A Roma, nel quartiere Talenti, Crunch affianca alla pizza tonda romana una proposta di cucina che spazia dagli antipasti alla brace alle contaminazioni internazionali. Il locale di Federico del Moro, con lo chef Matteo Lo Iacono alla guida della cucina, interpreta la pizzeria come un luogo di convivialità in cui la tradizione della pizza bassa e croccante incontra lavorazioni artigianali, ingredienti autoprodotti e abbinamenti meno convenzionali. Il risultato è un'offerta che mantiene la pizza al centro, ma amplia le possibilità di scelta a tavola.

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Il titolare di Crunch Federico del Moro (a sinistra) con lo chef Matteo Lo Iacono

Crunch, la pizza romana tra tradizione e ricerca

Il locale si trova a Talenti, in uno spazio dal design moderno e con un dehors da 80 posti, che lo rende adatto sia alla clientela del quartiere sia a chi cerca una pizzeria in cui sperimentare abbinamenti diversi. L'identità gastronomica ruota intorno alla tonda romana, sottile e croccante, affiancata da una cucina che propone piatti articolati e preparazioni realizzate internamente.

La sala di Crunch a Roma in zona Talenti
La sala di Crunch a Roma in zona Talenti

Lo Iacono, con esperienze maturate in strutture cinque stelle lusso e ristoranti stellati in Italia e all'estero, porta nella proposta un'attenzione particolare alle materie prime, alle tecniche di lavorazione e alla costruzione dei condimenti. L'obiettivo dichiarato è mantenere la pizza accessibile e riconoscibile, senza rinunciare alla sperimentazione. «La pizza, cibo popolare per eccellenza, deve essere vicina a chiunque», afferma lo chef. Una filosofia che si traduce in una cucina attenta al gusto e alla riduzione degli sprechi, con diverse preparazioni realizzate direttamente dalla brigata.

No Fry Zone e Fry Zone, due modi di iniziare il pasto

La proposta degli antipasti si articola in due percorsi. La No Fry Zone raccoglie preparazioni che si allontanano dal tradizionale binomio tra pizza e fritti, mentre la Fry Zone mantiene in carta alcuni classici della pizzeria. Tra le proposte della prima sezione c'è lo Spiebab, uno spiedo di scottona nazionale e guanciale di Patanegra cotto ai carboni, accompagnato da senape, miele, maionese all'aglio infornato e melissa. Il Pastramisando combina invece pan brioche, verza stufata, brisket di manzo laccato al miele, salsa barbecue, crumble di olive Leccino e ketchup di peperone rosso.

La parte dedicata ai fritti comprende il supplì classico, preparato con riso Carnaroli mantecato al pomodoro San Marzano, burro salato, parmigiano reggiano stagionato 18 mesi, fior di latte e basilico, e la crocchetta di patate di Avezzano con parmigiano e provola affumicata. Accanto a queste preparazioni trovano spazio il Sushimbocca Iberico, una rilettura del saltimbocca alla romana con scottona, salvia, pepe di Sichuan, besciamella al pecorino manchego e prosciutto iberico de bellota, e il Crunchthai, a base di tagliatelle di riso, pollo ruspante, verdure, coriandolo, lime, latte di cocco, curcuma e dragoncello. Due esempi di una cucina che combina riferimenti italiani e suggestioni internazionali.

Topping autoprodotti e interpretazioni della tonda romana

L'impasto è preparato con farina tipo 1 ottenuta da grani 100% italiani, arricchita da una quota di farro. L'idratazione è del 60% e il panetto pesa 180 grammi. La lavorazione è manuale e non prevede l'uso del mattarello, così da preservare la struttura dell'impasto.

La scelta risponde alle caratteristiche della pizza romana bassa e croccante, con una consistenza asciutta e un morso netto. Su questa base si sviluppa una carta che alterna ricette riconoscibili e condimenti più articolati, lasciando spazio al lavoro sulle materie prime.

Farina tipo 1, farro e lavorazione manuale

La ricerca gastronomica prosegue nella carta delle pizze, dove i condimenti sono uno dei principali terreni di sperimentazione. La Cotto Nostrano utilizza un prosciutto cotto preparato direttamente dallo chef, abbinato a pomodoro San Marzano Dop, melanzane grigliate e marinate, stracciatella di bufala, scorza candita di limone di Rocca Imperiale, crumble di olive e pomodorini confit. Accanto alle versioni classiche, come Bufala e Marinara, la carta comprende combinazioni più insolite. La Burro, Salvia e Parmigiano abbina fior di latte, parmigiano reggiano stagionato 36 mesi, beurre blanc e salvia fritta.

La The Next Diavola sostituisce il pomodoro con una preparazione a base di cachi dei Castelli Romani, completata da chorizo iberico de bellota, rucola baby, uovo marinato alla soia, tabasco e olio di Itrana al peperoncino in agrodolce. Anche l'Amatriteo rilegge un riferimento della tradizione laziale: la vellutata di prugne e gli spicchi confit prendono il posto del pomodoro, incontrando guanciale di Amatrice, pepe nero e fonduta di pecorino. Sono proposte che ampliano il repertorio della pizza romana attraverso contrasti dolci, sapidi e speziati, senza abbandonare il formato della tonda.

Vini, birre e cocktail per completare l'offerta

L'esperienza da Crunch comprende anche una selezione di vini, birre e cocktail signature, pensati per accompagnare le diverse preparazioni. Il beverage amplia le occasioni di consumo e permette di costruire abbinamenti che non si limitano alla tradizionale birra con la pizza. «La genesi di Crunch risiede proprio nella realizzazione di un format che strizzi l'occhio a tutti i pizza lovers, a metà strada tra una pizzeria di quartiere e un posto dove gustare un'ottima contemporanea», spiega Federico del Moro.

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L'esperienza da Crunch comprende anche una selezione di vini, birre e cocktail signature

Il patron sottolinea l'attenzione alla scelta delle materie prime, agli impasti e agli abbinamenti, con l'intento di preservare il carattere popolare della pizza romana. La proposta del locale si muove così tra una base tradizionale, una cucina che guarda a più culture gastronomiche e un servizio pensato per un pubblico ampio.

Via Francesco d’Ovidio 27 00137 Roma (RM) Italia