A PRATI

Con il ristorante Antéla, NH Roma Centro conquista la città
Nel cuore di Prati, l'NH Collection Roma Centro consolida un modello di ospitalità aperto anche alla città. 257 camere, un'importante vocazione business e Antéla, il ristorante di Natale Giunta con ingresso indipendente e dehors. A tavola Sicilia, Roma, Mediterraneo e contaminazioni internazionali
Indice
- 1257 camere nel cuore di Prati
- 2Una vera macchina anche per meeting ed eventi
- 3Antéla ha una porta direttamente sulla città
- 4Natale Giunta, dalla Sicilia a Roma senza fermarsi in Sicilia
- 5Dai fiori di zucca alla ceviche: quattro modi di leggere Antéla
- 6Una carta che deve parlare anche ai romani
- 7Il dehors allunga la vita del ristorante
- 8Il vantaggio di avere un albergo alle spalle senza dover sembrare un ristorante d'albergo
- 9Non più una novità: adesso conta il consolidamento
Ci sono alberghi nei quali si entra soltanto se si ha una camera prenotata e altri che cercano sempre di più di diventare un pezzo della città. La differenza non dipende necessariamente dal numero delle stelle, ma da come vengono utilizzati gli spazi comuni e soprattutto da quanto ristoranti, bar e dehors riescano ad avere una vita indipendente dalle camere. L'NH Collection Roma Centro, nel cuore di Prati, appartiene sempre più alla seconda categoria.
Non perché sia appena arrivato qualcosa di nuovo: la fase della novità è ormai superata. Il dato interessante è piuttosto il consolidamento di un modello nel quale una grande struttura alberghiera prova a dialogare contemporaneamente con turisti, uomini d'affari e romani. E il luogo nel quale questa strategia diventa più evidente è Antéla Restaurant & Cocktail Bar, il ristorante firmato da Natale Giunta.
È dentro l'hotel, ma possiede un ingresso indipendente da via dei Gracchi e soprattutto un grande giardino-dehors che cambia completamente la percezione del locale. Si può andare all'NH Collection senza avere una camera. E, soprattutto, si può andare ad Antéla quasi dimenticandosi che sopra la testa ci sono otto piani d'albergo.
257 camere nel cuore di Prati
Il punto di partenza è una struttura dalle dimensioni importanti. L'NH Collection Roma Centro è un quattro stelle con 257 camere distribuite su otto piani, molte luminose e alcune con viste che raggiungono la cupola di San Pietro, Castel Sant'Angelo e l'Altare della Patria. Gli interni utilizzano prevalentemente tonalità neutre con dettagli oro e grigio.
La posizione è uno dei suoi punti di forza. Siamo a Prati, a poca distanza dal Vaticano, Piazza del Popolo, Castel Sant'Angelo e dalle rive del Tevere: abbastanza vicini alla Roma monumentale, ma in un quartiere che conserva una propria vita residenziale, professionale e commerciale. È importante perché determina anche il tipo di clientela con cui l'hotel può confrontarsi. Non soltanto turisti, ma aziende, professionisti e romani.
Una vera macchina anche per meeting ed eventi
La componente business è infatti rilevante. L'hotel dispone di 19 sale riunioni, attrezzate con tecnologie audiovisive e utilizzabili per gruppi da 7 fino a 220 persone. Gli spazi consentono di organizzare meeting e conferenze, ma anche cocktail, banchetti, cerimonie ed eventi privati. A questo si aggiunge il room service disponibile 24 ore su 24, un servizio non secondario per una struttura con un'importante clientela internazionale e business.
Il quadro è quindi quello di un grande city hotel, con una macchina organizzativa capace di lavorare durante l'intera giornata. Ed è proprio qui che la scelta fatta con Antéla acquista significato: anziché utilizzare la ristorazione soltanto per completare i servizi dell'albergo, si prova a trasformarla in una ragione autonoma per entrarci.
Antéla ha una porta direttamente sulla città
L'elemento apparentemente più semplice è probabilmente anche il più importante: Antéla ha un ingresso indipendente da via dei Gracchi. Può sembrare un dettaglio architettonico. In realtà abbatte uno dei principali ostacoli con cui i ristoranti d'hotel fanno i conti da sempre. Per cenare non è necessario attraversare la hall tra reception, valigie e clienti in arrivo. Si entra direttamente nel ristorante e nel suo Urban Garden, un grande spazio esterno nascosto all'interno dell'isolato.
Ed è forse proprio il giardino il vero lusso di Antéla. Non c'è lo skyline spettacolare dei rooftop romani. C'è qualcosa di diverso: la possibilità di uscire dal traffico di Prati senza uscire da Prati. Il locale ha circa 80 coperti e utilizza lo spazio non soltanto per pranzo e cena, ma anche per aperitivo e cocktail. Il dehors diventa così un'estensione del ristorante e contemporaneamente uno strumento per intercettare una clientela diversa da quella alberghiera.
Natale Giunta, dalla Sicilia a Roma senza fermarsi in Sicilia
La responsabilità gastronomica è affidata a Natale Giunta, cuoco palermitano che a Roma ha già sviluppato per NH anche il progetto di Oro Bistrot all'NH Collection Roma Fori Imperiali. Ad Antéla la Sicilia rimane un riferimento importante, ma non diventa un recinto.
