MINACCE
Agricoltura, il caldo favorisce nuovi parassiti: vigneti, frutteti e ortaggi nel mirino
Il caldo e la siccità favoriscono la diffusione di insetti e organismi nocivi che colpiscono colture, foreste e allevamenti. Coldiretti segnala danni per oltre 3 miliardi di euro e nuove criticità per le filiere agricole
Indice
- 1Popillia japonica e cimice asiatica: la pressione sui frutteti
- 2Drosophila suzukii, il rischio sui piccoli frutti
- 3Il ragnetto rosso mette sotto pressione soia e mais
- 4Castagni, api e foreste tra vecchie e nuove minacce
- 5Xylella e granchio blu, le emergenze che interessano intere filiere
- 6Prevenzione e monitoraggio diventano centrali
Dal ragnetto rosso al coleottero giapponese, le temperature elevate stanno creando condizioni favorevoli alla diffusione di numerosi organismi nocivi che colpiscono le colture italiane. L'emergenza si inserisce in un quadro agricolo già segnato da siccità ed eventi meteorologici estremi, con danni legati ai cambiamenti climatici che, secondo Coldiretti, hanno superato i 3 miliardi di euro. Oltre il 60% del territorio italiano è stato interessato dalla siccità. L'aumento delle temperature non rappresenta quindi soltanto un problema per la disponibilità d'acqua. Modifica anche le condizioni ambientali nelle quali insetti, acari e altri organismi riescono a svilupparsi e a diffondersi, rendendo più complessa la gestione delle colture.
Popillia japonica e cimice asiatica: la pressione sui frutteti
Tra le principali criticità segnalate da Coldiretti c'è la Popillia japonica, il coleottero giapponese ormai diffuso soprattutto nel Nord Italia. L'insetto interessa un numero molto elevato di specie vegetali, oltre 300, e desta particolare attenzione per gli effetti potenziali su vigneti e alberi da frutto. A questa presenza si aggiunge la cimice asiatica, ormai stabilmente presente sul territorio nazionale. Frutteti, noccioleti e ortaggi sono tra le colture più esposte: l'insetto danneggia frutti e semi e può comprometterne la qualità commerciale. In Piemonte prosegue anche nel 2026 la strategia di lotta biologica, basata sull'impiego di insetti antagonisti. L'obiettivo è contenere la presenza della cimice attraverso strumenti di difesa che riducano il ricorso agli interventi convenzionali.
Drosophila suzukii, il rischio sui piccoli frutti
Continua anche il monitoraggio della Drosophila suzukii, moscerino originario dell'Asia particolarmente dannoso per i frutti a polpa tenera. Ciliegie, mirtilli, lamponi e altre produzioni possono essere colpiti nelle fasi prossime alla raccolta. La presenza dell'insetto rende necessario mantenere alta l'attenzione soprattutto nei periodi in cui le colture entrano nella fase più delicata del ciclo produttivo. Per le aziende, questo significa intensificare monitoraggio e sistemi di protezione, con ricadute sui costi di gestione.
Il ragnetto rosso mette sotto pressione soia e mais
In Veneto la situazione riguarda anche il ragnetto rosso, acaro già presente da anni ma favorito dalle condizioni climatiche particolarmente calde e asciutte. Soia e mais, già esposti agli effetti della siccità, possono subire ulteriori conseguenze. Il ragnetto rosso attacca le foglie, provocandone prima l'ingiallimento e successivamente il disseccamento. La riduzione della superficie fogliare può incidere sulla crescita delle piante e, di conseguenza, sulla produttività delle colture.
Castagni, api e foreste tra vecchie e nuove minacce
Non sono soltanto le colture ortofrutticole a essere interessate. Il cinipide del castagno continua a rappresentare una criticità per la castanicoltura e richiede interventi di contrasto biologico attraverso il Torymus sinensis, suo antagonista naturale. Sul fronte degli insetti che interessano gli impollinatori, resta alta l'attenzione sulla Vespa velutina. La presenza del calabrone asiatico costituisce un problema per le api e, indirettamente, per le produzioni agricole che dipendono dall'impollinazione. Nel 2026 sono stati rafforzati monitoraggio e interventi di contenimento in diverse regioni. Tra le altre emergenze rientrano Aethina tumida, coleottero dell'alveare che può danneggiare le scorte e indebolire le colonie, il bostrico tipografo, responsabile di estese morie di abete rosso, e il punteruolo rosso, che continua a colpire le palme soprattutto nelle aree mediterranee.
Xylella e granchio blu, le emergenze che interessano intere filiere
Nel comparto olivicolo, la principale criticità rimane la Xylella fastidiosa, il batterio che ha provocato ingenti perdite agli ulivi pugliesi e continua a essere oggetto di monitoraggio per la comparsa di nuovi focolai. La questione coinvolge non soltanto la produzione di olio, ma anche il paesaggio e l'economia delle aree rurali interessate. Un'altra emergenza riguarda il granchio blu, che continua a esercitare pressione sulla molluschicoltura italiana, in particolare nell'area adriatica. Alle perdite provocate dalla presenza del crostaceo si sono aggiunti gli effetti delle alte temperature dell'acqua, che durante l'estate hanno contribuito alla moria di vongole e altri molluschi negli allevamenti.
Prevenzione e monitoraggio diventano centrali
Per Coldiretti, la crescente pressione degli organismi nocivi rende necessario rafforzare prevenzione, monitoraggio e ricerca, insieme allo sviluppo di sistemi di difesa biologica e sostenibile. La difficoltà riguarda la contemporanea presenza di organismi di nuova introduzione e di patogeni già conosciuti, che possono tornare a rappresentare un problema quando cambiano le condizioni climatiche. Tra questi vengono citati anche la maculatura bruna e gli eriofidi. Per le imprese agricole il tema non riguarda soltanto la difesa del raccolto nell'immediato. L'aumento dei costi per controlli, trattamenti e prevenzione può incidere sulla sostenibilità economica delle produzioni e, nei casi più complessi, mettere sotto pressione intere filiere agroalimentari. La capacità di individuare tempestivamente le nuove minacce e intervenire prima che si trasformino in emergenze estese diventa quindi una componente sempre più importante della gestione agricola.

