Più controlli sugli affitti brevi, verifiche più rigorose sugli annunci online e maggiori obblighi per le piattaforme come Airbnb e Booking. È questa la direzione della riforma che il Governo si prepara a varare per adeguare l'Italia alle nuove regole europee. In concreto saranno riviste le modalità con cui viene rilasciato il Codice identificativo nazionale (Cin), le piattaforme dovranno controllare con maggiore attenzione le informazioni fornite dai proprietari, trasmettere periodicamente alle autorità i dati sui pernottamenti e rischieranno sanzioni se non rispetteranno gli obblighi previsti. L'obiettivo è rendere il mercato degli affitti turistici più trasparente e facilmente monitorabile, evitando nuovi casi come quello di Cesenatico (Fc), ma anche che si vada a ridurre sempre più la distanza normativa tra questi soggetti e il comparto dell'accoglienza tradizionale.

Il Governo avvia il recepimento del regolamento europeo

L'Italia, dopo le tante promesse non mantenute dal precedente ministro del Turismo Daniela Santanchè, compie il primo passo verso l'adeguamento della normativa nazionale al regolamento europeo 2024/1028, che introduce un sistema comune per la raccolta e la condivisione dei dati relativi agli affitti brevi. La misura è contenuta nella bozza del disegno di legge di delegazione europea 2026, esaminata dal Consiglio dei ministri, e affida al Governo il compito di aggiornare la disciplina del Codice identificativo nazionale, già obbligatorio per le locazioni turistiche.

Affitti brevi, nuove regole: più controlli per Airbnb e Booking
Affitti turistici: si cerca di arrivare ad una gestione più trasparente del mercato

L'intervento punta a rendere coerente il sistema italiano con le disposizioni europee, che prevedono un monitoraggio più uniforme del settore e una maggiore disponibilità di informazioni per le autorità nazionali e comunitarie. L'obiettivo è creare un quadro condiviso che favorisca controlli più efficaci e una gestione più trasparente del mercato degli affitti turistici, anche in considerazione delle diverse regole cui oggi sono sottoposti questi soggetti rispetto agli operatori dell'accoglienza tradizionale.

Tre mesi per i decreti attuativi

La delega stabilisce che l'esecutivo dovrà adottare uno o più decreti legislativi entro tre mesi dall'entrata in vigore della legge, previo accordo in Conferenza Stato-Regioni. Il fulcro della riforma sarà la revisione dell'articolo 13-ter del decreto legge 145/2023, la norma che ha istituito la Banca dati delle strutture ricettive (Bdsr) e il Cin. Le modifiche dovranno garantire la piena applicazione degli articoli 4 e 5 del regolamento europeo, che disciplinano la procedura di registrazione per il rilascio del codice identificativo e le informazioni che i locatori sono tenuti a fornire. Per il comparto dell'ospitalità questo rappresenta un ulteriore passaggio nel percorso di digitalizzazione e tracciabilità delle attività ricettive, con effetti destinati a interessare sia gli operatori professionali sia chi concede immobili in locazione per brevi periodi.

Affitti brevi, cosa cambia con le nuove regole

  • Più verifiche sul Codice identificativo nazionale (Cin). Il sistema di registrazione degli immobili sarà adeguato al regolamento europeo, con controlli più rigorosi sui dati forniti dai locatori.
  • Piattaforme obbligate a fare più controlli. Airbnb, Booking e gli altri portali dovranno verificare che gli annunci rispettino gli obblighi previsti dalla normativa prima della pubblicazione e durante la permanenza online.
  • Invio periodico dei dati. Le piattaforme saranno tenute a trasmettere con regolarità alle autorità le informazioni sui pernottamenti e sugli immobili pubblicati.
  • Sanzioni più severe. Sono previste nuove multe per le piattaforme che non effettuano i controlli richiesti, non verificano le dichiarazioni dei proprietari o non trasmettono i dati previsti.
  • Più poteri al Ministero del Turismo. Il dicastero controllerà il corretto rilascio e l'utilizzo del Cin e sarà il punto di riferimento per il monitoraggio e lo scambio di informazioni con l'Unione europea.
  • Tre mesi per riscrivere le regole. Dopo l'approvazione della legge di delegazione europea, il Governo avrà tre mesi di tempo per adottare i decreti attuativi che renderanno operative le nuove disposizioni.

Piattaforme online sotto osservazione

Uno degli aspetti più rilevanti riguarda il ruolo delle piattaforme digitali che intermediano gli affitti brevi. Il nuovo impianto normativo dovrà introdurre un sistema sanzionatorio proporzionato ed efficace nei confronti degli operatori che non rispettino gli obblighi previsti dalla normativa europea.

Affitti brevi, nuove regole: più controlli per Airbnb e Booking
L'obiettivo è monitorare con più attenzione le piattaforme come Booking.com

Tra questi rientrano la verifica delle informazioni contenute negli annunci, il controllo delle dichiarazioni rese dai locatori, la trasmissione periodica dei dati relativi ai pernottamenti e la comunicazione alle autorità competenti delle verifiche effettuate secondo quanto previsto dal regolamento europeo. L'intenzione è quella di rafforzare la qualità dei dati disponibili e migliorare la capacità di vigilanza delle amministrazioni pubbliche, senza modificare il principio della responsabilità condivisa tra proprietari e piattaforme.

Il ruolo del Ministero del Turismo

Al Ministero del Turismo sarà affidato il compito di verificare il corretto rilascio e l'utilizzo del Cin, oltre agli adempimenti legati alla trasmissione delle informazioni richieste dall'Unione europea, alle attività di monitoraggio e agli obblighi informativi previsti dal nuovo quadro normativo. Per sostenere l'attuazione delle nuove disposizioni, il provvedimento autorizza uno stanziamento di circa un milione di euro per il 2027, destinato alla gestione delle attività necessarie per l'adeguamento del sistema nazionale.

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L'allineamento alle regole europee rappresenta un passaggio destinato a incidere sull'intero comparto dell'ospitalità, con l'obiettivo di rendere più omogenea la raccolta dei dati e rafforzare gli strumenti di controllo in un mercato che continua a crescere e a trasformarsi, ma anche che presenta disparità importanti tra piattaforme e soggetti privati da una parte e gli operatori tradizionali dall'altra.