Il comparto Beverage supera i 22 miliardi di euro di giro d’affari stimato per il 2026, sostenuto soprattutto dall’acqua e da una stagione estiva favorevole. Nei primi otto mesi dell’anno, però, le visite nei locali sono diminuite dello 0,6%. Italgrob richiama la filiera alla necessità di adattarsi a consumatori più selettivi e a costi ancora sotto pressione. Il mercato delle bevande tiene sul fronte del fatturato, ma la domanda fuori casa mostra segnali di debolezza. È il quadro emerso dagli Stati Generali del Mercato Food & Beverage in Italia 2026, organizzati da Italgrob il 9 ottobre a Milano. Secondo i dati presentati da Circana, il fatturato dei distributori di bevande cresce del 2,4%, mentre l'analisi di TradeLab rileva una flessione delle visite a bar e ristoranti nei primi otto mesi dell'anno.

Il comparto Beverage vale complessivamente oltre 22 miliardi di euro, secondo la stima del giro d'affari annuo 2026 ottenuta sommando il fatturato dei canali che raggiungono il punto di consumo. La crescita, tuttavia, si accompagna a cambiamenti nelle abitudini dei clienti e a una maggiore selettività nelle occasioni di consumo. Per distributori, produttori ed esercenti, la sfida è intercettare questa domanda senza affidarsi soltanto alla leva del prezzo.Il comparto Beverage supera i 22 miliardi di euro di fatturato stimato nel 2026, ma il mercato fuori casa continua a mostrare segnali di debolezza. È il quadro emerso dagli Stati Generali del Mercato Food & Beverage organizzati da Italgrob il 9 ottobre a Milano, sulla base dei dati Circana, TradeLab e Formind. Secondo Circana, nel 2026 il fatturato cresce del 2,4% per i distributori di bevande, del 3,4% per i Cash&Carry e dell'1,4% nella Gdo. I volumi del Beverage aumentano di oltre il 2%, trainati soprattutto dall'acqua, che rappresenta più del 50% del totale. Positivo anche il contributo di bevande gassate, energy drink, birra e aperitivi alcolici. La crescita è sostenuta principalmente dai prodotti già affermati: le prime 100 referenze generano oltre il 36% del fatturato, mentre l'innovazione rallenta.

I dati sono stati presentati in occasione degli Stati Generali del Mercato Food & Beverage in Italia 2026
I dati sono stati presentati in occasione degli Stati Generali del Mercato Food & Beverage in Italia 2026

Beverage, fatturato in aumento: l'acqua traina i volumi

Le rilevazioni Circana indicano una crescita del fatturato nel 2026 per tutti e tre i principali canali considerati, con risultati differenti: +2,4% per i distributori di bevande, +3,4% per i Cash&Carry e +1,4% per la grande distribuzione organizzata. Il dato beneficia anche di condizioni favorevoli sul fronte della domanda, a partire da una stagione turistica positiva e da un'estate particolarmente calda. I volumi complessivi del Beverage crescono di oltre il 2%, con l'acqua a fare da traino: da sola rappresenta più della metà dei volumi del comparto. Contribuiscono alla crescita anche bevande gassate, energy drink, birra e aperitivi alcolici.

l fatturato dei distributori di bevande cresce del 2,4% nel 2026. L'acqua, che rappresenta oltre la metà dei volumi del comparto, è il principale motore della crescita
l fatturato dei distributori di bevande cresce del 2,4% nel 2026. L'acqua, che rappresenta oltre la metà dei volumi del comparto, è il principale motore della crescita

Non tutte le dinamiche, però, sono altrettanto favorevoli. Nel 2026 l'incremento è sostenuto soprattutto dai prodotti già affermati, mentre l'innovazione mostra segnali di rallentamento. Le prime 100 referenze generano oltre il 36% del fatturato totale, a conferma del peso delle marche e dei prodotti leader nelle scelte di acquisto. Per la distribuzione, questi numeri indicano un mercato in cui la capacità di assicurare disponibilità dei prodotti e continuità delle forniture resta centrale. La crescita del fatturato, da sola, non basta però a descrivere l'andamento dei consumi e le difficoltà che interessano i locali.

Consumi fuori casa, visite in calo dello 0,6% nei primi otto mesi

L'analisi TradeLab restituisce un quadro meno favorevole per il mercato fuori casa. Tra gennaio e agosto 2026 le visite sono diminuite dello 0,6% e il valore del mercato dello 0,2%. La flessione si aggiunge a quella registrata nel 2025, quando le visite erano scese dell'1,1%. Le diverse occasioni di consumo mostrano andamenti distanti. Il pranzo registra una crescita delle visite dell'1,7%, mentre l'aperitivo serale arretra del 3,1%. Restano in difficoltà anche i consumi del dopo cena e della notte. Sul fronte dei canali, si arresta sostanzialmente la crescita delle visite nella ristorazione commerciale organizzata in catena, con una variazione positiva limitata allo 0,04%. Anche la ristorazione indipendente è nel complesso stabile, ma al suo interno emerge una crescente polarizzazione: i ristoranti di fascia alta aumentano le visite del 2,9%, mentre quelli di fascia bassa e media registrano una contrazione.

