Varcando la soglia al civico 87 di corso Magenta, l'impressione è immediata: ZERO Milano declina la cultura nipponica al di là di qualsiasi logica di consumo veloce. Inaugurato il 1° settembre 2006, in un'epoca in cui la ristorazione asiatico-fusion muoveva i primi passi sul mercato milanese è stato tra i pionieri dell'omakase, questo indirizzo ha saputo mantenere nel tempo una cifra stilistica riconoscibile. L'esperienza al tavolo conferma una scelta precisa: mettere al centro le materie prime premium e la manualità espressa di ogni singola preparazione, rinunciando alla rincorsa delle tendenze passeggere.

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Il bancone da 48 coperti di ZERO Milano

A definire lo spirito della casa è il perimetro tracciato dal founder Simone Binda, che ricordando gli esordi sottolinea come l'intento fosse fin dal principio quello di far convergere l'autenticità culinaria giapponese con l'essenzialità del design milanese. Una coerenza che, secondo Binda, rappresenta il valore più autentico dell'insegna, fondata sul rifiuto assoluto di scendere a compromessi sulla qualità dell'offerta.

La prova in sala: 48 coperti tra l'onice e la luce di Venini

L'impatto visivo con la sala, progettata dallo Studio Dordoni Associati, restituisce un'atmosfera intima da 48 coperti totali, pensata per preservare tranquillità e riservatezza. Il dialogo tra rigore orientale ed eleganza contemporanea si percepisce nei dettagli architettonici: la calda parete retroilluminata in onice, le superfici materiche e lo scenografico lampadario scultura Venini, le cui trecento tessere in vetro dominano l'ambiente infondendo una luce morbida e ben calibrata.

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Lo chef giapponese Ichiro Nakagawa al bancone sushi di ZERO Milano

Sedersi al bancone in legno pregiato offre la prospettiva migliore sull'intero servizio. Da qui si osserva la pulizia dei gesti e il rigore con cui viene lavorato il pescato. Come riassume il General Manager Alberto Prattella Monastra, l'obiettivo del locale è proprio quello di far vivere al cliente un momento organico, dove l'accoglienza, lo spazio e i piatti condividano la stessa misura e la medesima attenzione personale per chi si accomoda in sala.

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Simone e Marcello Binda all'interno del ristorante ZERO in corso Magenta 87 a Milano, a vent'anni dall'apertura del locale

Il percorso Omakase: la degustazione e il lavoro sul riso

Il momento centrale della proposta si sviluppa attraverso l'omakase, la formula di degustazione in cui ci si affida interamente alla selezione della cucina. La proposta attualmente a carta sul sito ufficiale prevede due entrée d'apertura, una cupola di miso rosso ben strutturata, otto nigiri selezionati dallo chef e una portata di chiusura a scelta tra la tempura di gamberi o i roll creativi del giorno, con una spesa indicata di 120 euro a persona e la raccomandazione di segnalare l'opzione in fase di prenotazione.

Al bancone si apprezza l'ingresso dello chef giapponese Ichiro Nakagawa, la cui formazione spazia da Hiroshima alle cucine italiane. La sua mano si distingue per la pulizia dei tagli e l'armonia degli accostamenti. Nakagawa precisa spesso come l'omakase debba figurare come un vero e proprio itinerario nei sapori e nella tecnica di accoglienza giapponese, prestando un'attenzione quasi maniacale alla temperatura, all'umidità e alla giusta acidità del riso. All'assaggio emergono anche sfumature mediterranee trattate con grande misura: un tocco d'olio extravergine, la nota acidula degli agrumi o l'umami del pomodoro, inseriti senza intaccare la matrice nipponica.

L'abbinamento guidato con il sake

L'esperienza culinaria trova una sponda naturale nella selezione dedicata al sake, integrata per valorizzare al massimo il profilo organolettico delle singole portate. La presenza in sala dello chef Ichiro Nakagawa nel ruolo di Sake Sommelier trasforma l'abbinamento in un momento di scoperta consapevole: ogni sorso lavora sulle sapidità, le grassezze e le persistenze dei pesci, guidando l'ospite alla comprensione delle diverse famiglie di distillati e fermentati risieri senza mai risultare didascalico.

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La sala principale di ZERO Milano in corso Magenta 87

Carta e materie prime: dal nigiri alla tempura

Per chi preferisce comporre in autonomia la propria degustazione, la proposta à la carte presenta una selezione articolata tra tagli crudi e cotti. Spiccano per intensità il carpaccio di gamberi rossi di Sicilia con tartufo, la ricciola abbinata a caviale, yuzu e jalapeño, il tonno rosso con fichi e foie gras, e un merluzzo nero dell'Alaska marinato nel miso dalla cottura impeccabile. Nella sezione "Sushi Autentico Giappone" la purezza del prodotto emerge con chiarezza: passaggi dedicati alla capasanta di Hokkaido, al wagyu giapponese, al riccio di mare, fino alla morbidezza della ventresca di tonno rosso e alle variazioni legate allo pescato del giorno.

Corso Magenta 87 20123 Milano (MI) ITALIA
Dal lunedì al venerdì 12:00 – 14:30 – 19:00 – 22:30 Sabato e domenica 19:00 – 22:30