BERE IL TERRITORIO
Dalle spiagge al calice: il Sud della Sardegna raccontato dai suoi vini
Dal Carignano del Sulcis al Nuragus, dal Monica alla Malvasia di Cagliari: rossi e bianchi autoctoni accompagnano piatti di terra, pesce, aperitivi e dolci, dando gusto e identità a una vacanza sull'isola
Se pensate che il Sud della Sardegna sia "solo" una sfilata di spiagge caraibiche con l’acqua cristallina, vi state perdendo la metà migliore dell'esperienza: quella che si nasconde nel bicchiere. Il vero viaggiatore sa bene che visitare un territorio, anche solamente per fare i bagni di mare, prendere il sole e uscire dalla routine per qualche giorno di vacanza, significa anche assecondare la sua espressione liquida, ossia il vino.
Il Sud della Sardegna da scoprire nel bicchiere
Quando il sole si tuffa pigramente nel mare di Chia, di Villasimius o del Poetto e la pelle scotta ancora di sale, c'è un solo modo per sintonizzarsi davvero con l'anima dell'isola, ed è quello di ordinare i vini locali. Il meridione sardo offre una mappa di profumi e sapori straordinaria, capace di abbinarsi perfettamente al ritmo rilassato e accogliente delle vacanze estive.
Prendiamo il re indiscusso delle cene sotto le stelle nel quadrante sud-ovest: il Carignano del Sulcis. Parliamo di un rosso che ha una particolarità magica: nasce da vigne vecchissime, allevate direttamente sulla sabbia, a un passo dalle onde, e curate ancora con metodi antichi. Per ritrovarne nel bicchiere il carattere più intenso e profondo, un'etichetta di riferimento è il Terre Brune Carignano del Sulcis Superiore Doc della Cantina Santadi, tra le interpretazioni più rappresentative di questo territorio.
Avvolgente, ricco di profumi di prugna e macchia mediterranea, è il compagno ideale per i piatti di terra e i formaggi stagionati. Sceglierlo significa assaggiare la forza stessa di questa terra battuta dal vento. Provatelo di sera, quando l'aria si rinfresca, accanto a un tradizionale maialetto arrosto o a un pecorino sardo Dop ben stagionato: l'armonia è garantita. Se il Carignano rappresenta l'anima fiera della Sardegna, il Monica ne incarna senza dubbio il lato più gioviale e accogliente - un'etichetta da tenere a mente è il Perdera Monica di Sardegna Doc di Argiolas. Uva a bacca rossa che domina le dolci colline del Campidano, questo vitigno dà vita a un vino morbido e piacevolmente speziato, perfetto per le serate estive più informali: un calice profumato di frutti rossi che si adatta con disinvoltura a un tagliere di salumi artigianali, a primi piatti conditi con saporiti sughi di salsiccia o a una grigliata mista.
I bianchi del Sud: dal Nuragus al Vermentino
Se invece cercate la freschezza assoluta per rigenerarvi dopo una giornata trascorsa sotto l'ombrellone, la risposta è il Nuragus di Cagliari. Questo bianco, un tempo considerato semplicemente il vino della quotidianità popolare, oggi vive una bellissima rinascita. Nel calice si presenta agrumato e marcatamente sapido, diventando il partner naturale per scortare una frittura di paranza croccante o una tradizionale fregula ai crostacei. Tra le etichette da provare c’è il Nuragus di Cagliari Doc di Antonella Corda.
Ma il viaggio sensoriale del Sud dell’isola che i Greci chiamavano Ichnoussa non si ferma qui: per chi ama curiosare tra i sapori autoctoni ci sono il Nasco, una gemma a bacca bianca che evoca profumi di miele e agrumi, e il Vermentino locale che, rispetto a quello del Nord, nel meridione acquisisce struttura, corpo e calore, rivelandosi straordinario anche se accostato a una ricca zuppa di pesce. Per il Nasco, un’etichetta da tenere a mente è l’Iselis Nasco di Cagliari Doc di Argiolas; sul fronte Vermentino, invece, si può puntare sullo Stellato Vermentino di Sardegna Doc di Pala.
Dall'aperitivo ai vini da meditazione
Per un aperitivo insolito e magnetico, cercate la Malvasia di Cagliari nella versione secca: una tipologia capace di accompagnare con facilità l’inizio della serata e di trovare spazio anche a tavola, soprattutto accanto a preparazioni semplici e saporite. Un’etichetta da provare è l’Estìssa Malvasia di Cagliari Doc di Audarya.
Infine, quando la notte si fa fonda e la brezza marina rinfresca la veranda, c'è spazio per i vini da meditazione. Da provare il Girò di Cagliari: un rosso da dessert vellutato e aristocratico, che sussurra note di marasca e spezie dolci. Accostatelo ai tradizionali dolci di mandorla, come i gueffus o gli amaretti, per chiudere la cena in pura poesia. Ordinare un vino locale non è solo un abbinamento gastronomico, ma è anche il modo migliore per dare una forma e un gusto ai ricordi di una vacanza.


