In occasione di The World’s 50 Best Bars a Milano è stata presentata la ricerca «Bar e turismo 2026 - Ospitalità e cultura dell’aperitivo», a cura di Roberta Garibaldi. Lo studio mette in evidenza le abitudini degli italiani legate all’aperitivo e il ruolo del bartender nell’esperienza al bar. L’aperitivo si conferma un momento diffuso e soprattutto sociale. Il 90% degli intervistati ne ha fatto almeno uno al bar negli ultimi tre mesi, mentre il 65% lo fa almeno una volta al mese. Nel 97% dei casi l’aperitivo viene consumato in compagnia. La scelta del locale non dipende soltanto dai drink. Secondo la ricerca, cibo e prezzo vengono considerati prima delle bevande. Nell’attuale contesto economico il prezzo rappresenta una leva rilevante per la media degli italiani. La spesa abituale per l’aperitivo è di 15,7 euro a persona.

Aperitivo, gli italiani spendono 15,7 euro di media
Aperitivo, gli italiani spendono 15,7 euro di media

La figura del bartender occupa una posizione centrale nella ricerca e viene associata direttamente all’ospitalità. Per il 54% degli intervistati il bartender deve rendere il locale accogliente. La stessa percentuale, il 54%, considera importante che sappia consigliare. Il 52% indica invece la scelta di ingredienti locali e stagionali tra gli aspetti richiesti. Tra le principali associazioni legate all’aperitivo emergono relax e socialità.

L’aperitivo resta un rito soprattutto sociale

L’aperitivo continua a essere associato soprattutto a relax e socialità. Il 62% degli intervistati lo collega alla possibilità di rilassarsi, mentre per il 60% rappresenta soprattutto un'occasione per stare insieme. La dimensione conviviale emerge anche dalle modalità di consumo: il 97% degli italiani fa aperitivo in compagnia. Il bar mantiene quindi una funzione che va oltre la semplice somministrazione di una bevanda e si conferma come uno degli spazi nei quali si concentrano incontro e tempo libero.

Aperitivo, per oltre metà degli italiani cibo e prezzo contano più dei drink nella scelta del locale
Relax e socialità sono al centro dell’aperitivo

La spesa media abituale è di 15,7 euro a persona, un valore che rende il prezzo una variabile importante nella scelta del locale, soprattutto nell’attuale contesto economico.Il 62% degli intervistati lo collega al relax, mentre il 60% alla socialità. Il dato sulla compagnia conferma questa dimensione: il 97% degli italiani fa aperitivo insieme ad altre persone. Milano è la città maggiormente associata all’aperitivo: raccoglie il 61% delle citazioni spontanee. Nella lettura dell’aperitivo lombardo, invece, è il cibo della tradizione l’elemento che meglio lo racconta. La ricerca mette quindi in relazione il rito dell’aperitivo con una componente gastronomica legata alla tradizione del territorio.

Prima del drink si guardano cibo e prezzo

La ricerca evidenzia un altro elemento: quando si sceglie un locale, cibo e prezzo vengono prima dei drink. La qualità della proposta alcolica rimane naturalmente importante, ma non è l'unico criterio attraverso cui il consumatore valuta l'esperienza.

Il dato fotografa un aperitivo sempre meno riconducibile al solo cocktail e sempre più legato all'insieme dell'offerta. Quanto si spende e cosa si mangia diventano quindi parte integrante della scelta, insieme all'ambiente e al servizio. Per i locali questo significa confrontarsi con un cliente che valuta l'esperienza nel suo complesso, dalla proposta gastronomica alla relazione con chi lavora dietro il banco.La ricerca evidenzia un altro elemento: quando si sceglie un locale, cibo e prezzo vengono prima dei drink.

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La qualità della proposta alcolica rimane naturalmente importante, ma non è l'unico criterio attraverso cui il consumatore valuta l'esperienza. Il dato fotografa un aperitivo sempre meno riconducibile al solo cocktail e sempre più legato all'insieme dell'offerta. Quanto si spende e cosa si mangia diventano quindi parte integrante della scelta, insieme all'ambiente e al servizio. Per i locali questo significa confrontarsi con un cliente che valuta l'esperienza nel suo complesso, dalla proposta gastronomica alla relazione con chi lavora dietro il banco.

Il bartender diventa parte dell’ospitalità

In questo quadro cambia anche il ruolo del bartender. La ricerca mostra che il 54% degli intervistati si aspetta che sappia rendere il locale accogliente, mentre la stessa percentuale attribuisce importanza alla sua capacità di consigliare. Il bartender non viene quindi considerato soltanto come la persona che prepara il cocktail. Per oltre un intervistato su due deve anche orientare la scelta e contribuire all'accoglienza. Un altro elemento indicato dal pubblico riguarda la selezione delle materie prime: il 52% considera importante che il bartender scelga ingredienti locali e stagionali. Il legame con il territorio entra così anche nella proposta del bar e nella costruzione dell'esperienza legata all'aperitivo.In questo quadro cambia anche il ruolo del bartender.

Aperitivo, per il 54% degli italiani il bartender deve saper consigliare
Aperitivo, per il 54% degli italiani il bartender deve saper consigliare

La ricerca mostra che il 54% degli intervistati si aspetta che sappia rendere il locale accogliente, mentre la stessa percentuale attribuisce importanza alla sua capacità di consigliare. Il bartender non viene quindi considerato soltanto come la persona che prepara il cocktail. Per oltre un intervistato su due deve anche orientare la scelta e contribuire all'accoglienza. Un altro elemento indicato dal pubblico riguarda la selezione delle materie prime: il 52% considera importante che il bartender scelga ingredienti locali e stagionali. Il legame con il territorio entra così anche nella proposta del bar e nella costruzione dell'esperienza legata all'aperitivo.

Milano resta la città dell’aperitivo

Tra le città italiane, Milano è quella maggiormente associata all’aperitivo, con il 61% delle citazioni spontanee raccolte dalla ricerca.

Il capoluogo lombardo conserva quindi un'associazione particolarmente forte con questo momento di consumo. A caratterizzare l’aperitivo lombardo è soprattutto il cibo della tradizione, che emerge come l'elemento capace di raccontarne meglio l'identità.

Il drink rimane centrale, ma viene affiancato da una componente gastronomica che contribuisce a definire il carattere dell'esperienza.

Milano è la città dell'aperitivo per antonomasia nell'immaginario collettivo italiano
Milano è la città dell'aperitivo per antonomasia nell'immaginario collettivo italiano

Il bar tra prezzo, territorio e accoglienza

I dati della ricerca descrivono un aperitivo nel quale il valore non coincide con il cocktail. Il consumatore guarda alla spesa complessiva, alla proposta di cibo, all'ambiente e alla relazione con il personale. Il bartender assume in questo scenario un ruolo più ampio: deve conoscere il prodotto, saper consigliare e contribuire all'accoglienza. Anche la scelta di ingredienti locali e stagionali diventa un elemento riconoscibile dell'offerta. Con una spesa media di 15,7 euro e una partecipazione così diffusa, l'aperitivo continua intanto a mantenere una posizione stabile nelle abitudini degli italiani. E a Milano, dove il legame con il rito è particolarmente forte, il cibo della tradizione resta una delle chiavi per raccontarlo.