Se la preistoria ha un luogo di nascita, questo è il Périgord, l’angolo verde della Nouvelle-Aquitaine, nel sud-ovest della Francia. Fu qui, tra le falesie calcaree della valle del fiume Vézère, che nell’Ottocento i primi ricercatori capirono che l’Homo sapiens aveva una storia ben più antica di quanto si credesse. Fu qui, a Les Eyzies, che venne scoperto il sito che diede il nome all’uomo di Cro-Magnon. E fu qui, a Tursac, che prese forma il nome di un’intera civiltà: quella dei Magdaleniani.

La scoperta che cambiò la storia della preistoria

Nel 1863 due studiosi appassionati di arti primitive risalirono la valle in cerca di rifugi dove i cacciatori-raccoglitori potessero aver vissuto. La Vézère faceva al caso loro: acqua in abbondanza, ripari sotto la roccia e ambienti diversi, dal fiume al bosco e all’altopiano, garantivano una dieta varia e abbondante. Bastò poco per riconoscere nella falesia della Madeleine l’habitat primitivo ideale, e già dai primi scavi ai suoi piedi il raccolto superò ogni aspettativa: strumenti di selce, punte di zagaglia e arpioni in corno di renna spesso decorati da finissime incisioni animali, placchette di calcare con cavalli e bisonti, aghi d’osso, pendagli e ornamenti, oltre ai misteriosi bastoni forati, il cui uso ancora non è chiarito. L’anno successivo arrivò la prova più clamorosa: la lastra d’avorio con un mammut inciso, proprio sulla zanna di un mammut, un reperto di inestimabile fattura, oggi conservato al Museo nazionale della Preistoria di Les Eyzies. Per gli studiosi dell’epoca, che consideravano l’animale antidiluviano, fu la dimostrazione sorprendente che l’uomo e il mammut erano vissuti in epoca contemporanea.

Il villaggio francese scavato nella roccia che racconta 17mila anni di storia
Una pittura rupestre di 2mila anni fa

La preistoria dunque esisteva davvero, e la foto di questa straordinaria incisione finì su tutti i giornali dell’epoca. Vista l’importanza del giacimento, gli archeologi decisero di legare il suo nome all’ultima grande cultura del Paleolitico superiore: il Magdaleniano, che si estende all’incirca dal 17.000 al 12.000 a.C. Gli scavi successivi, portati avanti fino agli anni Ottanta del ’900, hanno restituito oltre 20.000 oggetti: armi, utensili, incisioni, sculture, ossa umane. Nel 1912 fu portato alla luce il celebre Bisonte che si lecca il fianco, capolavoro dell’arte magdaleniana, un’incisione su un palco di renna datata a circa 15.000 anni fa, oggi esposta anch’essa al Museo nazionale della Preistoria di Les Eyzies. Nel 1928 si trovò inoltre l’unico scheletro umano del giacimento: un bambino sepolto con una sorprendente parure di conchiglie, datato intorno al 10.000 a.C. Per ragioni di conservazione il giacimento non è aperto al pubblico, ma la museografia e le visite guidate raccontano il modo di vita dei nostri progenitori.

Il Village de la Madeleine, un villaggio costruito nella roccia

Il Village de la Madeleine, gestito da privati, è però molto più di un sito preistorico. Iscritto nel patrimonio mondiale dell’Unesco dal 1979, si raggiunge in mezzo al bosco, a una trentina di metri sopra la Vézère, proprio dove il fiume disegna un’ampia ansa quasi chiusa. Alla fine del IX secolo gli abitanti, in fuga dalle incursioni normanne, trasformarono la grande cavità aperta nella falesia in un villaggio fortificato: dalle prime costruzioni in legno e argilla si passò, nel tempo, a case di pietra, al castello del XIII secolo, incendiato nel Seicento, e alla cappella privata di Santa Maria Maddalena, del XIV secolo, di architettura tra romanico e gotico e in condizioni eccezionali. Per quasi mille anni le generazioni si susseguirono comodamente, grazie ai campi della piana alluvionale, ai boschi pieni di selvaggina e al fiume, via di commercio per i barcaioli carichi di vino, sale e legname. Con la rivoluzione industriale e l’arrivo della ferrovia il villaggio fu progressivamente abbandonato, fino alla fine dell’Ottocento. Aprì al pubblico per scopi turistici nel 1988, dopo anni di pulizia della falesia e di scavi nel villaggio troglodita, condotti dal 1972 al 1988.

