IN GRECIA

Samos oltre il mare: il viaggio nell'isola di Pitagora tra vino, archeologia e cucina
Samos è un'isola dove vino, storia e paesaggio si intrecciano da millenni. Il Moscato, coltivato sui terrazzamenti montani fino a 900 metri, è il filo conduttore di un viaggio che passa dal Museo del Vino ai siti archeologici di Pythagoreio e dell'Heraion, tra sentieri, monasteri, cucina locale e panorami sull'Egeo
Indice
- 1Dal mito di Dioniso alla storia: il Moscato di Samos attraversa i secoli
- 2Il Museo del Vino racconta la storia della viticoltura dell’isola
- 3Eos Samos, una cooperativa che dal 1934 custodisce il patrimonio vitivinicolo
- 4Vigne terrazzate fino a 900 metri: il paesaggio che dà identità al vino
- 5Tra Kerkis e Ambelos, il lato verde e selvaggio di Samos
- 6Dalla grotta di Pitagora alle cascate di Karlovasi: l’isola da esplorare
- 7Pythagoreio e l’Heraion, sulle tracce della civiltà antica
- 8Samos, dove mangiare
Samos domina l'Egeo orientale. Il nome, «Sama» nell’antichità, significa “Elevata”, per via del suo paesaggio imponente, con le numerose cime sovrastanti. Questa splendida isola è stata la patria di grandi personalità attive nei diversi campi culturali, a cominciare da uno dei più grandi pensatori e matematici di tutti i tempi, Pitagora, senza dimenticare il filosofo Epicuro e il grande astronomo Aristarco (fondatore della teoria geocentrica). Samos è inoltre la «casa» di Era e il luogo in cui trovarono ospitalità Erodoto ed Esopo.
Dal mito di Dioniso alla storia: il Moscato di Samos attraversa i secoli
La storia del vino di Samos ha origine nella mitologia. Dalle Amazzoni e da Dioniso, il dio dell'euforia, della viticoltura e del vino appunto. Sulle donne guerriere che erano entrate in contrasto con lui e si erano rifugiate nella zona di Samos ricoperta di pini, il dio riuscì a imporsi grazie all’aiuto degli abitanti. Pertanto come ricompensa donò a loro la vite dai piccoli grappoli che produce l’«uva moscato», e insegnò come coltivarla, soprattutto su terrazzamenti e pendii montani, e come fare il famoso vino. Così narra la leggenda. Ma la storia del vino di Samos, documentata già nei poemi omerici, nelle fonti storiche di Ippocrate, Galeno e Teofrasto, fino alla poesia di Lord Byron e alle testimonianze in opere di scrittori europei moderni come Marguerite Yourcenar, sembra avere un inizio, non certo una fine.
All’inizio del XVII secolo, il viaggiatore francese Tournefort descrive la vinificazione del moscato sull’isola di Samos dicendo che raggiunge i 3.000 barili, mentre a partire dal XIX secolo l'isola rifornisce i mercati dell’Occidente e dell’Oriente con vini di grande qualità. Da allora la Chiesa concede a Samos il privilegio di produrre vino. Il «vino ecclesiastico» viene utilizzato anche dalla Chiesa ortodossa per la preparazione della Santa Eucaristia.
Il Museo del Vino racconta la storia della viticoltura dell’isola
Al Museo del vino a Malagari si trova una seria di documenti relativi a questa importante collaborazione. L’esplorazione dell’isola parte proprio dalla visita al Museo del Vino di Samos a Malagari, capoluogo dell’isola, in compagnia di Margarita Ikarou, responsabile della comunicazione dell’E.O.S. di Samos. Mi aspetta davanti all’ingresso ligneo dell’imponente edificio costruito nel XIX secolo, che in passato, ancora prima della fondazione della Cooperativa nel 1934, è stato utilizzato come cantina e successivamente come bottega.
