4MORSI
La pizza surgelata che nasce dall'arte tradizionale del pizzaiuolo napoletano
È quella di Futura Srl, pmi campana che con il marchio 4morsi punta su ingredienti naturali, un processo brevettato, filiera tracciabile e un'offerta pensata sia per la grande distribuzione sia per il canale Horeca
Cosa di più evocativo, allorquando parliamo di un cibo che sia buono da mangiare, facile da digerire e, non dimentichiamolo, alla portata di tutte le tasche (almeno un tempo era così). Sì, stiamo parlando della pizza; ad essere precisi, la pizza napoletana. La pizza napoletana che, è doveroso ribadirlo, non è Patrimonio Unesco. Patrimonio Unesco è la Cucina italiana (primo anniversario fra circa tre mesi), di cui la pizza è componente saporita e significativa, e Patrimonio Unesco è l’Arte tradizionale del pizzaiuolo napoletano.
4morsi, la pizza che guarda al futuro
Cosa si può fare per tornare a rendere la pizza un prodotto che, posti in prerequisito la sua qualità alta e la sua inconfondibile pregevolezza organolettica, sia anche easy to buy per un consumo che può essere sia fuori casa che a casa? Cosa si può fare affinché la pizza rifulga del suo passato grazie, verosimilmente, a quanto per tecnologia e opportunità di mercato, il futuro ci riserva? È proprio da questa felice congiunzione tra passato e futuro che nasce, il nome non è assolutamente casuale bensì fortemente identitario, Futura Srl, innovativa pmi campana, che ha ben centrato il marchio in 4morsi.
Anche il payoff è lucido ed evocativo: “La pizza che unisce”. La ricetta è 100% naturale, priva di additivi, coloranti e conservanti: un itinerario essenziale che parte dall’acqua pura di sorgente, attraversa i campi di grano italiani e arriva al pomodoro coltivato su suolo vulcanico, al fiordilatte 100% delattosato e all’olio di semi di girasole alto oleico. Nello stabilimento l’arte tradizionale del pizzaiuolo napoletano (si è già detto che è Patrimonio Unesco!?) dialoga con la tecnologia attuale. L’impasto nasce da un processo brevettato e riposa lentamente in ambienti dove temperatura e umidità sono controllate con rigorosa precisione.
Poi, dopo il passaggio in forno, arriva la surgelazione graduale, pensata per custodire fragranza, morbidezza, profumo e quella sensazione di prodotto appena sfornato che accompagna i… quattro morsi! Lo stabilimento ha una capability di circa mille pizze all’ora. Esso è ubicato a Marcianise (Ce). La strategia imprenditoriale, frutto di sano pragmatismo non disgiunto da lungimirante vision, disegna due percorsi: il consumo domestico, e quindi il canale Gdo, e il consumo fuori casa e quindi il canale Horeca. Quanta provvidenziale saggezza nell’evitare di partire con offering sterminato! Al momento due le referenze di pizze ready to eat: la Margherita e la Vegana.
Margherita, Vegana e basi pizza
La Margherita è il ritorno al grande classico della tradizione napoletana: pomodoro e fiordilatte delattosato raccontano una semplicità piena, familiare, immediata. La Vegana apre invece una deviazione vegetale e contemporanea, con verdure grigliate e una crema a base di mandorla, pensata per chi cerca un sapore nuovo senza allontanarsi dal piacere della pizza. E poi, le basi! Le basi pizza, Bianca e Rossa, sono una mappa lasciata aperta alla creatività: una partenza ideale per quanti desiderano costruire il proprio percorso di gusto. Di certo, è agevole prevederlo, ci saranno anche private label. Di grande valore, certamente apprezzato dai consumatori, l’asset della trasparenza.
La tracciabilità della filiera attraverso il QR Code
In un mercato che chiede chiarezza sulla provenienza del cibo, 4morsi sceglie la trasparenza. Mediante QR Code il consumatore può seguire l’intera filiera produttiva e verificare l’origine esatta di ciascun ingrediente. «4morsi non nasce semplicemente come un’alternativa alimentare per chi soffre di intolleranze o allergie, ma come una vera e propria scelta di benessere e di condivisione universale» raccontano i due fondatori Fabio Biondi e Giuseppe Russo.
Le loro parole costituiscono coraggiosa e lodevole dichiarazione di intenti: unire la conoscenza profonda del prodotto tipico campano con competenze manageriali e tecnologie di ultima generazione, per offrire una pizza buona e fragrante come quella della migliore pizzeria, sicura, trasparente e accessibile a chiunque. Il progetto è di certo vincente, tutto sommato cosa è? È assemblare armonicamente tre cose: l’eccellenza culinaria campana, l’innovazione tecnologica e la tracciabilità di filiera, portando nel mondo del surgelato un intento semplice e ambizioso: fare della pizza un luogo comune nel senso nobile, uno spazio condiviso e un tempo altrettanto condiviso, a ché la convivialità permanga bene prezioso.