Il villaggio francese scavato nella roccia che racconta 17mila anni di storia
Il Village de la Madeleine conserva testimonianze di secoli di storia e vita quotidiana

Il sito è un’esperienza pensata per i bambini e per le famiglie. Si può scegliere tra visita guidata e visita libera con audioguida in francese e inglese. Durante la stagione, che va da marzo a ottobre, artigiani mostrano i mestieri ancestrali, come il cestaio, il fornaio al forno comune e la scheggiatura della selce; si tengono laboratori manuali per i più piccoli e anche una caccia al tesoro. Si può passeggiare nel giardino medicinale e nella fattoria contadina, aggiunta nel 2021 e gestita dalla sorella del titolare, dove vivono gli animali. In ottobre lo Snack paysan propone specialità del Périgord subito dopo la visita. Sono ammessi anche i cani al guinzaglio e il biglietto ha lo stesso costo per la visita guidata e per quella libera con audioguida o libretto.

Montignac, tra vicoli medievali e la grotta di Lascaux

La preistoria nel Périgord si chiude, come ogni buona storia, a tavola. Per trovare dove mangiare, la località di riferimento a un quarto d’ora di macchina è Montignac, gradevole borgo adagiato sulle rive della Vézère e porta d’accesso alla famosa grotta di Lascaux. Il fiume divide il centro del paese in due: da un lato la parte più moderna, mentre sulla sponda opposta si allineano le strade medievali con le case antiche che si specchiano nelle acque cristalline del fiume. Il centro antico è un dedalo di vicoli medievali e rinascimentali con tradizionali dimore in pietra dorata e tetti in pietra, una grande chiesa, banchine e lavatoi: domina il borgo il castello feudale, un tempo roccaforte dei conti del Périgord.

Il villaggio francese scavato nella roccia che racconta 17mila anni di storia
Vista su Montignac, gradevole borgo adagiato sulle rive della Vézère

Aux Berges de la Vézère, la cucina del territorio affacciata sul fiume

In questa cornice, in piazza Tourny, si trova Aux Berges de la Vézère, ristorante in splendida posizione, proprio sulla riva, a meno di un chilometro dall’ingresso di Lascaux IV, il centro multimediale che fa rivivere in toto l’esperienza della grotta con i più celebri dipinti di arte rupestre al mondo. Il ristorante dispone di una sala panoramica con grandi vetrate, ma soprattutto di una terrazza ombreggiata da enormi platani, dove i tavoli regalano splendide vedute sul fiume e sul villaggio. È aperto da febbraio a fine dicembre, ha un ampio parcheggio, è accessibile ai disabili, accoglie gruppi fino a 80 persone e fa parte del catalogo di ristoranti Toques du Périgord.

La cucina è casalinga e a chilometro zero, preparata sul posto dall’antipasto al dolce con prodotti di piccoli produttori locali: sul menu compaiono i nomi dei fornitori, dal pane di Peyrignac alle verdure bio della Fattoria d’Arthur, fino a pollame e foie gras della maison Pelegris. Si trovano pesci di fiume, piatti di terroir rivisitati e qualche sorpresa, come il bisonte del Périgord o la pluma di maiale, molto apprezzata non solo dai turisti spagnoli, che con gli inglesi sono i maggiori frequentatori di questa regione, eccettuati naturalmente i francesi. In carta ci sono anche pizze di ottima qualità, con parmigiano stagionato 36 mesi e prosciutto di 24 mesi, e per i bambini ci sono perfino libri da prendere in prestito.

3 Pl. Tourny 24290 Montignac-Lascaux Francia