La storia del vino di Samos, uno dei primi a ottenere il riconoscimento internazionale come Dop, con la denominazione «Samos» che è di per sé sufficiente a dimostrarne l’origine, è raccontata nelle sale del Museo del Vino, edificio dagli alti soffitti ed estremamente raffinato e ben curato. Sono degni di attenzione gli oggetti e gli attrezzi che nel passato servivano per il lavoro manuale, nonché gli innumerevoli documenti fotografici.
Eos Samos, una cooperativa che dal 1934 custodisce il patrimonio vitivinicolo
La cantina, ben conservata, con bottiglie risalenti persino all’anno di fondazione dell’E.O.S. di Samos, il 1934, adagiate nella penombra di una lampada fioca perché siano poco esposte alla luce, racchiude negli involucri di vetro storie di persone del luogo. La cooperativa di Samos è una delle più antiche della Grecia e figura tra le dieci più grandi. Gestisce l’intero ciclo produttivo e la commercializzazione del vino dell’isola, applicando sia il Sistema di Qualità secondo la norma ISO sia il Sistema di Gestione della Sicurezza Alimentare HACCP. I vini di Samos hanno ottenuto centinaia di riconoscimenti in concorsi e fiere internazionali. Vale la pena di sottolineare che il primo premio risale al 1937, e ogni anno la lista si allunga. Il vino è il principale ambasciatore della Grecia all’estero, con esportazioni in tutto il mondo.
La produzione vinicola comprende vini dolci, secchi e semisecchi, unici per gusto e qualità, che racchiudono le peculiarità gustative conferite dalla coltivazione sui terrazzamenti montani. I vini secchi dell’E.O.S. di Samos, Samena, Golden Samena, Psiles Korfes e l’Aegean Breeze (Ageri del Mar Egeo), con il loro colore cristallino e gli intensi aromi fruttati conducono nel mondo del gusto raffinato che può divenire parte integrante della quotidianità. Il vino semisecco Aegean Breeze aggiunge qualità ai piatti tradizionali. I vini semisecchi, Aegean Breeze e Selana, possono essere abbinati a specialità locali, mentre il sapore ricco e amatissimo del vino dolce di Samos (fresco o invecchiato) offre molteplici esperienze con il Samos Vin Doux, il Samos Grand Cru, l’Anthemis e il Samos Nectar.
Vigne terrazzate fino a 900 metri: il paesaggio che dà identità al vino
Il segreto del successo del vino di Samos risiede nel microclima e nel rilievo geofisico dell’isola, nell’eccellenza del prodotto e nella “passione” delle persone che vi lavorano. I viticoltori coltivano principalmente su terrazzamenti e pendii montani, attività prevalentemente manuale, come si può immaginare, e con una resa per stremma modesta, dato che non supera in media i 1.000 chili di uva per ettaro.
I vigneti a terrazze a forma di anfiteatro, situati a un’altitudine che raggiunge i 900 metri e affacciati sull’azzurro del Mar Egeo e sul confine tra Occidente e Oriente, testimoniano la lunga tradizione vitivinicola dell’isola e garantiscono all’uva moscato a grappolo piccolo una maturazione lenta e costante, che raggiunge livelli zuccherini elevati e si arricchisce degli aromi della ricca vegetazione. Per tutti questi motivi il vino di Samos vanta una delle più antiche denominazioni di origine controllata d’Europa.
Tra Kerkis e Ambelos, il lato verde e selvaggio di Samos
Samos è un luogo ricco di vegetazione rigogliosa e sentieri verdissimi. Sia che ci si trovi sulle imponenti catene montuose, come il Kerkis e l’Ambelos, sia che ci si addentri nelle grotte, nelle gole e presso i torrenti, l’ambiente incontaminato dell’isola lascia a bocca aperta. Da percorrere il Kerkis, a partire dai ciottoli di Marathokampos fino alla sua vetta, la Vigla, a 1400 metri. Per perdersi nei borghi, tra le antiche strade lastricate, e scoprire da vicino il Castello Genovese e la Torre di Sarakini, un maestoso edificio del XVI secolo, vera e propria fortezza dell’epoca.
