Borgo San Gregorio è un’oasi di vino, arte e natura nella verde Irpinia, parte di quell’entroterra campano così lontano (!) dal fenomeno dell’overtourism. Borgo San Gregorio è un progetto di ospitalità immersivo che fonde la tradizione vinicola con arte contemporanea, architettura d’autore e paesaggi rurali. Situato in Irpinia, il borgo nasce dal recupero di antiche case coloniche, trasformate in eleganti stanze tra i vigneti. La posizione è ideale per esplorare borghi storici e fare trekking. Feudi di San Gregorio, azienda madre del progetto, ha una lunga storia di innovazione enologica. Le etichette firmate da Massimo e Lella Vignelli e la cantina ridisegnata da Hiraku Mori e Maurizio Zito testimoniano l’attenzione al bello e al racconto visivo del vino. Qui la degustazione è un piacere!

È degustazione vera, con suadente trasferimento di conoscenze riguardanti i vini fatti in azienda. Non c’è cattedra, ad intendere che non vi è impostazione cattedratica con sommelier docente o, se più ci piace l’immagine, con sacerdote officiante il verbo, bensì persone affabili la cui elevata competenza serve a colloquiare e non a far vedere “quanto sono bravo”! La tasting room da sola varrebbe la visita al plesso.

La degustazione: dal Greco di Tufo agli abbinamenti con il territorio

A seguire, raccontino breve di sì piacevole ed interessante degustazione. Ci sovviene il Cutizzi Greco di Tufo Docg Riserva 2024, ottenuto da sole uve Greco. Si riconoscono al naso nette sensazioni di frutta, dalla prugna verde alla pera “Mast’Antuono” (tipica campana), fino a decise sensazioni balsamiche di mentuccia. L’abbinamento di elezione, provare per credere, è con la Mozzarella di Bufala Campana Dop.

Cutizzi Greco di Tufo Docg Riserva 2024
Cutizzi Greco di Tufo Docg Riserva 2024

Con disinvoltura, atteso e ribadito che né siamo in aula né siamo in sacrestia, passiamo da un bianco (e che bianco!) ad un rosso, e che rosso! Stiamo parlando del Piano di Montevergine Taurasi Docg Riserva 2015, ottenuto da sole uve Aglianico. Il colore è rosso rubino carico. Al naso si avvertono piacevoli sensazioni fruttate di mora, prugna e amarena. Al gusto è morbido, suadente, minerale ed equilibrato, con tannini eleganti e finale persistente. Lo abbiniamo ad un ben fatto agnello al forno e al Pecorino di Carmasciano. Il Pecorino di Carmasciano è un formaggio ovino unico dell’Alta Irpinia, caratterizzato da un aroma intenso di erbe locali e note sulfuree dovute alla Mefite di Rocca San Felice. Saremo mica espulsi, per manifesta indegnità, da tutte le degustazioni di Italia e andrà in oblio la label di “wine lover” alla quale tanto teniamo?

feudi
Piano di Montevergine Taurasi Docg Riserva 2015

Dal Fiano al rosato, continuando a cambiare colore

E sia, se così ha da essere sia (ma speriamo di no, ci appelliamo alla clemenza di chi ci giudica)! Accade che vi è altra giravolta: dal rosso, e che rosso (!), ad un altro bianco (e che bianco!). Siamo al cospetto del Pietracalda Fiano di Avellino Docg Riserva 2024, ottenuto da sole uve Fiano. Qui l’abbinamento di elezione è con il mare: un dovizioso plateau di crostacei, come pure ben fatte grigliate. Traviamo, e il grande Hegel non ce ne voglia, la sua dialettica e, da una tesi che è il colore bianco (già presente due volte) ad un’antitesi che è il colore rosso (presente per adesso solo una volta), addiveniamo a piacevole ed originale sintesi: il colore rosa!

Pietracalda Fiano di Avellino Docg Riserva 2024
Pietracalda Fiano di Avellino Docg Riserva 2024

E difatti siamo alla degustazione del San Greg 2025 Campania Rosato Igt, ottenuto da sole uve Aglianico. Abbinamento di grande pregevolezza, proprio azzeccato (!), è con la pizza. E qui la risatina di scherno... come con la pizza! Quale pizza? Azzardo? Ma sì, azzardo! Con qualsiasi pizza, sia essa a base rossa oppure a base bianca; anzi, dirò di più: imperdibile l’abbinamento con un ben fatto calzone al forno!

San Greg 2025 Campania Rosato Igt
San Greg 2025 Campania Rosato Igt

In ossequio al detto popolare “non c’è quattro senza cinque”, addiveniamo alla degustazione del quinto vino: Serpico Irpinia Aglianico Doc 2015, ottenuto da uve Aglianico del vigneto storico “Dal Re”. Qui è davvero ottimo l’abbinamento con arrosti di carni rosse. La memorabile degustazione è giunta a compimento. Relax in camera e poi... cena al ristorante San Gregorio, elegante e confortevole.

Serpico Irpinia Aglianico Doc 2015
Serpico Irpinia Aglianico Doc 2015

A tavola con lo chef Antonio Minichiello, poi spazio all’arte

Lo chef Antonio Minichiello propone una cucina identitaria e sostenibile, con ingredienti coltivati in un orto rigenerativo. I piatti celebrano il territorio, con un equilibrio tra rusticità e design. Alla memoria ricorrendo, ancor prima che agli appunti, menzioniamo un memorabile risotto “imbottito”, crema di peperone, caprino e noci. Il resort è un laboratorio culturale: installazioni di artisti come Mimmo Jodice, Vedovamazzei e Pietro Ruffo arricchiscono gli spazi, stimolando riflessioni sul legame tra uomo, terra e vino. L’architettura, curata da Roberto Liorni, include elementi scenografici come il “Nido”, una struttura in rami di castagno che funge da sommelier’s table.

Il ristorante
Il ristorante di Borgo San Gregorio

Le camere tra i vigneti di Borgo San Gregorio

La struttura Borgo San Gregorio consta di 12 camere, suddivise in Dimora Naturalia e Dimora Botanica. Le dimore sono il frutto di un recupero delle antiche case coloniche, disseminate all’interno dei vigneti. Sono, insomma, camere con vigna! Dimora Naturalia è in una struttura di fine Ottocento. Ci sono quattro camere deluxe e una junior suite, una library e una zona comune con angolo bar. Gli spazi sono connotati da tinte tenui, materiali naturali e finestre che regalano splendidi affacci sul paesaggio della verde Irpinia. Alle stanze si aggiunge un living comune al piano terra e una suggestiva library nel sottotetto.

Una delle camere di Borgo San Gregorio
Una delle camere di Borgo San Gregorio

Dimora Botanica si articola in due junior suite, due superior rooms e due deluxe rooms, una sala meeting, una library e un living comune. Questa dimora è decisamente fuori dall’ordinario e non soltanto per la sua ubicazione. Il progetto degli artisti californiani Fallen Fruit riveste completamente la casa con un’opera site specific che svetta tra i vigneti e ribadisce la filosofia di Feudi di San Gregorio di farsi portavoce di cultura, arte e vino. Inoltre, nel plesso principale c’è la penthouse suite. Soggiornare a Borgo San Gregorio è concedersi un’immersione nella verde Irpinia, nella quiete del silenzio, nei suggestivi panorami ora collinari, ora montani, degustando grandi vini. E dopo il dolce riposo notturno, quiete d’intorno, ci attende sontuosa prima colazione. Imperdibile, da solo varrebbe il soggiorno (!), lo zabaione!

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Località Cerza Grossa 83050 Sorbo Serpico (AV) Italia