SPIRITS GLOBALI
Dal vermouth calabrese al whisky giapponese: sei bottiglie raccontano il mondo
Dal vermouth calabrese al whisky di Kyoto, passando per una Solera del 1918, mezcal, rum e gin: sei bottiglie selezionate da Pellegrini spa raccontano territori, materie prime e tecniche produttive diverse, dall’Italia al Giappone
Indice
- 1Italia: Vermouth Bianco Giacobini, l’anima mediterranea di Altomonte
- 2Spagna: Ximénez-Spínola e il Pedro Ximénez della Solera 1918
- 3Messico: Lokita Mezcal Espadín, otto anni di agave
- 4Giamaica: Navy Island XO Reserve, il rum dei Caraibi
- 5Stati Uniti: Koval Dry Gin, il carattere artigianale di Chicago
- 6Giappone: Kyoto Kuro-Obi, il blended whisky della Kyoto Miyako Distillery
- 7Un viaggio tra distillati e territori
Un viaggio può iniziare da una bottiglia e attraversare continenti, tecniche produttive e culture diverse. È questo il percorso proposto da Pellegrini spa, realtà specializzata nella selezione, importazione e distribuzione in Italia di vini e distillati di alta qualità. Il catalogo riunisce etichette provenienti dalle principali aree produttive internazionali.
Il percorso comprende sei referenze provenienti da Italia, Spagna, Messico, Giamaica, Stati Uniti e Giappone. Vermouth, vino liquoroso, mezcal, rum, gin e whisky diventano tappe di un itinerario ideale. Dalle erbe mediterranee all’agave, dalle botaniche del gin ai cereali giapponesi, ogni bottiglia porta con sé una storia produttiva riconoscibile.
Italia: Vermouth Bianco Giacobini, l’anima mediterranea di Altomonte
La prima tappa conduce in Calabria, ad Altomonte, dove il progetto Essenza Mediterranea rilancia lo storico marchio Giacobini. La Casa Giacobini, fondata da Ciro e Francesco Giacobini, è legata alla storia liquoristica del borgo. Il Vermouth Bianco Giacobini nasce da un lungo lavoro di sperimentazione e dalla collaborazione tra Caterina Ceraudo e Vittorio Gargaglione. La base è costituita da vini biologici Ceraudo, zucchero d’uva, erbe aromatiche, spezie e scorze di agrumi mediterranei.
Nel bicchiere presenta un colore giallo paglierino intenso. Il profilo aromatico mette in primo piano cedro e bergamotto di Calabria, accompagnati da coriandolo, rosmarino, liquirizia, mandorla e assenzio. Al palato è fresco e agrumato, con una componente balsamica persistente. La struttura deriva pure dal vino bianco Petelia Ceraudo, ottenuto da Greco Bianco e Mantonico. Il packaging recupera elementi dell’etichetta storica del 1904, reinterpretando medaglie e simboli dell’antica azienda.
Spagna: Ximénez-Spínola e il Pedro Ximénez della Solera 1918
Il viaggio prosegue a Jerez de la Frontera, in Andalusia, con Ximénez-Spínola, realtà familiare specializzata esclusivamente nel vitigno Pedro Ximénez. La produzione si concentra su quantità limitate e bottiglie numerate, dando rilievo alla materia prima e ai tempi di affinamento. Lo Sherry Pedro Ximénez Solera nasce da uve lasciate al sole per almeno 21 giorni. L’appassimento naturale provoca una disidratazione progressiva che concentra zuccheri e frutto. Da una tonnellata di uva fresca si ricavano circa 300 chilogrammi di uva passita, dai quali si ottiene una quantità molto più contenuta di mosto.
Il vino liquoroso affina in botti di rovere americano per almeno 15 anni. La referenza proviene da una Solera del 1918 e viene decantata naturalmente in botte, prima dell’imbottigliamento attraverso un filtro di cellulosa pensato per preservarne il carattere aromatico. Il risultato è uno sherry dal colore mogano intenso, brillante e limpido. Il naso è dominato dall’uva passa, con sfumature di caffè tostato e cioccolato. In bocca emerge una consistenza morbida e fine, con un finale che richiama il fico secco.
Messico: Lokita Mezcal Espadín, otto anni di agave
La terza tappa porta nella valle di Oaxaca in Messico, territorio centrale per la cultura del mezcal. Qui il maestro mezcalero Arturo Martínez, esponente della terza generazione della propria famiglia, produce Lokita Mezcal Artesanal secondo metodi legati alla lavorazione tradizionale dell’agave.
