FINO AL 25 OTTOBRE
Cantine Aperte in Vendemmia al via: due mesi per scoprire il vino che nasce
Parte il 24 agosto Cantine Aperte in Vendemmia: fino al 25 ottobre le aziende del Movimento Turismo del Vino aprono durante raccolta e vinificazione. Esperienze, famiglie e la sfida dei turisti stranieri
Ha preso il via lunedì 24 agosto Cantine Aperte in Vendemmia, l'iniziativa del Movimento Turismo del Vino che accompagnerà visitatori e appassionati fino al 25 ottobre 2026. Per due mesi le aziende aderenti apriranno le porte in una fase particolare dell'annata: quella in cui l'uva lascia la vigna e comincia il percorso che porta alla nascita del vino.
La scelta di anticipare l'avvio dell'appuntamento di una settimana rispetto alle precedenti edizioni è legata anche al progressivo anticipo della vendemmia registrato in molti territori e per un numero crescente di varietà. L'obiettivo è consentire ai visitatori di arrivare in azienda quando la raccolta è effettivamente in corso e di seguirne, nelle settimane successive, le diverse fasi.
Dalla raccolta al mosto: la vendemmia continua in cantina
La vendemmia non coincide soltanto con il momento della raccolta. Una volta staccati i grappoli, il lavoro prosegue con la pigiatura, l'ingresso dell'uva in cantina, le fermentazioni e i primi controlli sul vino che sta prendendo forma. È proprio questa successione di passaggi a caratterizzare Cantine Aperte in Vendemmia, che si svilupperà lungo due mesi seguendo calendari diversi da Nord a Sud. Le prime raccolte, destinate soprattutto a bianchi e spumanti, lasceranno progressivamente spazio alle varietà più tardive e ai territori dove la vendemmia si concentra nelle settimane autunnali. Per il visitatore significa poter osservare non solo la vigna, ma anche il lavoro che segue: il profumo del mosto, la pigiatura, l'avvio delle fermentazioni, gli assaggi e il confronto con enologi e produttori.
Quattro modi diversi di vivere l'enoturismo italiano
L'iniziativa si inserisce in un panorama dell'enoturismo italiano che, secondo le ricerche del Ceseo - Centro Studi Enoturistici e Oleoturistici dell'Università Lumsa, presenta modelli differenti a seconda dei territori. Paesaggi, dimensioni aziendali, produzioni, tradizioni gastronomiche e organizzazione dell'accoglienza contribuiscono a costruire esperienze diverse. Nel Sud Italia emerge una maggiore presenza di eventi e momenti di intrattenimento, spesso affiancati dalle degustazioni dei prodotti del territorio. Il digitale coinvolge il 55% delle cantine considerate dalla ricerca. Nel Centro Italia, invece, l'esperienza enoturistica è maggiormente legata al paesaggio e alle attività all'aperto. Picnic in vigna e proposte premium caratterizzano un'offerta nella quale Toscana e Umbria concentrano l'85% delle esperienze di alta gamma rilevate.
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Nel Nord-Ovest la ricerca segnala invece una particolare flessibilità dell'accoglienza: il 56% delle cantine apre anche la domenica, ampliando le possibilità di visita durante il fine settimana. Non si tratta naturalmente di confini netti. La stessa esperienza della vendemmia didattica attraversa Piemonte, Friuli-Venezia Giulia, Veneto, Umbria, Lazio e Toscana, assumendo però caratteristiche diverse a seconda del luogo.
Dalla pigiatura con i piedi alle merende in vigna
In alcune aziende dell'Astigiano, ad esempio, il percorso può partire dalla spiegazione del lavoro tra i filari per arrivare alla raccolta dei grappoli, alla consegna dell'uva e alla tradizionale pigiatura con i piedi. Il programma prosegue poi con prodotti del territorio, degustazioni e musica popolare. Anche la tavola diventa parte dell'esperienza. Ci sono merende e picnic a chilometro zero, prodotti regionali e preparazioni legate alla stagione. Dal prosciutto toscano alla schiaccia con l'uva, passando per bruschette condite con Olio extravergine di oliva Toscano IGP e succo d'uva per i più piccoli. In Campania e in altre aree del Sud trovano maggiore spazio passeggiate tra i filari, momenti conviviali, musica e tavolate. Nei territori dove l'enoturismo è maggiormente strutturato si affiancano invece proposte più raccolte, come cene in vigna, degustazioni di vecchie annate, assaggi in anteprima e incontri con produttori ed enologi.
Settembre e ottobre, la sfida dei visitatori stranieri
L'estensione dell'appuntamento fino al 25 ottobre intercetta anche uno dei segmenti più importanti per lo sviluppo dell'enoturismo italiano: quello dei turisti internazionali. Secondo i dati citati dal Ceseo, gli stranieri rappresentano tra il 35% e il 40% dei visitatori delle cantine italiane, con percentuali più elevate nelle regioni del Centro e valori intorno al 15% in alcune aree del Nord. Numeri che, messi a confronto con i circa 104 milioni di turisti internazionali che ogni anno scelgono l'Italia, indicano un margine di crescita ancora significativo.
«Cantine Aperte in Vendemmia racconta forse meglio di ogni altro appuntamento quanto sia straordinariamente diversa l'Italia del vino - sottolinea Violante Gardini Cinelli Colombini, presidente del Movimento Turismo del Vino -. È proprio questa diversità uno dei nostri grandi valori. Ma c'è anche una grande opportunità internazionale: secondo il Ceseo gli stranieri rappresentano tra il 35% e il 40% dei visitatori delle nostre cantine, con una presenza più forte al Centro e percentuali più contenute in alcune aree del Nord, intorno al 15%. Parliamo tuttavia di appena 7-8 milioni di persone rispetto ai circa 104 milioni di turisti internazionali che ogni anno scelgono l'Italia». «Il margine di crescita è quindi enorme, soprattutto nei mesi di settembre e ottobre e considerando che proprio questi visitatori sono tra i più interessati all'acquisto di vini di valore. La varietà dei nostri territori, tenuta insieme da un comune filo conduttore di qualità, può diventare uno degli strumenti più forti di competitività dell'enoturismo italiano sui mercati internazionali», aggiunge.
La vendemmia entra anche nei programmi per le famiglie
L'edizione 2026 dedica spazio anche alle famiglie e ai bambini. Secondo i dati Ceseo 2025, il 38% delle cantine del campione organizza esperienze formative, comprese attività dedicate ai più piccoli, aree gioco e proposte nelle fattorie didattiche. In alcune realtà toscane la vendemmia viene proposta come esperienza familiare: dalla raccolta dei grappoli alla pigiatura con i piedi, fino alla raccolta del succo e alla realizzazione di una piccola bottiglia personalizzata. In alcuni casi i bambini ricevono anche il diploma di «Vignaiuolo per un giorno». Accanto alle attività didattiche ci saranno passeggiate, trekking, picnic, merende, incontri con i produttori, feste della vendemmia, pranzi e cene tra i filari. Dal 24 agosto al 25 ottobre, Cantine Aperte in Vendemmia seguirà quindi l'evoluzione della raccolta italiana, offrendo la possibilità di entrare nelle aziende in settimane in cui la vigna e la cantina lavorano contemporaneamente. Un viaggio che cambia con il calendario, con i vitigni e con i territori, e che permette di osservare da vicino il passaggio dall'uva al vino.

