GOCCE DI TÈ
Tè, la marginalità non passa solo dal prezzo: conta come viene servito
Il Tea Master Albino Ferri spiega come affrontare la marginalità: conoscere il target del locale e la classe di prodotti in mescita. Nel tè, inoltre, il cliente ricorda più il servizio del prezzo
La marginalità è una delle questioni che più spesso arrivano sul tavolo della consulenza nel mondo della ristorazione. Ma per affrontarla non basta guardare al prezzo di vendita. Nel 56° episodio di Gocce di Tè, il Tea Master Albino Ferri parte proprio da qui e individua due elementi da mettere in relazione: il pubblico a cui si rivolge il locale e la classe di prodotti che decide di proporre in mescita.
Marginalità, tutto parte dal target del locale
«Negli ultimi anni, la consulenza più richiesta è come ottenere marginalità?» osserva Ferri. La risposta, secondo il Tea Master, non può essere uguale per ogni attività: «Ogni locale deve capire perfettamente il suo target pubblico e la classe di prodotti che vuole gestire in mescita».
Sono questi, per Ferri, i due riferimenti da cui partire per costruire una proposta coerente anche dal punto di vista economico. Non si tratta quindi di considerare il prodotto singolarmente, ma di metterlo in relazione con il tipo di clientela e con l'offerta del locale. «Solo questi due elementi messi insieme portano delle soluzioni di marginalità più o meno alte», spiega.
Il tè ha poca memoria di prezzo
C'è poi una caratteristica del tè che, secondo Ferri, lo distingue da altri prodotti presenti nella ristorazione: la scarsa memoria di prezzo del consumatore. «Ricordate, il tè è uno dei prodotti che ha poca memoria di prezzo». Il cliente, spiega Ferri, tende infatti a conservare un ricordo diverso da quello legato al semplice costo della consumazione. «Il cliente si ricorda molto di più se un tè è stato servito male o bene».
Per questo, nella sua lettura, la marginalità passa anche dalla capacità del locale di costruire un servizio adeguato al prodotto e al proprio pubblico. Il prezzo rimane un elemento dell'offerta, ma non è necessariamente quello che determina il ricordo della consumazione. Nel caso del tè, a pesare sulla percezione del cliente è soprattutto il modo in cui viene servito.
Per maggiori informazioni:Accademia Ferri dal 1905

