MOLIN PRADEL
Dopo 70 anni chiude la storica gelateria La Cadore di Bolzano
A Bolzano chiude dopo 70 anni la gelateria Cadore della famiglia Molin Pradel. Loris ha abbassato la saracinesca dopo decenni dietro al bancone: «Siamo stanchi. A un certo punto basta»
A Bolzano chiude la gelateria Cadore, attività della famiglia Molin Pradel aperta nel 1956. Dopo 70 anni di lavoro dietro il bancone, Loris Molin Pradel ha deciso di abbassare la saracinesca del punto vendita di corso Italia. La chiusura era prevista per il 30 settembre, ma è arrivata un giorno prima: il gelato era già finito. «Volevamo chiudere oggi, ma ieri ci avevano già mangiato tutto il gelato», ha raccontato Loris dopo l'ultima giornata. Negli ultimi giorni molti clienti sono passati per un ultimo saluto, portando anche fiori e piccoli pensieri. Poi il negozio ha chiuso definitivamente. La decisione arriva dopo una storia iniziata tre generazioni fa e attraversata da profondi cambiamenti nel settore del gelato artigianale. «Siamo stanchi», ha spiegato Loris al Corriere della Sera. «Dietro a quel bancone si passa la vita tutta. E a un certo punto basta».
La Cadore aveva aperto nel 1956
La gelateria era stata fondata nel 1956 dal padre Pietro Molin Pradel, originario della Val di Zoldo. Il primo giorno non sembrava destinato a segnare l'inizio di una lunga attività: furono venduti appena tre gelati. Negli anni il negozio è cresciuto fino ad arrivare, nei periodi di maggiore produzione, a realizzare anche tre quintali di gelato al giorno. La gestione è rimasta soprattutto nelle mani di Loris, della moglie Maria Teresa e del fratello Enzo, che si è occupato in particolare del secondo punto vendita di via Torino.
Loris è entrato nel laboratorio ancora bambino e negli anni Ottanta ha raccolto il testimone dal padre. Il figlio Sandro ha continuato invece il percorso professionale della famiglia occupandosi di formazione e corsi nel settore del gelato.
Nel corso della sua attività Loris Molin Pradel ha assunto anche incarichi nel mondo della categoria, arrivando alla presidenza nazionale dei gelatieri di Confartigianato e promuovendo il marchio Artigelato. Il suo lavoro è stato legato alla valorizzazione del gelato artigianale e degli ingredienti del territorio. «Il segreto? Usare solo prodotti del territorio», ha spiegato. La produzione della Cadore comprendeva anche preparazioni legate alla tradizione locale, come la crema cadorina, con mascarpone, miele e noci, insieme ad altre interpretazioni ispirate alla cucina altoatesina.
Dopo 70 anni la decisione di fermarsi
La chiusura non è legata a un singolo episodio, ma soprattutto a una scelta familiare e generazionale. «È una questione familiare e generazionale», ha spiegato Loris, indicando nella stanchezza accumulata in decenni di lavoro uno dei motivi principali della decisione. La gelateria aveva celebrato il 70° anniversario il 2 giugno. Pochi mesi dopo è arrivata la scelta di fermare l'attività commerciale. La continuità professionale della famiglia, però, non si interrompe completamente. Sandro continua infatti a occuparsi di formazione nel settore del gelato, mentre il negozio di corso Italia non riaprirà. «È ora di pensare un po' a noi stessi», ha detto Loris nel salutare i clienti. «Ringraziamo sinceramente di cuore tutti coloro che in questi lunghi anni ci hanno manifestato il loro affetto».

