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di Alberto Lupini
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Senza la circolare, la Brambilla farà la festa... alla ristorazione

Pubblicato il 06 settembre 2011 | 15:58



Prima di tutto i fatti. Con il Codice del turismo il ministro Michela Vittoria Brambilla ha di fatto spalancato la porta dell'attività di ristorazione (senza trasferirne però gli obblighi e i controlli) a nuovi soggetti (principalmente alberghi, campeggi, bed & breakfast) che ora possono somministrare pasti anche a chi non è ospite 'interno”. Una norma duramente contestata da Fipe e Confesercenti, al punto che l'organizzazione sindacale di Confcommercio era arrivata a minacciare la richiesta di dimissioni della Brambilla. E ciò non a caso, visto che con la scelta voluta direttamente dal Ministro (che con questo ha saldato una cambiale alla Federalberghi che aveva mal digerito l'imposizione della tassa di soggiorno...) il mondo della ristorazione in Italia arriverebbe ora a contare su 157mila aziende, invece che sulle 100-110mila imprese reali. Senza contare gli agriturismi e i bar che, in nome di una liberalizzazione criminale, distribuiscono cibo a volte in violazione delle più elementari norme igienico sanitarie. E questo mentre in Francia, dove la ristorazione da sempre è uno degli asset dell'immagine e del turismo del Paese, lo Stato considera al massimo 40mila imprese nel settore.

Il 21 giugno scorso, a poche ore dall'emanazione del 'Codice”, la Fipe si era fermata a un passo dallo scontro aperto col ministro Brambilla (complici anche le elezioni) strappandole un impegno pubblico per l'emanazione di una circolare interpretativa che, secondo il Ministero, avrebbe dovuto limitare la possibilità di aprire, a chi non è già cliente, i ristoranti presenti all'interno della struttura solo in presenza di licenze già in essere. E un ulteriore tassello avrebbe dovuto essere l'inserimento dei ristoranti, anche di quelli che agiscono fuori dai distretti turistici, fra le imprese turistiche, così da poter usufruire delle agevolazioni del comparto. Di questo impegno del Ministro si era fatto garante il vicepresidente nazionale della Fipe, Alfredo Zini, che aveva condizionato ogni rapporto col Ministero all'emanazione di questa circolare. Una dichiarazione in cui Zini aveva fatto esplicito riferimento anche al Festival della ristorazione che la Brambilla ha organizzato in fretta e furia per il 27 settembre a Milano per cercare di recuperare consensi dopo che molti esercenti milanesi avevano voltato le spalle al centro-destra alle elezioni comunali vinte da Pisapia.

Ci spiace constatare che le nostre perplessità sulla logica di una circolare interpretativa di una norma appena varata abbiano trovato conferma nell'assenza di una qualunque circolare. Ciò che però lascia perplessi è che, quasi che la questione non fosse centrale per il settore, dalla Fipe non giunge alcuna sollecitazione per avere questa circolare. Mentre lo stesso vicepresidente Zini pare sia uno dei più attivi collaboratori del Ministro nell'organizzazione di un Festival della ristorazione a Milano in cui verranno premiati dei cuochi senza che ad oggi si conoscano i criteri con cui saranno selezionati: perché hanno i capelli rossi come la Brambilla o perché sono iscritti alla Fipe?

Al di là dell'ironia, chiediamo pubblicamente all'amico Alfredo Zini, se vuole, di spiegarci cosa lo ha fatto convertire alla causa della Brambilla e se questa circolare vedrà finalmente la luce grazie al suo impegno prima del Festival della ristorazione. Se così non fosse, a Milano si celebrerebbe solo una farsa e si farebbe la festa... alla ristorazione, come voleva la Brambilla.

Alberto Lupini
alberto.lupini@italiaatavola.net




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COMMENTI

08/09/2011 18:36:00
5) E per giunta è una finta liberalizzazione che copre l'interesse degli albergatori a danno dei ristoratori ...
Cara Irina, purtroppo il problema non sono le liberalizzazioni in sè (che rappresentano un elemento di positività se tendono arendere più facile un'attività). La questione di fondo è la volontà del Ministro di sostenere principlamente la categroia degli labergatori (che pure ha una sua importanza per il turismo) dimenticando che più che a garantire loro nuove posssbilità di entrata ad investimementi zero (quasi tutti gli hotel hanno ristoranti annesi, aperti solo ai clienti interni) dovrebbe invece puntare su una riqualificazione dell'ospitalità. In Italia abbiamno alcuni degli hotel più prestigiosi del mondo, ma la media generale delle camere e dei servizi offerti è fra le più basse... A questo dovrebbe pensare il Governo lasciando ai ristoratori veri la passione e lo spazio per fare un lavoro per molti versi unico e utile anch'esso (anzi al momento di più di quello degli alberghi) per sviluppare un turismo internazionale di qualità. Devo poi aggiungere che questa finta liberalizzazione della Brambilla non è a mio paree contrastata a dovere dalla Fipe perchè questa federazione si trova a dover convivere sotto l'ombrello di Confcommercio con quelle degli albergatori, che al momento riescono ad essere più aggressivi e decisi (Confcommercio permettendo...).


08/09/2011 10:29:00
4) La liberalizzazione fa disastri...
Caro Direttore,
grazie per quello che scrive e come difende la ristorazione di qualità. Le scrivo dopo aver visto l'ultima news. Anche a Venezia la liberalizzazione ha fatto disastri: ci sono tutti i bar che fanno ristorante con piatti surgelati e non hanno alcun obbligo di avere lavastoviglie, ecc. Naturalmente per l'Haccp sono più in regola loro di noi ristoratori perché non maneggiano gli alimenti. Passano dal surgelatore al microonde.
Per quanto riguarda la crisi del turismo, dovremmo pensare che stiamo distruggendo l'Italia, che non consideriamo il turismo una fonte di reddito. Sono stata un mese al Sud e dopo Salerno ho visto cumuli di immondizia dappertutto e tanti scheletri di cemento messi nei punti più belli. Poi da Palinuro a Maratea era tutto pulito perché fanno la differenziata, ma come son passata in Calabria, anche nella famosa costa degli Dei, da Pizzo a Nicotera, quintali di immondezza dappertutto. In 15 giorni non hanno mai raccolto l'immondizia. E ciliegina sulla torta, in spiaggia moltissimi italiani fumavano e poi buttavano le cicche sulla sabbia e non solo...
Cari saluti.


07/09/2011 19:01:00
3) Sei un grande!
Sei un grande direttore, pochi hanno il tuo coraggio nell'esporre i problemi.


07/09/2011 15:45:00
2) Secondo i dati del Ministro, in Italia 350 persone per ogni ristorante
Buongiorno. Se in Italia siamo circa 55.000.000 di abitanti, se in Italia ci sono 157.000 aziende di ristorazione, ci rendiamo conto che 55.000.000/157.000 = 350 abitanti per ristorante? Ma oltre questo dato quale commento rimane da fare? Congratulazioni per il portale e buon lavoro.


07/09/2011 09:40:00
1) Zini non risponderà
Zini non risponderà...



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