72 GIORNATE

Venezia estende il ticket contro l'overtourism: 12 giorni in più nel 2027
Il contributo d'accesso sarà applicato per 72 giornate, dal 26 marzo al 15 agosto, con orario esteso fino alle 16.30 e tariffa massima, per ora, confermata a 10 euro, nonostante le ipotesi di rincari fino a 50 euro. La misura resta discussa per la sua efficacia, in una città, ricordiamo, segnata dallo spopolamento e dalla crescita degli affitti brevi e dei posti letto turistici
Indice
- 1Venezia aumenta le giornate del ticket, ma il prezzo resta invariato
- 2Quattro anni di ticket e il dibattito sulla sua efficacia
- 3Quanto ha incassato Venezia con il ticket d'accesso?
- 4Venezia perde abitanti: i posti letto turistici superano i residenti
- 5Dagli affitti brevi ai grandi hotel: come cambia l'ospitalità veneziana
Dodici giornate in più per cercare di contenere l'overtourism, con particolare attenzione al turismo mordi e fuggi, in una città che continua a perdere abitanti e nella quale i posti letto destinati ai turisti hanno ormai superato il numero dei residenti. Venezia amplia ancora il calendario del contributo d'accesso, nel tentativo di governare una pressione turistica che da tempo incide sugli equilibri del centro storico. Una trasformazione che, ricordiamo, riguarda anche il mercato immobiliare, sempre più orientato alle locazioni brevi, e che procede parallelamente al rafforzamento dell'ospitalità di lusso, con grandi gruppi internazionali impegnati nel recupero e nel rilancio di alcuni degli hotel più prestigiosi della città.
Venezia aumenta le giornate del ticket, ma il prezzo resta invariato
Come detto, la decisione, approvata il 15 ottobre dalla Giunta comunale, porta da 60 a 72 le giornate di applicazione del ticket nel 2027, confermando una misura che continua a suscitare critiche sulla sua effettiva capacità di scoraggiare il turismo giornaliero. L'amministrazione, tuttavia, intende proseguire lungo questa strada e negli ultimi mesi si è discusso persino della possibilità di aumentare il contributo a 30 o addirittura 50 euro nei periodi di maggiore affluenza. Per il momento, però, il limite massimo resta fissato a 10 euro, in attesa degli ulteriori provvedimenti che definiranno le modalità operative del prossimo anno.
Il nuovo calendario prenderà il via venerdì 26 marzo, in coincidenza con il Venerdì Santo, e terminerà domenica 15 agosto, includendo quindi anche il fine settimana di Ferragosto. Rispetto al 2026, quando l'applicazione si concludeva a fine luglio, il periodo interessato si estenderà sia all'inizio sia alla parte finale della stagione turistica. Cambierà anche la fascia oraria, che passerà dalle attuali 8.30-16 alle 8.30-16.30, con mezz'ora aggiuntiva di applicazione (dunque 36 ore complessive in più). Le giornate saranno concentrate prevalentemente nei fine settimana, dal venerdì alla domenica, con alcune estensioni in corrispondenza delle festività. In particolare, sono previsti due periodi consecutivi di dieci giorni, dal 23 aprile al 2 maggio, comprendente il ponte della Liberazione e la Festa dei Lavoratori, e dal 28 maggio al 6 giugno, in occasione della Festa della Repubblica. Il contributo sarà richiesto anche durante le festività pasquali e nel fine settimana di Ferragosto.
Quattro anni di ticket e il dibattito sulla sua efficacia
Si tratta del quarto anno consecutivo di applicazione della misura, introdotta nel 2024 per 29 giornate, successivamente aumentate a 54 nel 2025 e a 60 nel 2026. Una progressione che conferma la volontà dell'amministrazione di rendere il contributo uno strumento stabile nella gestione degli accessi, sebbene, come anticipato, resti aperta la questione della sua efficacia. Il pagamento, infatti, non comporta di per sé un limite numerico agli ingressi e, secondo le critiche avanzate negli anni, rischia di incidere poco sulle decisioni di visita quando l'importo richiesto rimane relativamente contenuto. Proprio per questo, negli scorsi mesi, il nuovo sindaco Simone Venturini aveva prospettato la possibilità di introdurre tariffe differenziate fino a 50 euro, da applicare nelle giornate più congestionate e al raggiungimento di determinate soglie di prenotazione. Una proposta che richiederebbe un intervento normativo nazionale e che, almeno per il calendario appena approvato, non ha trovato applicazione. Restano inoltre da definire eventuali modifiche alle esenzioni e alle procedure di prenotazione e controllo.
Secondo l'assessore al Bilancio, Michele Zuin, la conferma del contributo risponde alla convinzione che la sperimentazione intrapresa sia corretta, pur costituendo soltanto una parte di una politica più ampia di gestione dei flussi: «Confermiamo il contributo di accesso nella convinzione che questa sperimentazione sia la strada giusta - ha dichiarato l'assessore - ma siamo altrettanto consapevoli che si tratta di un tassello di un disegno molto più ampio di azioni e iniziative per la gestione dei flussi turistici e la sensibilizzazione dei visitatori». Una posizione poi condivisa dall'assessore al Turismo Silvia Peruzzo Meggetto: «I flussi turistici in una città particolare e delicata come Venezia richiedono un insieme di strumenti che devono lavorare in modo coordinato, dalla conoscenza e dal monitoraggio dei flussi alla promozione di comportamenti rispettosi della città e di chi la vive ogni giorno».