Il Lokita Mezcal Espadín 8 años utilizza Maguey Espadín, lasciato maturare per otto anni prima della raccolta. L’agave viene cotta in forni sotterranei. La produzione prevede una doppia distillazione in alambicco di rame pot still. All’esame visivo il mezcal è pulito e cristallino. Al naso emergono agave cotta, note erbacee, limone e fiori d’arancio. Il sorso è ricco e fruttato, con una componente citrica che ritorna insieme alle sensazioni floreali e accompagna un finale intenso. Il carattere dell’agave resta centrale.
Giamaica: Navy Island XO Reserve, il rum dei Caraibi
Dalla Giamaica arriva Navy Island XO Reserve, blend di rum di diverse età selezionati principalmente tra distillati prodotti in alambicchi pot still sull’isola. Tra le distillerie coinvolte figurano Worthy Park, Hampden e Monymusk. Il Navy Island Rum XO Reserve viene affinato localmente, in condizioni tropicali, all’interno di botti di legno americano precedentemente utilizzate per il bourbon.
L’affinamento contribuisce alla struttura del profilo aromatico. Nel bicchiere presenta un colore ambrato. Il bouquet richiama vaniglia, frutta matura, banana, mela cotta e caramello. Al palato mostra corpo pieno e un finale secco, intenso e persistente. È indicato liscio o on the rocks.
Stati Uniti: Koval Dry Gin, il carattere artigianale di Chicago
Il viaggio continua negli Stati Uniti, a Chicago, sede della Koval Distillery, realtà artigianale fondata dalla famiglia Birnecker. La distilleria lavora in piccoli batch, con attenzione a materie prime e botaniche. Il Koval Dry Gin viene prodotto a partire da grano biologico fermentato direttamente in distilleria. Il taglio di teste e code è curato con attenzione; le botaniche vengono polverizzate, infuse e ridistillate.
Il risultato è un gin secco e pulito, caratterizzato da una componente floreale evidente. Al naso compaiono ginepro e fiori selvatici, mentre il palato sviluppa agrumi e pepe bianco. La gradazione di 47% vol. sostiene un corpo rotondo, fresco e vibrante, con una texture distintiva.
Giappone: Kyoto Kuro-Obi, il blended whisky della Kyoto Miyako Distillery
L’ultima tappa conduce in Giappone, alla Kyoto Miyako Distillery, prima distilleria di whisky della prefettura di Kyoto. Da qui arriva The Kyoto Kuro-Obi, Black Belt, blended whisky realizzato con cereali 100% giapponesi, malti giapponesi e distillati di frumento.
Il prodotto richiama lo stile Bourbon, con almeno il 51% di mais, unito ai malti della distilleria. Il whisky viene poi affinato in botti di rovere americano vergine, scelta che contribuisce al profilo aromatico e gustativo.
Il passaggio in legno porta nel bicchiere sensazioni di frutta esotica, con ananas, banana matura e cocco, bilanciate da note maltate. Il palato è complesso e strutturato, con lunga persistenza. Il prodotto può essere degustato puro, nella classica misura di un dram, per coglierne l’equilibrio tra frutto, legno e malto. Anche la confezione richiama il patrimonio culturale giapponese: il nome e il packaging sono associati al Nishijin-Ori, prezioso tessuto prodotto a Kyoto.
Un viaggio tra distillati e territori
La varietà riflette il lavoro di selezione e distribuzione che porta etichette internazionali sul mercato italiano. Per il settore professionale, la disponibilità di referenze con identità definite amplia le possibilità di costruire carte dei distillati, percorsi di degustazione e proposte di miscelazione coerenti con stili diversi. Il percorso oggi mostra come la provenienza incida sul carattere finale: botanica mediterranea, appassimento delle uve, cottura dell’agave, affinamento tropicale, distillazione delle botaniche e maturazione in rovere producono linguaggi sensoriali differenti.
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La selezione proposta da Pellegrini S.p.A. costruisce un itinerario che attraversa sei paesi e diverse interpretazioni di distillati e vini liquorosi. Il filo conduttore non è una tecnica comune, ma la capacità di ogni produttore di rendere riconoscibile il proprio territorio attraverso materie prime, lavorazioni e affinamento. Dal Vermouth Bianco Giacobini al Pedro Ximénez di Ximénez-Spínola, dal mezcal Lokita al rum Navy Island, fino al Koval Dry Gin e al Kyoto Kuro-Obi, la selezione riunisce prodotti diversi per origine e stile. È proprio questa varietà a trasformare la degustazione in un percorso internazionale, nel quale ogni bottiglia rappresenta una tappa e ogni profilo aromatico diventa un modo per conoscere un luogo.