Nei primi otto mesi del 2026 le visite nei locali sono diminuite dello 0,6%
Nei primi otto mesi del 2026 le visite nei locali sono diminuite dello 0,6%

Il dato suggerisce che la ricerca di qualità non scompare, ma si confronta sempre più direttamente con il budget disponibile. Per gli esercenti, diventa quindi importante costruire un'offerta coerente con le aspettative del cliente e con la sua disponibilità di spesa, senza dare per scontato che tutte le occasioni di consumo reagiscano allo stesso modo.Anche le differenze generazionali aiutano a leggere il mercato. Nei primi otto mesi del 2026 le visite della Gen Z crescono dell'1,5% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, mentre quelle della Gen X diminuiscono del 4%.

Inflazione e potere d'acquisto condizionano le scelte dei clienti

Le pressioni inflattive sul Beverage risultano più contenute rispetto agli anni precedenti. Secondo i dati presentati agli Stati Generali, il settore è riuscito ad assorbire una parte delle pressioni sui costi senza trasferirle integralmente sui punti vendita e sui consumatori. Il quadro resta comunque condizionato dal costo della vita, dalle spese energetiche e dalle tensioni geopolitiche. La presentazione segnala un'inflazione generale italiana del 4,2% a settembre 2026. Inoltre, due consumatori su tre dichiarano che la propria situazione finanziaria incide sulla frequenza e sulle modalità di consumo nei bar, nei ristoranti e negli altri locali.

Il cambiamento non si traduce necessariamente nella rinuncia al fuori casa.

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Piuttosto, secondo le evidenze di Formind presentate durante l'incontro, il carovita porta a valutare con maggiore attenzione il rapporto tra spesa e servizio. Le occasioni diventano meno rigide, le aspettative si differenziano e acquistano peso anche i temi dell'etica e della sostenibilità. Per la filiera, questo significa confrontarsi con una domanda più difficile da interpretare e da prevedere. Non basta conoscere le vendite complessive di una categoria: occorre capire in quali momenti il consumatore sceglie di spendere, quali prodotti preferisce e quali elementi lo convincono a tornare in un locale.

Clima e logistica, la distribuzione deve anticipare la domanda

La variabilità climatica è un altro fattore che incide sull'organizzazione del comparto. Le condizioni meteorologiche possono modificare rapidamente la richiesta di determinate bevande e rendere più complessa la gestione delle scorte, dei flussi logistici e della disponibilità dei prodotti. In questo contesto, la capacità di prevedere la domanda e adattare le forniture diventa una leva operativa per i distributori. Pianificazione degli stock, rapidità nelle decisioni e livello di servizio assumono un peso crescente, in una filiera in cui le esigenze di produttori, distributori e punti di consumo sono strettamente collegate.

Beverage: fatturato a +2,4% per i distributori, ma i clienti frequentano meno bar e ristoranti
Antonio Portaccio, presidente Italgrob

Per il presidente Antonio Portaccio, il settore deve superare una logica di comparti separati e riconoscere il carattere interdipendente del mercato. «Non è più sufficiente analizzare ciò che sta accadendo, dobbiamo decidere come affrontarlo e quale ruolo vogliamo avere nella costruzione del futuro», ha affermato Portaccio. Il presidente ha richiamato l'attenzione anche sul ruolo del distributore Horeca, chiamato a sviluppare competenze manageriali e consulenziali, affiancando all'innovazione tecnologica la relazione con i clienti. «Il prezzo non può essere l'unico terreno di confronto: dobbiamo tornare a parlare di valore», ha aggiunto, indicando nella formazione, nelle competenze e nella collaborazione tra operatori le condizioni per affrontare i cambiamenti del mercato.

Italgrob: competenze e investimenti per sostenere la filiera

Anche per Dino Di Marino, direttore generale di Italgrob, la crescita registrata nel 2026 non può essere considerata un punto di arrivo. La competitività del comparto dipenderà dalla capacità delle imprese di investire, migliorare l'efficienza e sviluppare professionalità adeguate alle trasformazioni in corso. «Accanto agli investimenti e all'efficienza, è necessario creare un quadro fiscale e normativo che non penalizzi la capacità di sviluppo delle imprese e consenta a produttori, distributori e punti di consumo di tornare a investire con maggiore fiducia», ha dichiarato Di Marino. Il direttore generale ha sottolineato inoltre l'importanza della condivisione di esperienze e buone pratiche, in un settore in cui le risposte individuali rischiano di non essere sufficienti.

Dino Di Marino, direttore generale di Italgrob
Dino Di Marino, direttore generale di Italgrob

Sul quadro economico generale è intervenuto anche Alessandro Fontana, direttore del Centro Studi di Confindustria, secondo cui il 2026 sta procedendo meglio delle attese formulate in primavera, ma gli ultimi mesi dell'anno potrebbero risultare difficili. Tra i principali rischi ha indicato l'andamento dei prezzi delle materie prime energetiche, condizionato dalle tensioni legate alla guerra nel Golfo, con possibili conseguenze sull'inflazione e sui costi delle imprese.

Alessandro Fontana, direttore del Centro Studi di Confindustria
Alessandro Fontana, direttore del Centro Studi di Confindustria

Nel corso dell'incontro è stata presentata anche l'anteprima delle prossime edizioni dell'International Ho.Re.Ca. Meeting e di Beer&Food Attraction, in programma alla Fiera di Rimini dal 21 al 23 febbraio 2027. L'appuntamento ospiterà la sedicesima edizione dell'International Horeca Meeting e si inserirà nel programma di Beer&Food Attraction, con il contributo di Mixology Attraction dedicato alla miscelazione e ai prodotti per il settore bar e beverage.