Quanto ha incassato Venezia con il ticket d'accesso?
- 2024: circa 2,4 milioni di euro, con 485.062 ingressi paganti in 29 giornate.
- 2025: 5.421.425 euro, con 723.497 ingressi paganti in 54 giornate.
- 2026: 5.215.035 euro, con 679.553 ingressi paganti in 60 giornate.
Fonte: Comune di Venezia, dati ufficiali provvisori. Gli importi si riferiscono agli incassi lordi, prima della detrazione dei costi di gestione.
Venezia perde abitanti: i posti letto turistici superano i residenti
La questione, del resto, va ben oltre il numero dei visitatori che raggiungono quotidianamente Piazza San Marco. Il centro storico veneziano attraversa da anni un progressivo spopolamento, accompagnato da una crescita della capacità ricettiva che ha modificato profondamente il rapporto fra abitazioni e ospitalità turistica. Secondo i dati dell'Osservatorio civico sulla casa e la residenza (Ocio), nell'aprile 2023 Venezia contava 52.760 residenti e 44.484 posti letto turistici. A settembre di quest’ano, invece, gli abitanti sono scesi a 46.964, a fronte di 50.207 posti letto. In poco più di tre anni, dunque, la città ha perso 5.796 residenti, circa l'11%, e ha guadagnato 5.723 posti letto destinati ai visitatori.
Il sorpasso si è verificato nell'ottobre 2024, quando la capacità ricettiva ha superato per la prima volta la popolazione residente. Da allora la distanza ha continuato ad ampliarsi, fino a raggiungere 3.243 posti letto turistici in più rispetto agli abitanti. Un dato che restituisce la portata del cambiamento e solleva interrogativi sulla possibilità di preservare la funzione residenziale di una città la cui economia dipende in misura considerevole dal turismo. A incidere su questa trasformazione è soprattutto la crescita delle locazioni turistiche. Sempre secondo Ocio, gli alloggi destinati agli affitti brevi sono passati da 5.040 nell'aprile 2023 a 6.145 nel settembre 2026, con un incremento di ben 1.105 unità. Nello stesso periodo, i relativi posti letto sono aumentati da 19.016 a 24.760, pari a una crescita di circa il 30%. La ricettività tradizionale, al contrario, è rimasta sostanzialmente stabile, con circa 25.400 posti letto.
Dagli affitti brevi ai grandi hotel: come cambia l'ospitalità veneziana
La distribuzione del fenomeno non è omogenea. A San Marco, dove la presenza alberghiera è storicamente elevata, si contano 3,75 posti letto turistici per residente. Nei sestieri maggiormente residenziali, invece, le locazioni brevi costituiscono il 70% della capacità ricettiva di San Polo, il 58% di Castello e il 54% di Cannaregio. È soprattutto in queste zone che la conversione degli immobili a uso turistico pone questioni sulla disponibilità di abitazioni per chi desidera vivere stabilmente a Venezia, compresi lavoratori e studenti. Parallelamente, Venezia continua ad attirare investimenti nell'ospitalità di alta gamma, un comparto che negli ultimi anni ha conosciuto una crescita considerevole (come raccontato da Italia a Tavola in un approfondimento del novembre 2024, gli alberghi a quattro e cinque stelle erano passati da 116 a 168 fra il 2010 e il 2023).
Quest'anno ha aperto Orient Express Venezia, all'interno dello storico Palazzo Donà Giovannelli, a Cannaregio, dopo un lungo intervento di recupero. Alla Giudecca, invece, l'ex Bauer Palladio è diventato Airelles Palladio, struttura da 45 camere e suite con un'ampia offerta di ristorazione e benessere. Anche il famosissimo Danieli ha riaperto lo scorso 30 luglio sotto il marchio Four Seasons, dopo un importante intervento di riqualificazione, con 120 camere e suite già disponibili. Il completamento del restauro, previsto nel 2027, porterà la capacità complessiva a 168 sistemazioni.
Insomma, Venezia si prepara ad ampliare ulteriormente l'applicazione del ticket d'ingresso, in una città che negli ultimi anni ha visto diminuire progressivamente la popolazione residente e aumentare, al contrario, la capacità ricettiva destinata ai turisti. Da un lato, dunque, l'amministrazione cerca di contenere la pressione dei visitatori giornalieri attraverso il contributo d'accesso, dall'altro il mercato immobiliare continua a orientarsi verso le locazioni brevi e l'ospitalità di lusso attira nuovi investimenti. Una trasformazione, delicata, che coinvolge ormai diversi aspetti della vita cittadina e che va ben oltre le 72 giornate nelle quali, dal prossimo anno, sarà richiesto il pagamento del ticket.

