Tossinfezione nel pesce crudo. Nas al lavoro al lago di Bolsena
Sull'episodio che ha coinvolto circa 20 persone stanno effettuando analisi l'Asl di Viterbo e l'Istituto Superiore di Sanità, che hanno individuato l'agente infettivo Opisthorchiasis Felineus, un parassita della tinca, analizzando il siero e le feci estratte dai primi ricoverati nei giorni scorsi
Il ministro della Salute, Ferruccio Fazio ha disposto un'indagine dei Nas in relazione a un episodio di tossinfezione alimentare a base di pesce di lago marinato, presumibilmente tinca, avvenuta con ogni probabilità alla fine di luglio in un ristorante nei pressi del lago di Bolsena. Lo riferisce, in una nota, il ministero della Salute.Sull'episodio, che ha coinvolto sinora circa 20 persone, stanno effettuando analisi l'Asl di Viterbo e l'Istituto Superiore di Sanità, che ha individuato oggi sia microbiologicamente che sierologicamente l'agente infettivo Opisthorchiasis Felineus, un parassita della tinca, analizzando il siero e le feci estratte dai primi ricoverati nei giorni scorsi negli ospedali di Perugia e di Viterbo, dopo il periodo di incubazione di due-tre settimane.
«Ho dato incarico ai Nas - ha dichiarato il Ministro Fazio - di indagare sull'origine dell'infezione e sul rispetto delle norme sulla conservazione del pesce di lago nei locali della zona di Bolsena stabilite in un'ordinanza di due anni fa, quando si manifestarono i primi casi di questo tipo di intossicazione. è comunque opportuno evitare di consumare crudi questi tipi di pesci di lago, che possono contenere i parassiti che vengono eliminati dalla cottura o dal congelamento. Con la Regione Lazio e le strutture sanitarie regionali competenti stiamo individuando altri possibili consumatori di questi pesci affetti da parassiti per invitarli a farsi esaminare presso l'ospedale di Viterbo. La tossinfezione è curabile con appositi farmaci.
Fonte: Asca


I commenti dei lettori
2 commenti su questo articolo
Anonimo
Tutte le cucine dovrebbero rispettare le norme sul trattamento del pesce crudo
Egregio Francesco, ricercando notizie riguardanti il problema che si è verificato nel Lago di Bolsena, mi imbatto in questo suo intervento, interessante in alcune parti ma assolutamente fuori strada quanto alle considerazioni circa le abitudini del consumatore (penso inteso in questo caso come il cliente del ristorante). Si dà il caso che io sia uno di quegli sfortunati che hanno consumato un pregiato e pubblicizzato carpaccio di coregone presso il lago alla metà di luglio, avendone come regalo un'infezione colecistica che si è diffusa al fegato. Ora, dopo 3 settimane di ospedale, mi trovo con strascichi che saranno da gestire nei mesi a venire. Devo dunque precisare che, non avendo mai scelto in vita mia un ristorante in base a "quanto si mangia", mi sono affidato ai preziosi consigli di gente del posto. E devo dire che il ristorante è (almeno in apparenza) di buon livello e di buon nome, frequentato da clientela abituale che arriva anche da Roma. Credo che la considerazione si possa estendere agli altri sfortunati intossicati, in quanto sono piuttosto convinto che la tossinfezione sia partita da questo unico ristorante. Evidentemente, se in tutte le cucine si rispettassero le norme imposte per il trattamento del pesce servito crudo non si avrebbero questi problemi. In bocca al lupo ai frequentatori di sushi-bar!
Anonimo
Necessario l’abbattitore!
Purtroppo siamo alle solite! La bella stagione ci porta a essere attratti dal consumo di pesce crudo, o marinato che sia, senza preoccuparci delle garanzie che ci vengono date dai ristoratori in merito a questo alimento tanto ricercato quanto rischioso. Negli anni ne ho sentiti molti di casi analoghi, ma in giro c'è tanta e tanta ignoranza in merito. Si dice sempre che per evitare il problema bisognerebbe mangiare il pesce cotto, quindi non sarebbe più crudo, o congelarlo, e di conseguenza non sarebbe più fresco! Credo, anzi sono fermamente convinto che molti ristoratori delle mie parti, hanno sentito parlare di abbattitori, ma in pochi ne conoscano l'utilizzo e ancora meno lo hanno fra la dotazione delle macchine da cucina. Intendiamoci, questa macchina non serve solo per eliminare i batteri dagli alimenti, ha una miriade di scopi dei quali non stiamo a parlare in quanto non sono né un cuoco né rappresentante di macchine da cucina, ma bensì un appassionato di pesce crudo. Tengo a precisare, essendomi informato per quello che mi interessa, che un ciclo di abbattimento di un alimento, pesce nella fattispecie, porta lo stesso al congelamento, parliamo di temperature che si aggirano intorno hai 30/32 gradi sotto zero, e, nello stesso ciclo al "decongelamento", (mi passino il termine gli addetti ai lavori), lasciando lo stesso ad una temperatura di 2/3 gradi. Bene in questo ciclo è avvenuta la cosa per la quale stiamo qui a parlare, la morte dei batteri indesiderati che provocano problemi intestinali e di intossicazione. Ma il pesce che vado a mangiare non è più fresco? No, affatto, è fresco alla stessa maniera, soltanto che ha subito un trattamento che ci porta sulla tavola un alimento "garantito". Che poi venga consumato crudo o cotto questo fa poca differenza, la cosa da sapere è che non provochi problemi a distanza di tempo! Girando per i ristoranti della mia provincia ho avuto modo di selezionarne alcuni dove, se pure la spesa è lievemente superiore, la qualità del prodotto offerto e le attenzioni date in cucina sia nella sostanza dei piatti che nella presentazione, valgono di gran lunga la spesa effettuata. Questo, per dire, mettendomici dentro e con un pizzico di giusta polemica che purtroppo anche il consumatore il più delle volte non sa mangiare. Oggi siamo arrivati al punto che si sceglie il ristorante non per come si mangia, ma per quanto si mangia, poi se la cucina sia discutibile o no passa in secondo piano. Tutti sono capaci di farci mangiare, ma pochi sanno cucinare! Concludendo dico che sono contento di avere scoperto posti dove si fa veramente dell'ottima cucina dove esistono basi e studi ricercati per migliorare continuamente e dove sia l'offerta culinaria che le proposte vinicole reggono un buon rapporto di prezzo e qualità. Posso solo fare un elogio a questi locali, anche se capisco che è difficile andare avanti soprattutto quando si vede che il proprio ristorante è semi vuoto e quello dove si mangia alla meno peggio non sa dove mettere le persone! Infine affermo che alla base di tutto ci dovrebbe essere una buona educazione alimentare che nell'epoca del mordi e fuggi è andata un po' in disuso!