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mercoledì 01 luglio 2026  | aggiornato alle 21:15 | 120106 articoli pubblicati

10/10-06/12

Fiera del Tartufo bianco d'Alba, la 96ª edizione punta sulle “Autentiche Relazioni”

Dal 10 ottobre al 6 dicembre Alba accoglierà centinaia di migliaia visitatori con un programma che unisce grandi chef, cultura e territorio. Il filo conduttore sarà il valore dei legami tra uomo, natura, comunità e ricerca

 
01 luglio 2026 | 18:59

Fiera del Tartufo bianco d'Alba, la 96ª edizione punta sulle “Autentiche Relazioni”

Dal 10 ottobre al 6 dicembre Alba accoglierà centinaia di migliaia visitatori con un programma che unisce grandi chef, cultura e territorio. Il filo conduttore sarà il valore dei legami tra uomo, natura, comunità e ricerca

01 luglio 2026 | 18:59
 

Cresce l'attesa per la Fiera internazionale del Tartufo bianco d'Alba, uno degli appuntamenti ormai consolidati dell'autunno gastronomico italiano, che dal 10 ottobre al 6 dicembre vivrà la sua 96ª edizione. Per quasi due mesi Alba e il territorio di Langhe, Roero e Monferrato torneranno a essere il punto d'incontro di centinaia di migliaia di appassionati, professionisti e viaggiatori provenienti da tutto il mondo, richiamati dal fascino del Tuber magnatum Picco e da un calendario che intreccia cucina, cultura, ricerca e valorizzazione del territorio. A fare da filo conduttore sarà il tema Autentiche Relazioni”, scelto per raccontare quel patrimonio di legami che, da quasi un secolo, accompagna la crescita della manifestazione.

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La Fiera internazionale del Tartufo bianco d'Alba torna dal 10 ottobre al 6 dicembre

Nel periodo della Fiera, ricordiamo, mediamente oltre 600mila visitatori scelgono le colline di Langhe, Roero e Monferrato, attratti dall'unicità del Tartufo bianco d'Alba e dall'offerta costruita intorno al territorio. Anche quest'anno il programma enogastronomico coinvolgerà più di 40 chef italiani e internazionali, molti dei quali stellati, chiamati a interpretare uno dei prodotti simbolo della gastronomia italiana. Accanto ai grandi nomi della cucina torneranno cooking show, scuole di cucina, pranzi al Castello di Roddi, Cene Insolite e Atelier della Pasta Fresca, iniziative che nell'ultima edizione hanno richiamato oltre 3.500 partecipanti, il 70% dei quali provenienti dall'estero. È proprio da questa capacità di mettere in relazione persone, territori ed esperienze che prende forma, come detto, il tema scelto per l'edizione 2026. "Autentiche Relazioni" rappresenta infatti l'evoluzione del percorso sviluppato negli ultimi anni e offre una nuova chiave di lettura di una manifestazione che, dalla felice intuizione di Giacomo Morra fino a oggi, ha costruito la propria identità creando connessioni fra i trifolao e le nuove generazioni, fra Alba e il resto del mondo, fra tradizione e innovazione, fra patrimonio culturale e sviluppo del territorio.

Un messaggio che trova la sua espressione più immediata proprio nel Tuber magnatum Picco. Il Tartufo Bianco d'Alba, infatti, può nascere soltanto grazie a un equilibrio delicato tra uomo, bosco, suolo, acqua e biodiversità. È da questo rapporto che la Fiera prende spunto per raccontare una rete di connessioni più ampia, che coinvolge il paesaggio, la ricerca, le comunità locali e i visitatori che ogni autunno raggiungono le colline piemontesi. Questa visione si traduce anche nelle principali iniziative della manifestazione. Sul piano internazionale trovano spazio la "Truffle Diplomacy", il conferimento del Tartufo dell'anno, l'asta mondiale del Tartufo bianco d'Alba e le attività delle delegazioni dell'Ordine dei cavalieri del Tartufo e dei vini di Alba, insieme ai numerosi progetti che promuovono il nome di Alba nei principali mercati esteri. Parallelamente prosegue il lavoro sul territorio con nuove collaborazioni che coinvolgono Langhe, Roero e Monferrato, i progetti di tutela e ripristino delle tartufaie naturali, le attività di ricerca e divulgazione di Tuber Next Gen e un confronto sempre più stretto con amministrazioni locali, mondo scientifico e custodi del patrimonio tartufigeno. A sostenere questo percorso c'è una rete di collaborazioni che rappresenta uno dei punti di forza della Fiera. L'evento conferma infatti il partenariato con Associazione commercianti albesi (Aca), Confartigianato, Coldiretti, Confindustria, Confagricoltura e Confederazione italiana agricoltori (Cia), oltre alla collaborazione con Comune di Alba, Comune di Roddi, Regione Piemonte, Camera di commercio di Cuneo, Ente Turismo Langhe Monferrato Roero, Centro nazionale studi tartufo e Associazione per il Patrimonio dei paesaggi vitivinicoli di Langhe Roero e Monferrato. Tra le novità figurano il Distretto del cibo del Roero, Parmigiano Reggiano e Alma - Scuola internazionale di cucina italiana come educational partner.

