Un poker d’assi di eccellenze per rilanciare l’Italia nel mondo
L’Italia nasce come un Paese di contadini ed è proprio da lì che bisogna ripartire. Ma il settore agroalimentare è solo uno dei quattro “assi” del poker made in Italy, assieme alla cucina, al turismo e alle bellezze artistiche. Valorizzando tali aspetti si potrà rilanciare il Paese anche all’estero
La cucina italiana, l'agricoltura, il turismo e le bellezze artistiche sono il nostro poker d'assi e vanno valorizzati e rilanciati. Nella mia personale battaglia per il futuro politico metterò al primo posto questi obiettivi. Non possiamo più far finta di nulla, abbiamo il più grande patrimonio mondiale e non voglio svenderlo, bensì rilanciarlo.L'Italia ha i numeri e la forza per cambiare rotta, partendo dalle origini, dalla storia. Il nostro patrimonio culturale, artistico e alimentare in questi ultimi decenni è stato svenduto alle multinazionali. Lo Stato deve riprendere il ruolo che aveva fino agli anni '90. Le privatizzazioni, quelle che dovevano rilanciare l'azienda Italia, hanno contribuito solo a fare della speculazione economica, facendo arricchire quattro signori e mettendo in ginocchio famiglie intere. è assurdo che un Paese come l'Italia sia costretto a comprare materie prime dall'estero.
L'obiettivo principale è creare un grande gruppo di lavoro che raccolga tutte le anime della grande famiglia delle ristorazione, del turismo e della cultura, un gruppo che avrà l'obbligo di rilanciare l'Italia sia all'interno dei confini che all'estero, e che faccia anche battaglie politiche nelle sedi europee. Non possiamo piegarci alla volontà della Comunità europea per dare spazio ad altri Paesi.
L'Italia è un Paese basato sull'agricoltura, questo è quello che io ho sempre saputo, ricordo ancora alle elementari quando si studiava la geografia italiana: la Campania è una regione basata sull'agricoltura, si producono pomodori, patate, ecc. Oggi si produce solo cemento.

Ripartiamo dalle origini altrimenti siamo fottuti, basta con i giochi di potere, qui o si fa sul serio o si muore di fame. Una delle proposte che cercherò di portare avanti è l'accorpamento dei ministeri di Politiche agricole, Turismo e Sviluppo economico in uno solo. Oltre a ridurre gli sprechi, l'unità di questi ministeri darà maggiore importanza politica e impegno.
Il Made in Italy va difeso anche con battaglie politiche, partendo da dazi doganali, sblocco dei terreni demaniali, creando delle aziende agricole per i giovani, combattere il fenomeno dell'Italian sounding. In tutte le sedi nei prossimi mesi chiederò di fare un incontro con tutte le parti per discutere di iniziative comuni e mettere a punto un disegno di legge per creare una sorta di Sopexa italiana.
Tutti gli italiani, le associazioni, devono incominciare a pensare in maniera diversa, l'unità non vuol dire perdere l'identità di ogni singola associazione. Da oggi per quanto mi riguarda parte la mia campagna elettorale volta rilanciare l'Italia che lavora e che vuole lavorare, in difesa della nostra identità. Siamo un Paese di contadini ed è proprio da loro che voglio iniziare.
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I commenti dei lettori
2 commenti su questo articolo
Anonimo
Confronto ad aprile
Disponibile...ad aprire un confronto con tutti gli operatori, coinvolgendo anche i vari ministeri.
Anonimo
Grazie a chi si dà da fare per costruire
1) Sì, quattro Assi per una Federazione del Buon Gusto Italiano. Una volta per tutte, federando con un Codice d'onore ciascuno dei circoli con voglia di arrivare al traguardo. L'obiettivo è lo stesso, più è grande e meglio funziona in un mondo tendente alla spersonalizzazione del gusto individuale. AgoraAmbrosiana con i suoi amici è pronta a organizzare un dibattito sul progetto, con almeno quattro Fanti di buon volontà. Alberto ha la capacità di trovare il "mezzo" per giungere a un incontro aperto: a ciascuno il suo diritto al protaginismo riconosciuto dal suo sapere di cosa si parlerà. Con affettuoso riconoscimento a chi si dà da fare per costruire.