IN VAL BADIA

Excelsior, il resort che cambia con le Dolomiti: dal foliage alla prima neve
A San Vigilio di Marebbe (Bz), l’Excelsior cambia insieme alla montagna: trekking e foliage lasciano spazio allo sci direttamente dall’hotel. In mezzo, la famiglia Call, 2.500 metri quadrati di benessere e una cucina che segue il ritmo delle Dolomiti
Indice
- 1In autunno la montagna torna a rallentare
- 2Il picnic con la famiglia Call racconta più di molti servizi
- 3Una spa da 2.500 metri quadrati, ma divisa tra adulti e famiglie
- 4Bambini accolti, non semplicemente tollerati
- 5A tavola, il territorio senza trasformarlo in una gabbia
- 6Quando il vero lusso è riuscire a trattenere le persone
- 7Poi arriva la neve e l’hotel cambia pelle
- 8Lo stesso albergo, due Dolomiti completamente diverse
- 9Dall’autunno alla prima neve
Ci sono alberghi di montagna che chiudono una stagione e ne aprono un’altra. E ce ne sono altri nei quali basta aspettare qualche settimana perché sia la montagna stessa a cambiare l’albergo. All’Excelsior Dolomites Life Resort di San Vigilio di Marebbe (Bz), tra settembre e dicembre, succede esattamente questo. Prima si esce dalla porta con gli scarponi da trekking, si cammina tra boschi che cominciano a tingersi di giallo, rosso e oro e magari si finisce a fare un picnic nel Parco Naturale Fanes-Senes-Braies con la famiglia Call.
Poi le giornate si accorciano, sulle cime compare il bianco e, quando arriva dicembre, gli scarponi diventano quelli da sci: dalla stessa porta dell’hotel si parte direttamente sulle piste del Plan de Corones. O pe raggiungere la mitica “nera” Erta. Nel mezzo cambia quasi tutto, ma rimane la filosofia di fondo: fare della montagna non lo sfondo del soggiorno, ma una parte del servizio alberghiero.
È probabilmente questa la caratteristica che più distingue l’Excelsior da molti altri ottimi resort dolomitici. Spa, piscine panoramiche, suite e ristorazione di livello sono ormai dotazioni necessarie nell’hotellerie alpina di fascia alta. Più difficile è costruire intorno a queste infrastrutture un’esperienza nella quale territorio e persone continuino ad avere un ruolo riconoscibile.
In autunno la montagna torna a rallentare
L’autunno è forse la stagione che permette di capire meglio questo rapporto. Passata l’alta stagione estiva, San Vigilio di Marebbe e la Val Badia cambiano ritmo. I sentieri si svuotano, le temperature diventano più fresche e il bosco prende il posto dei grandi panorami estivi come protagonista del paesaggio. Faggi, aceri e soprattutto larici modificano progressivamente il colore delle montagne, mentre le Dolomiti emergono ancora più nettamente nelle giornate terse. È anche il momento nel quale il concetto, ormai molto utilizzato, di forest bathing acquista qui un significato meno artificiale: non serve organizzare una parentesi nel bosco, perché il bosco è già parte della giornata.
Le grandi vetrate dell’Excelsior cercano proprio di mantenere questo rapporto con l’esterno anche quando si rientra in hotel. Ma è soprattutto uscendo che il modello della struttura diventa evidente. Sei giorni alla settimana vengono organizzate escursioni accompagnate da guide esperte o dagli stessi proprietari. Si può raggiungere l'area delle cascate di Ciastlins, salire verso quote più impegnative oppure attraversare le viles, gli antichi insediamenti rurali ladini. Non è quindi necessario arrivare con un programma già costruito. La giornata in montagna diventa parte dell’ospitalità.
Il picnic con la famiglia Call racconta più di molti servizi
C’è un’esperienza apparentemente semplice che forse spiega l’Excelsior meglio di un elenco di dotazioni: il picnic organizzato nel parco naturale. Ci si arriva dopo un’escursione oppure con la navetta. Poi ci sono la griglia, la fisarmonica, i giochi per i bambini e soprattutto i proprietari che trascorrono il pomeriggio insieme agli ospiti.