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Il tema scelto per la 96ª edizione della Fiera è “Autentiche Relazioni”

«In un mondo che cambia rapidamente - ha dichiarato il presidente dell’Ente Fiera di Alba, Axel Iberti, durante l'evento di presentazione - il valore più importante che possiamo custodire è quello delle relazioni autentiche. La Fiera internazionale del Tartufo bianco d’Alba esiste da quasi un secolo perché ha saputo costruire legami duraturi: con il territorio, con le istituzioni, con i trifolao, con le imprese, con il mondo. Il Tartufo bianco d’Alba è un prodotto straordinario proprio perché nasce da un equilibrio delicato tra uomo e natura, e oggi può diventare anche un simbolo di dialogo, collaborazione e responsabilità». «La Fiera è da sempre uno degli appuntamenti più rappresentativi per la città e per l’intero territorio - hanno dichiarato il sindaco Alberto Gatto e la vicesindaca con deleghe al Turismo e alla Cultura Caterina Pasini. Il claim scelto per questa edizione racconta in modo semplice ma profondo il senso di ciò che la Fiera rappresenta: il legame tra il trifolao e il suo cane, basato su fiducia, esperienza e rispetto reciproco; la relazione tra il tartufo e l’ambiente, che richiama la necessità di tutela e cura del territorio; e quella tra la Fiera e la città di Alba, che ogni anno si rinnova e si rafforza attraverso la partecipazione della comunità. All’interno di questa visione, un ruolo centrale lo hanno anche i borghi, che rappresentano l’autenticità del nostro territorio: luoghi che custodiscono le radici della comunità e, allo stesso tempo, sono capaci di dialogare con i grandi flussi internazionali che la Fiera intercetta e valorizza. La Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba si conferma così non solo un evento di eccellenza gastronomica e turistica, ma anche un’occasione per leggere il territorio nelle sue relazioni più profonde e significative, tra tradizione, sostenibilità e apertura al mondo».

Sulla stessa linea anche la Regione Piemonte, che ha sottolineato il valore economico e culturale generato dalla manifestazione e il lavoro svolto per tutelare il patrimonio tartufigeno. «Il tema scelto per questa 96ª edizione racconta con efficacia ciò che il Tartufo bianco d’Alba rappresenta da sempre: un patrimonio che nasce dall’equilibrio tra uomo e natura e che, attorno a sé, costruisce relazioni tra comunità, istituzioni, imprese, ricerca e territori. È proprio questa capacità di fare rete che ha reso la Fiera uno degli eventi più prestigiosi del panorama enogastronomico nazionale - hanno aggiunto il presidente Alberto Cirio, l’assessore alla Tartuficoltura Marco Gallo e l’assessore al Commercio, agricoltura e cibo, caccia e pesca, parchi, turismo, sport e post Olimpico Paolo Bongioanni. Attorno al Tartufo bianco d’Alba si sviluppa un sistema che genera un significativo indotto economico ogni anno, creando valore per il turismo, la ricettività, la ristorazione e l’intera filiera agroalimentare. Un modello che dimostra come investire nella qualità, nella tutela dell’ambiente e nelle eccellenze significhi creare sviluppo e nuove opportunità per i territori. Come Regione Piemonte continuiamo a sostenere questo percorso con investimenti nella tutela del patrimonio tartufigeno, nella valorizzazione delle tartufaie naturali, nella ricerca e nella promozione internazionale. Il Tartufo bianco d’Alba non è soltanto una delle eccellenze più riconosciute del Piemonte: è un ambasciatore della nostra identità nel mondo e rappresenta un modello di sviluppo fondato sulla sostenibilità, sulla qualità e sulla collaborazione tra istituzioni e territori».

© Riproduzione riservata STAMPA

 
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