Dalla grotta di Pitagora alle cascate di Karlovasi: l’isola da esplorare
Da visitare i monasteri della Zoodochos Pigi di Aeliotissa, di Agia Zoni, con l’importante biblioteca, e del Timios Stavros, con l’imponente trono; inoltre la Panagia Sarantaskaliotissa, costruita all’ingresso della cosiddetta grotta di Pitagora, dove il grande filosofo avrebbe trovato rifugio quando il tiranno Policrate decise di eliminarlo. Da osservare la selvaggia riserva ornitologica, stando in agguato vicino all’habitat dell’Aliki o del lago di Glyfada per fotografare gli aironi, i pellicani argentati e i fenicotteri rosa che si riposano prima di proseguire il loro viaggio migratorio.
Da non perdere le due cascate di Karlovasi. La più grande è alta cinque metri e, per ammirarla in tutto il suo splendore, bisogna salire sessanta gradini di legno fino alla radura con vista panoramica.
Pythagoreio e l’Heraion, sulle tracce della civiltà antica
Nel sito archeologico di Pythagoreio si trova quello che molti definiscono l’ottava meraviglia dell’antichità: il Canale di Eupalino, straordinaria opera dell’ingegnere Eupalino (VI secolo a.C.), che provvedeva all’approvvigionamento idrico dell’antica città attraverso un tunnel lungo 1.036 metri. La tradizione narra che a Samos sia nata e cresciuta la dea Era, e per questo il suo santuario, l’Heraion, era il più grande del mondo antico. Nel sito in cui sorgeva il tempio della regina dell’Olimpo in stile ionico, lungo 109 m, largo 55 m e alto 25 m, non rimangono che una colonna dell’edificio e la via sacra (la strada che conduceva dalla città al santuario).
Il Pythagoreio e l’Heraion figurano dal 1992 tra i Monumenti del Patrimonio Mondiale dell’Unesco. Nel Museo Archeologico di Samos sono conservati, tra l’altro, reperti provenienti dall’Heraion, nonché il colossale kouros di Lefkia (alto cinque metri), risalente al 580 a.C.
Samos, dove mangiare
«L’uomo è ciò che mangia, beve e pensa», affermò il filosofo di Samo, Pitagora, considerato anche il primo vegetariano della storia mondiale. Per parafrasare il famoso detto di Pitagora, il vero viaggiatore è colui che mangia, beve e pensa.
Oi Nostimies tis Ouranias
Un picolo locale che offre grandi delizie culinarie. È molto apprezzato dalla popolazione locale, che sa bene che la signora Urania dà il meglio di sé in cucina. Provate le melanzane con la feta, i peperoni ripieni, lo stinco al rosmarino e all’arancia, i dolmadaki, i soutzoukaki e, per finire, il halva di semolino con amarene.
Ristorante Mermizeli
Frutti di mare e cucina mediterranea nel porto di Pitagorio, il ristorante Mermizeli offre un’esperienza unica di gastronomia mediterranea contemporanea. Alexandra e il suo team uniscono creatività, materie prime di qualità e autentica ospitalità greca.
Dionysos Restaurant
La filosofia del ristorante è dedicata alla valorizzazione dei sapori di Samos, con un menu che comprende un’ampia varietà di piatti tradizionali, grigliate fresche e frutti di mare.
Arhontissa
Nel cuore della montagna, sopra le cascate del Potami, vicino a Karlovasi, tutto sembra un quadro perfetto. Il punto forte è la carne, con il capretto ripieno che ottiene un successo strepitoso, pollo, polpette, pancetta, salsicce, ma anche 1-2 piatti cucinati, che sono sempre accompagnati da vari stuzzichini, come il fantastico bougiourdi un piatto piccante con feta, pomodorro e peperoni al forno.
Altri indirizzi da provare
Vale la pena visitare il «Gialo» nel porto di Marathokampos, dove la signora Dina Stathopoulou mantiene da ormai 22 anni alti gli standard della buona cucina, all’ouzeri «Zen», nel porto di Samos, con ottimi stuzzichini, e al «Louka», nell'incantevole paesino di Manolates.


