Scontrino troppo "salato" per Fabio Volo. Cursano (Fipe): «Due pesi due misure»
Fabio Volo commenta su twitter uno scontrino troppo "salato" rilasciatogli in uno noto locale del centro di Firenze. Aldo Cursano di Fipe Confcommercio interviene a difesa del nostro patrimonio storico e culturale
Si torna a parlare di scontrini salati... Risale infatti allo scorso 18 novembre il tweet dello scrittore e conduttore Fabio Volo, che presenta ironicamente lo scontrino rilasciatogli in un bar del centro di Firenze. «È un po’ che non venivo a Firenze...», questo il commento “incriminato” corredato da una fotografia dello scontrino, che riporta la cifra di 20 euro per un caffè e due coca-cola. Volo non ha menzionato affatto il nome del locale, ma data la risonanza che i social network hanno sulla società e vista soprattutto la notorietà di Volo, la sua allusione ha in qualche modo contribuito a dare un’immagine negativa degli esercizi pubblici della città.
Perciò sono intervenuti i rappresentanti della Federazione italiana pubblici esercizi, Fipe-Confcommercio. Riportiamo di seguito una lettera di Aldo Cursano (nella foto), presidente Fipe Toscana e presidente vicario nazionale Fipe-Confcommercio, intitolata "Due pesi e due misure".
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La nota dello scrittore e comico Fabio Volo sui prezzi del Caffè Storico Gilli di Firenze è l'ulteriore conferma che la visione industrialista ha permeato profondamente non solo i rapporti economici e sociali ma anche quelli culturali e di relazione. Ed è paradossale che questa "visione" abbia "contaminato" anche chi dell'intangibilità fa un valore non solo esistenziale ma anche professionale.
Nessuno infatti si è chiesto se quei 20 euro spesi per "1 caffè e due coche" serviti all'interno di questo luogo storico valessero la pena di questo esborso, per la sua qualità, per l'eccellente professionalità del suo servizio per l'unicità del luogo e dei suoi arredi!
Fabio Volo ha scelto di consumare comodamente seduto al tavolo dello storico caffè Gilli: due secoli e mezzo di storia, un'ambiente con soffitti affrescati e lampadari di Murano, arredi di fine 800 accuratamente manutenuti e restaurati.
Ma Gilli non è soltanto questo. È anche 45mila euro di affitto al mese, di 10mila al mese per lo spazio del suo dehor in piazza della Repubblica e una forza lavoro costituita da 40 qualificati dipendenti.Insomma la differenza tra un luogo come questo e un bar di periferia è la stessa che c'è tra un teatro parrocchiale e la Scala di Milano; in questo caso nessuno protesta se per assistere a uno spettacolo paga di più che nell'oratorio dietro casa.
Nessuno si stupisce se per assistere a una partita di calcio tra Barcellona e Real Madrid si spende cento volte in più rispetto a quanto si paga per poter vedere una partita di dilettanti.
Insomma sembra che il concetto della qualità sia applicabile ovunque meno che nel nostro settore che invece proprio sulla qualità deve ripartire per creare ricchezza e attrarre un popolo troppo spesso disorientato da campagne come quelle scatenate dal tweet del comico.
Per concludere vorrei ribadire che il bar ed in particolar modo certi i luoghi non vendono solo un prodotto, ma un servizio complesso che è fatto di ambiente, personale, posizione e qualità complessivamente intesa dove il prezzo è il punto finale di un processo ed in quanto tale dipende dalle componenti tangibili e intangibili che sono a monte di quel processo.
Fabio volo avrà letto il menu con i relativi prezzi presente su ogni tavolino del Caffè Gilli e quindi la sua sorpresa ci sorprende, leggendolo con cura magari avrebbe potuto decidere di consumare una cioccolata in tazza di rarissima qualità oppure di non voler spendere così tanto e andare magari al bar sport o in un fast food.
L'Italia vive un momento delicatissimo e non può permettersi di screditare il proprio patrimonio, occorre uno scatto d'orgoglio che ci permetta di invertire questa tendenza e di spiccare nuovamente il volo. Quello giusto.
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I commenti dei lettori
3 commenti su questo articolo
marco sansone
QUALCOSA NON QUADRA
Certo che e' strano che uno gia' famoso come Fabio Volo cerchi pubblicita' con il postare un normale scontrino che, come dice la signora Rosita, e' nella assoluta linea di prezzi che si trovano in molti posti famosi d'Italia e d'Europa. Piu' che strano mi sembra ridicolo e come dice il signor Cursano della FIPE, riduttivo. Anzi facciamo due conti con i dati del signor Cursano: affitto piu' dipendenti e parlo solo di queste due voci ( ripeto due), portano alla considerevole cifra di 170.000 euro!!!! mese che diviso 30 giorni ( se non contiamo il riposo) portano ad un conto di circa 5.700 euro al giorno di teorico incasso che diviso per uno scontrino medio di 30 euro abbiamo un risultato pari a circa 200 scontrini al giorno, e questo solo per andare in pari di queste due voci elencate dal signor Cursano della FIPE. Ora se guardiamo attentamente lo scontrino notiamo che poco dopo le 16 e 30 il numero degli SF ( scontrino fiscale ) emessi e' di 16????!!!! C'e' qualcosa che non quadra! Forse sara' meglio rivedere qualcosa.
PAOLO PANI
Anche per andare alla Scala o al teatro parrocchiale si paga diversamente
L'amico Fabio avrebbe dovuto guardare i prezzi prima di entrare e qui siamo in accordo, per quanto si fa riferimento al testro della Scala e quello parrocchiale la differenza la fanno gli attori più che la location, mi spiego meglio, se voglio vedere uno spettacolo di prestigio non vado al teatro della parrocchia perchè li non troverò lo stesso cast. La coca cola non la fa il barman come può accadere per un cocktail, la somministra solamente e per quanto ci possa mettere il limone e qualche cannuccia, di suo c'è ben poco a giustificare un tale ricarico, è lo stesso identico prodotto del bar di periferia. Diverso è il discorso caffè o cappuccino dove c'è la miscela (il cui costo può variare), la mano, la macchina e come viene servito.
rosita dorigo
Volo a Milano puó trovate almeno dieci locali dove si paga la stessa cifra...
.....mi dispiace per il simpaticissimo Fabio Volo,ma......se passa a Milano per prendere le stesse cose 2 coca cola ed un caffe....ci sono circa 10 o più locali che gli faranno pagare la stessa cifra se non di più!!! e sconsiglio di passare a Venezia...dove,,,per godersi il panorama della laguna o la preziosità di piazza San Marco...un solo cappuccino arriva a costare 10 euro!!!! ogni peso la sua misura!...c'è chi anche fortunato a non dover pagare mai!!!