Niente di particolarmente sofisticato. Ed è proprio questo il punto. Perché nell’hotellerie di lusso, mentre cresce la tecnologia e aumentano i servizi, il tempo dedicato personalmente all’ospite sta diventando uno degli elementi più difficili da replicare. Qui la famiglia Call continua invece a entrare direttamente nell’esperienza: accompagna le escursioni, partecipa alle attività, Werner Call guida anche alcune uscite in bicicletta. È un'impostazione che emerge anche nelle recensioni degli ospiti, dove la presenza della famiglia e il rapporto con il personale vengono frequentemente citati insieme a spa, cucina e posizione.
Una spa da 2.500 metri quadrati, ma divisa tra adulti e famiglie
Dopo qualche ora sui sentieri, i 2.500 metri quadrati dedicati al benessere smettono di essere un numero da brochure e acquistano una funzione decisamente concreta. La scelta interessante è quella di non costringere pubblici differenti nello stesso ambiente. Sul rooftop si trova la Dolomites Sky Spa, riservata agli adulti, con infinity pool riscaldata affacciata sulle montagne, sauna panoramica e aree relax. È inevitabilmente lo spazio più spettacolare dell’hotel, soprattutto quando la temperatura esterna comincia a scendere e dall’acqua si osservano le cime.
Separata è invece la Dolomites Family Spa, dove trovano spazio piscina interna riscaldata con scivolo, idromassaggio esterno e saune utilizzabili anche dalle famiglie. A completare l’offerta c’è il Castello di Dolasilla, dedicato ai trattamenti e alle spa suite private. La divisione funziona perché consente all’Excelsior di fare una cosa non sempre semplice: essere contemporaneamente family hotel e resort per coppie e adulti, senza obbligare necessariamente i due pubblici a condividere ogni spazio.
Bambini accolti, non semplicemente tollerati
La componente familiare, del resto, non si esaurisce nella piscina. Il Kids Lounge ha un castello con scivolo, parete di arrampicata e spazi creativi, mentre lo Junior Club punta su ragazzi più grandi con videogiochi, iWall, biliardo, ping pong e cinema. Anche le sistemazioni seguono la stessa logica.
Accanto alle camere tradizionali ci sono soluzioni con ambienti separati per genitori e bambini e suite di dimensioni importanti, fino alle configurazioni con due camere, due bagni e più zone giorno. La differenza sta però ancora una volta fuori dall’hotel. Escursioni, bicicletta, arrampicata, tiro con l’arco e picnic spostano una parte consistente dell’esperienza familiare dalle classiche attività di animazione alla scoperta della montagna.
Accanto alle ricette del territorio trovano spazio influenze mediterranee e internazionali, proposte vegetariane e vegane. La formula adottata è quella della pensione gourmet ¾ Plus: colazione, pranzo leggero, merenda pomeridiana e cena di quattro portate. La materia prima mantiene un legame importante con il territorio. Formaggi, salumi, miele e altri prodotti arrivano da fornitori altoatesini, mentre parte della carne proviene dalla macelleria della stessa famiglia Call.
A tavola, il territorio senza trasformarlo in una gabbia
Un altro elemento sul quale vale la pena soffermarsi è la ristorazione. La cucina è affidata agli chef Karol e Reni, entrambi cresciuti professionalmente all’interno dell’Excelsior. Hanno iniziato qui come apprendisti e sono rimasti per circa vent’anni fino ad arrivare alla responsabilità della cucina. È un particolare apparentemente secondario, ma racconta parecchio in un momento nel quale hotel e ristoranti faticano a trattenere collaboratori e competenze. La loro cucina parte dall’Alto Adige e dalla cultura gastronomica ladina senza trasformarle in un recinto.
