenziale enologico dell’uva Utilizzo dei vigneti più vecchi, come quelli del vigneto Calestaia, legno grande e sosta molto prolungata in bottiglia restituiscono vini dalla cifra stilistica raffinata, solo qualche anno fa impensabili a Scansano sotto la guida enologica di Giuseppe Gorelli, arrivato nel 2017, ed agronomica dello stesso Alberto.
I 30 ettari di vigneti sono il laboratorio a cielo aperto, dove si osserva, si sperimenta e si ascolta. Il 90% delle vigne è piantato a Sangiovese, per il resto Pugnitello ed Alicante. Negli ultimi anni ha preso il volo anche l’accoglienza in cantina aperta sette giorni su sette dalle 10 del mattino fino al tramonto. Si parla italiano, inglese e spagnolo, gli animali sono benvenuti e le visite con degustazione si fanno su prenotazione. Martino Messina è il Responsabile della comunicazione.
Le prime note di degustazione: Morellino Ribeo e Roccapesta 2023
Adesso parliamo dei vini. Il Morellino di Scansano Ribeo 2023, affinato in cemento e recentemente premiato dalla Guida Berebene 2026 del Gambero Rosso come migliore vino rosso dell’anno, è quasi tutto Sangiovese con un cin cin in di Alicante. Si apre al naso su sensazioni di fiori e piccoli frutti rossi maturi, sfumature di anice stellato e petunia. Alla bocca è sapido con ricordi affumicati e balsamici. Godibile agile, continuo, di saporita acidità e bell’allungo gustativo fruttato. Nessuno mi toglierà dalla testa che il termine Ribeo, opportunamente storpiato alla fiorentina, voglia sottintendere che questo è un vino che si beve e si ribeve. Non a caso è arrivato questo premio.
Il Morellino di Scansano Roccapesta 2023, considerato l’alfiere dell’azienda, è un Sangiovese proveniente da vigneti di circa 20/25 anni fermentato in acciaio e maturato in legno. Un inno alla freschezza di beva naturalmente connaturata alla tipologia, naso di lampone rosso, sentori di rosa canina e timo citrino, al gusto sapido con richiamo dei frutti rossi.
Il Progetto Morello e i grandi cru Riserva di Scansano
Adesso dobbiamo parlare un po’ del Progetto Morello. La visione che ha fatto da bussola per Roccapesta, trova la sua sintesi in questo Progetto. Stringendo il concetto per questioni di spazio possiamo dire che nasce dalla volontà di indagare l’autenticità e l’originalità di un territorio, Scansano, e di un vitigno, il Sangiovese. Un percorso di conoscenza che si sviluppa attraverso la ricerca dell’essenza di un ecosistema unico nella denominazione Morellino di Scansano. Il Morello era il vino prodotto dall’ Azienda Agricola Sellari Franceschini, le cui origini risalgono al diciottesimo secolo. Questo nome, utilizzato per designare il vino di Scansano già prima della nascita della denominazione del Morellino di Scansano nel 1978, rappresenta l’espressione più autentica e originale del territorio secondo gli abitanti locali. Il momento storico che attraversa la denominazione è particolare.
Una denominazione giovane, ma già ampiamente riconosciuta sul mercato, sta compiendo il passaggio della definizione iniziale alla piena maturità enologica. Un processo di consapevolezza delle proprie peculiarità e potenzialità che richiede la definizione di un carattere distintivo. Il Progetto Morello rappresenta il contributo di Roccapesta per definire lo stile autentico di questa denominazione. Il Morellino di Scansano Riserva Vigna Liuzza 2022 è il primo vino del Progetto Morello. Tutto Sangiovese Proveniente da un vigneto a 300 m slm su un suolo ricco di minerali ferrosi. Naso di rosmarino e iris rosso, poi ciliegia Ferrovia e melagrana. Poi ancora cannella, eucalipto timo e rosmarino. Denso e succoso al sorso con richiamo di arancia rossa e susina scura. Chiude su note balsamiche e officinali. Un vino teso e scalpitante.
Il Morellino di Scansano Riserva I Giaggioli 2022 è il secondo vino del Progetto Morello. Sangiovese 100% con vigneto posizionato a 450 m slm, il più vecchio della denominazione e uno tra i più elevati (ex Azienda Agricola Sellari Franceschini) su suoli scistosi. Naso sfaccettato di ciclamino, fragolina di bosco, ciliegia e mora con intrecci di ligustro, cioccolato fondente, chiodi di garofano, macchia mediterranea e sfumature speziate di pepe nero in grani. Bocca densa e succosa dai rimandi di amarena e ribes nero, dai tannini speziati con un lungo finale appena piccante.
Pugnitello e Calestaia: l’espressione del territorio e il finale d’autore
Il Toscana Rosso Igt Pugnitello 2021, Pugnitello in purezza, è un’imprescindibile varietà autoctona maremmana, solitamente profonda e profumata. Infatti sprigiona intensi effluvi di mirtillo e susina maturi, amarena e viola appassita, ad anticipare sensazioni di cannella e alloro, felce e tabacco dolce. L’assaggio è rotondo e generoso, sviluppa eleganti note di confettura di frutti neri su tannini dinamici.
Si chiude alla grande con il Morellino di Scansano Riserva Calestaia 2020. Alberto ci dice che sarà l’ultima annata ad essere realizzata. Infatti ha deciso di rimuovere nel 2021 il vigneto dal quale provengono le uve ed è previsto un programma di reimpianto quest’anno meteo permettendo. Questo Sangiovese nell’anima ha un naso molto intenso, pepato, floreale, petali di rosa in prevalenza, rinfrescante nota balsamica e ciliegia rossa matura. La bocca è autentica, distesa, dinamica e fresca. Chiude lunga e sapida. Vino raffinato e complesso.
Visione, vigneti, suoli, conduzione agronomica, cantina, selezione qualitativa, fermentazioni spontanee, nessuna filtrazione, lunghe macerazioni. L’affinamento in legno e cemento, l’attesa in bottiglia, il Progetto Morello, l’Idea, i fattori distintivi, i fattori ambientali, i fattori aziendali. Tutto contribuisce a creare vini che conservano l’impronta dell’ambiente d’origine. Obiettivo raggiunto.