La linea dichiarata dall'hotel mette insieme ricette siciliane e romane, contaminazioni internazionali, stagionalità e qualità delle materie prime. La carta dei vini prosegue lo stesso dialogo attraverso oltre 50 etichette, con particolare attenzione alle cantine siciliane e laziali. È una formula che sulla carta potrebbe essere persino troppo larga. Sicilia, Roma, Mediterraneo e suggestioni internazionali devono diventare una cucina, non quattro cucine costrette a convivere nello stesso menu. È quindi nei piatti che si deve cercare la risposta.
Dai fiori di zucca alla ceviche: quattro modi di leggere Antéla
Gli assaggi permettono di attraversare quasi per intero il progetto gastronomico. Si comincia con i fiori di zucca, inevitabile richiamo alla romanità e banco di prova interessante proprio perché Giunta non ha scelto di trasferire semplicemente la Sicilia nella Capitale. Gli spaghetti alle vongole riportano invece al Mediterraneo nella sua forma più immediata. Ed è uno di quei piatti apparentemente semplici nei quali diventa difficile nascondersi: pasta, molluschi, fondo e sapidità devono trovare un equilibrio senza bisogno di effetti speciali. Più costruita è la pasta mista con cozze e salsa verde (in foto di copertina, ndr), completata nella proposta di Antéla da fonduta di pecorino, datterino giallo e olive. Mare e terra, sapidità e componente vegetale si incontrano in un piatto che sembra rappresentare bene la volontà della cucina di muoversi liberamente nel Mediterraneo.
Infine la ceviche di ombrina cambia registro e porta il percorso fuori dall'Italia. Acidità, marinatura e freschezza introducono quella componente internazionale che Giunta ha voluto inserire nel progetto. Quattro piatti molto diversi, dunque, ma proprio per questo utili per leggere Antéla: Roma nei fiori di zucca, il Mediterraneo negli spaghetti alle vongole, la cucina più elaborata nella pasta mista e la contaminazione internazionale nella ceviche. Qui inseriremo i giudizi definitivi sui singoli assaggi, ma una cosa emerge già dalla costruzione della carta: Antéla non vuole essere identificato semplicemente come “il ristorante siciliano di Natale Giunta a Roma”.
Una carta che deve parlare anche ai romani
Non siamo nel territorio dei menu degustazione da 200 euro e oltre. La carta mantiene un posizionamento gastronomico, ma relativamente accessibile, permettendo di costruire una cena senza raggiungere automaticamente i livelli ormai abituali nell'hôtellerie ultra-luxury della Capitale. È una differenza sostanziale. Antéla non vuol essere un ristorante-destinazione internazionale. Vuole prima di tutto essere un buon indirizzo romano, ricercato per questo dai turisti...
C'è poi un'altra questione importante: il prezzo. Se un ristorante d'hotel vuole diventare realmente un indirizzo cittadino non basta mettere un ingresso sulla strada. Deve anche consentire alla clientela locale di considerarlo un posto nel quale tornare e non soltanto un'esperienza da concedersi una volta. Ed è qui che Antéla si distingue dal fenomeno che sta trasformando la ristorazione dei nuovi cinque stelle romani.
Il dehors allunga la vita del ristorante
E qui torna in gioco il giardino. Perché Antéla non chiede necessariamente di sedersi a tavola per una cena completa. Il progetto comprende anche il Cocktail Bar, che nella bella stagione utilizza gli spazi esterni per aperitivi e dopocena. La ristorazione può quindi accompagnare diversi momenti della giornata e diverse occasioni di consumo.
È una strategia particolarmente adatta a Prati, dove la domanda non arriva soltanto dai flussi turistici ma da uffici, residenti, professionisti e clientela romana. Si può conoscere Antéla attraverso un cocktail e tornare successivamente per cena. Oppure fare il percorso contrario. In entrambi i casi, la cosa importante è che la camera d'albergo abbia smesso di essere il prerequisito per utilizzare gli spazi dell'hotel.
Il vantaggio di avere un albergo alle spalle senza dover sembrare un ristorante d'albergo
È forse questa la caratteristica più interessante del progetto. Antéla può comportarsi come un ristorante autonomo di Prati, ma alle spalle possiede la struttura organizzativa di un hotel da 257 camere, con room service continuo, banqueting, eventi, meeting e clientela internazionale. In altre parole, prova a trasformare quello che storicamente è stato un limite in un vantaggio: avere l'albergo dietro senza essere obbligato a vivere soltanto dell'albergo.
Ed è un modello diverso da quello dei nuovi cinque stelle romani che affidano i propri ristoranti a grandi chef per trasformarli immediatamente in destinazioni gastronomiche. Qui il processo è più quotidiano e forse anche più interessante da osservare.
Non più una novità: adesso conta il consolidamento
Antéla ha superato la fase nella quale bastava raccontare l'apertura, il nuovo giardino o l'arrivo di Natale Giunta. Adesso viene la parte più difficile. Consolidare una clientela, costruire riconoscibilità e convincere i romani a tornare. Il progetto ha alcuni elementi concreti dalla sua parte: posizione, accesso indipendente, dehors, una cucina firmata e la capacità organizzativa dell'NH Collection. Il resto deve farlo il ristorante. Perché la vera misura del successo della nuova ristorazione d'hotel è molto semplice: quando un romano prenota un tavolo senza preoccuparsi di sapere quante stelle abbia l'albergo che c'è sopra, quella vecchia barriera è finalmente caduta. E Antéla sembra avere scelto proprio questa strada.


