IN AUSTRALIA
Yiaga di Hugh Allen è il ristorante emergente da seguire secondo la 50 Best
Aperto nel 2025 nei Fitzroy Gardens di Melbourne, in Australia, il locale intreccia ingredienti e artigianato del Paese. Il premio precede la cerimonia di The World's 50 Best Restaurants 2026, in programma il 4 novembre
Yiaga, il ristorante australiano che lo chef Hugh Allen ha aperto nella sua Melbourne appena un anno fa, ha vinto il “One to watch award 2026” di The World’s 50 Best Restaurants. Il premio, ricordiamo, viene assegnato a un ristorante emergente indicato come possibile protagonista della gastronomia internazionale negli anni a venire e anticipa la cerimonia in programma il prossimo 4 novembre a Lima, in Perù.
Il percorso di Hugh Allen
Per Allen si tratta di un riconoscimento arrivato all’inizio di un progetto che porta la sua firma in modo diretto. Yiaga è infatti il primo ristorante aperto da imprenditore nella città natale dello chef, dopo un percorso iniziato a 16 anni nel Rockpool Group e proseguito, due anni più tardi, al Vue de Monde. Prima di rientrare in Australia ha lavorato negli Stati Uniti, in Francia e a Copenaghen, trascorrendo diversi anni in alcune delle cucine più innovative del pianeta. Il ritorno al Vue de Monde, dove è diventato executive chef a 23 anni, ha poi consolidato il suo nome fra i giovani talenti della ristorazione australiana.
La cucina australiana di Yiaga e il lavoro con i produttori
Aperto nel 2025 negli storici Fitzroy Gardens, nel territorio tradizionale del popolo Wurundjeri, Yiaga nasce da una cucina legata agli ingredienti, ai produttori e ai saperi del Paese. Allen e il suo team lavorano con agricoltori, pescatori, coltivatori, artigiani e artisti distribuiti in tutta l’Australia, cercando di portare questa rete dentro ogni aspetto dell’esperienza, dal menu alla proposta beverage. Anche il luogo riflette questa impostazione. Il ristorante, costruito quasi interamente con materiali locali, sorge infatti fra gli alberi secolari dei Gardens e punta su un dialogo costante tra cucina e sala.
Il menu cambia con regolarità e accompagna una proposta in cui le materie prime diventano il punto di partenza per raccontare il patrimonio gastronomico australiano. Nelle preparazioni trovano spazio ingredienti come formiche verdi, pepe di Dorrigo, bacche di pepe della Tasmania, lime del deserto e semi di acacia australiana. Il risultato è una cucina di rigore tecnico e creatività, costruita per lasciare spazio ai prodotti e alla loro provenienza, attraverso una filiera di collaborazioni che coinvolge realtà diverse del Paese.
Un progetto che guarda oltre la sala
Il disegno di Allen, però, riguarda anche ciò che Yiaga potrà diventare fuori dalla sala. Il progetto include un programma strutturato di apprendistato per sostenere la nuova generazione di professionisti dell’ospitalità e le Yiaga Sessions, una serie di conversazioni e workshop che mettono attorno allo stesso tavolo esperti locali e internazionali. L’obiettivo è far crescere nel tempo un polo dedicato alla ristorazione, alla formazione e alla valorizzazione dell’artigianato culinario locale.
«Non avremmo mai immaginato di raggiungere un risultato simile già nel nostro primo anno. Sono stato incredibilmente fortunato ad avere al mio fianco un team che, a mio parere, riunisce alcuni dei migliori professionisti dell’ospitalità al mondo, e vedere che anche l’intero settore condivide questa opinione significa davvero molto per noi - ha commentato Allen. Siamo aperti solo da un anno. Ci sono ancora tantissimi progetti e sogni per il futuro di Yiaga. Continueremo a spingerci oltre, a crescere e a evolverci, facendo in modo che l’esperienza qui sia il più possibile divertente, innovativa e, soprattutto, deliziosa».

