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Crisi del latte in Sardegna
Persi 120 milioni di ricavi

Crisi del latte in Sardegna 
Persi 120 milioni di ricavi
Crisi del latte in Sardegna Persi 120 milioni di ricavi
Pubblicato il 19 agosto 2011 | 15:24

Il dato allarmante, reso noto dall'Osservatorio economico della Coldiretti Sardegna, pone certamente il Governo regionale di fronte a scelte che devono essere orientate al sostegno dei produttori, ma occorre che il mercato della trasformazione si impegni con serietà per risollevare il settore

I produttori sardi di latte ovino, nell'arco di due anni, hanno perso ricavi per complessivi 120 milioni di euro. La denuncia è della Coldiretti che sottolinea anche come il latte fosse pagato al disotto dei costi di produzione. Con un costo di produzione che ormai si aggira intorno ad 1 euro - 1,15 i produttori avevano visto remunerare il proprio prodotto circa 0,82 euro nel 2009, mentre i saldi per il 2010 e le proiezioni per il 2011 vedono attestare un prezzo intorno ai 0,60-0,65 euro per litro.

Una situazione di questo tipo considerando tutto il latte prodotto in Sardegna fa attestare una perdita di ricavi rispetto al 2009 di circa 60 milioni di euro all'anno per un totale di 120 milioni di perdita complessiva. I dati diffusi provengono dall'Osservatorio economico della Coldiretti Sardegna, il dato allarmante pone certamente il Governo regionale di fronte a scelte che devono essere orientate al sostegno del settore, ma occorre che il mercato della trasformazione si impegni con serietà per risollevare il settore.



Se, infatti, il prezzo del latte in Sardegna si attesta intorno ai 0,60 centesimi i risultati di altre nazioni sono molto più soddisfacenti e remunerativi, la Francia ha pagato ai produttori nel 2010 1,10 euro per litro e la Spagna 1,05 euro per litro.

«Da anni viene sostenuto che il prezzo del latte viene deciso dal mercato, allora vogliamo essere inseriti nel mercato internazionale non in quello locale regionale», affermano Marco Scalas e Luca Saba, presidente e direttore di Coldiretti Sardegna. «La situazione attuale è assolutamente insostenibile, occorre necessariamente che si intervenga riconquistando immediatamente le quote di mercato sui formaggi ovini che, in un momento in cui tutti i formaggi prodotti con latte vaccino crescono con remunerazioni assolutamente soddisfacenti per i produttori, inspiegabilmente restano in calo per chi produce latte di pecora». «La Regione deve intervenire subito a sostegno del settore così come già da tempo richiesto», rilancia Scalas.

«Tutto quanto quello che è stato previsto nella legge 15/2010, infatti, non è ancora arrivato nelle tasche dei produttori e rischia di essere, per come è stato previsto dalle norme un intervento assistenziale inutile ed irrilevante: 1.500 euro previsto dal de minimis in media, per gli allevamenti rappresentano appena il costo di 10 giorni di mangime». Saba chiede inoltre alla Regione la riconvocazione a fine mese della cabina di regia sul latte ovino.

Tra gli interventi più urgenti chiesti da Coldiretti dal maggio scorso, l'immediata attivazione della Misura di Benessere Animale, misura che consentirebbe il miglioramento generale delle condizioni di benessere degli animali, garantendo l'ottenimento di prodotti di qualità e quindi sicurezza alimentare e sanità animale. Viene anche sollecitata la revisione della L.R. 15/2010 della quale sono stati attivati solo i bandi dell'Art. 1 "Sostegno del comparto ovicaprino" e dell'Art. 5 "Miglioramento dell'Offerta produttiva", rispetto ai quali non si è comunque ancora concluso l'iter istruttorio.

Ci sono impegni assolutamente disattesi e la cui tempistica non è stata assolutamente rispettata. Giusto per citare un caso all'art. 9 "Ripristino delle Condizioni di Mercato" "il Consorzio di tutela del Pecorino Romano adotta, entro tre mesi dall'entrata in vigore della presente legge, il piano produttivo da sottoporre all'approvazione del Mipaaf".

Per Coldiretti è anche necessaria l'istituzione di una commissione di verifica dello stato di attuazione della L.R. 15/2010 ed una sua revisione ed attivazione tale da dare reali risposte al mondo produttivo. L'organizzazione chiede la riattivazione di un tavolo di contrattazione per il prezzo del latte ovicaprino, che veda i produttori e gli industriali seduti ad un tavolo attraverso l'istituzione di una cabina di regia di cui la Regione Sardegna si faccia garante. Viene anche rilanciata la richiesta di una strategia per il comparto ovicaprino.



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