Quando il vero lusso è riuscire a trattenere le persone
Il dato forse più interessante dell’Excelsior non riguarda però piscine o metri quadrati. La struttura racconta di avere collaboratori presenti da dieci, venti e in alcuni casi quarant’anni. Gli stessi responsabili della cucina ne sono un esempio. Per l’hotellerie contemporanea è un patrimonio difficilmente contabilizzabile. Si può ristrutturare una camera in pochi mesi, installare una piscina panoramica o progettare una nuova spa.
Non si possono comprare quarant’anni di memoria dell’ospitalità. Ed è proprio la continuità delle persone, insieme alla presenza della famiglia proprietaria, a contribuire alla sensazione di trovarsi ancora in un albergo familiare altoatesino nonostante dimensioni, investimenti e livello dei servizi siano ormai quelli di un resort internazionale.
Poi arriva la neve e l’hotel cambia pelle
A novembre il sipario sull’autunno comincia a chiudersi. L’Excelsior termina la stagione il 1° novembre e prepara la riapertura invernale. Poche settimane e lo scenario viene completamente riscritto. Sentieri e mountain bike lasciano spazio a sci e ciaspole. La posizione che nei mesi caldi permette di partire direttamente per le escursioni diventa uno dei maggiori vantaggi dell’hotel: l’Excelsior è ski-in/ski-out. Si scende nella ski room, si infilano gli scarponi e si parte direttamente verso le piste del Plan de Corones, senza automobile e senza navetta.
Anche il programma delle attività cambia insieme alla montagna. Ci sono le ciaspolate guidate, le uscite first-line skiing per cercare le piste nelle prime ore della giornata e lo ski safari verso Alta Badia e Sellaronda, ancora una volta con la famiglia Call. È qui che il cerchio si chiude. In settembre i proprietari accompagnano gli ospiti lungo i sentieri. A ottobre si cammina insieme tra i larici che diventano dorati. A dicembre si mettono gli sci.
Lo stesso albergo, due Dolomiti completamente diverse
L’Excelsior ha investito molto negli ultimi anni: camere e suite rinnovate, ampliamento degli spazi dedicati alle famiglie, interventi sulla ristorazione e sul wellness. Dal 2021 dispone inoltre di una certificazione basata sugli standard del Global Sustainable Tourism Council, collegata a un percorso che interessa consumi, approvvigionamenti, territorio e gestione del personale.
Ma dopo aver attraversato idealmente l’hotel dall’autunno all’inverno, il punto più interessante non sembra essere una singola infrastruttura. È piuttosto la capacità di utilizzare la stessa struttura per raccontare due montagne completamente differenti. Quella autunnale è lenta, silenziosa, fatta di sentieri, boschi, biciclette, picnic e pomeriggi nella spa mentre fuori comincia a fare freddo. Quella invernale è immediata: si apre la porta e ci si trova praticamente sulle piste.
In mezzo ci sono cucina, benessere, camere e servizi di un quattro stelle superior. Ma soprattutto rimane una famiglia che, invece di limitarsi ad amministrare l’hotel, continua ad accompagnare gli ospiti fuori. Dal foliage alla prima neve cambia il paesaggio, cambiano gli scarponi e cambia perfino il modo di vivere l’Excelsior. Non cambia chi ti porta a scoprire la montagna.
Dall’autunno alla prima neve
Fino al 1° novembre 2026, l’Excelsior accompagna la stagione autunnale con formule che comprendono il programma di attività outdoor: escursioni guidate sei giorni alla settimana, uscite in bicicletta, esperienze con la famiglia Call, Guest Pass Plan de Corones e accesso alle aree wellness.
Dopo la pausa di novembre, la stagione invernale parte a dicembre. Dal 4 al 18 dicembre 2026 il resort aderisce a Dolomiti Super Première: quattro notti di soggiorno al prezzo di tre, con analoga formula per lo skipass, oppure otto notti al prezzo di sei e otto giorni di skipass al prezzo di sei.
Sono previste inoltre agevolazioni per noleggio dell’attrezzatura e lezioni nelle scuole sci convenzionate. Con l’apertura invernale entra soprattutto in gioco la posizione ski-in/ski-out dell’Excelsior, con accesso diretto dall’hotel alle piste del Plan de Corones.


