Il lusso nella ristorazione non coincide necessariamente con ingredienti costosi o piatti elaborati, ma può esprimersi nella capacità di valorizzare le materie prime, custodire le tradizioni e dare valore al lavoro. È il principio al centro del Premio Luxury Food 2026, assegnato il 22 ottobre nella Sala Zuccari del Senato della Repubblica a 32 chef italiani e internazionali, protagonisti di percorsi che interpretano l’evoluzione della cultura gastronomica contemporanea. Il riconoscimento, patrocinato dal Senato della Repubblica e dal Ministero del made in Italy, è stato ideato dalla giornalista Annalisa Cavaleri, con il supporto del vicepresidente del Senato Gian Marco Centinaio. L’iniziativa punta a promuovere una concezione del lusso legata a identità, creatività, sostenibilità e valorizzazione dei territori, con attenzione alla trasmissione dei saperi alle nuove generazioni.

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Il valore degli ingredienti e del lavoro in cucina

«Siamo abituati a pensare il lusso come un concetto negativo, come sinonimo di eccesso, spreco e consumo ostentativo», ha spiegato Annalisa Cavaleri. «Invece questi chef, con il loro percorso, dimostrano che sono gli ingredienti semplici a diventare fonte di ricchezza. Nei loro piatti una cipolla, una carota o una foglia di broccolo non sono “umili”, ma diventano eccezionali con la creatività». Per l’ideatrice del premio, il punto è anche culturale: «Questo concetto di “Nuovo Lusso Made in Italy” deve diventare un’eredità culturale positiva per i nostri giovani». Un’impostazione che richiama il rapporto tra cucina, filiere produttive e territori. Il vicepresidente del Senato Gian Marco Centinaio ha collegato il valore della gastronomia italiana alla qualità degli ingredienti, alla biodiversità e alla tutela dell’ambiente, oltre che alla continuità delle tradizioni. «Troppo spesso dimentichiamo queste virtù, che appartengono alla nostra identità culturale, e devono essere altri a ricordarcele», ha osservato, richiamando anche il ruolo dei visitatori che scelgono l’Italia per la sua offerta enogastronomica. Centinaio ha inoltre sottolineato di aver sostenuto il progetto di Cavaleri e di aver voluto ospitare in Senato la prima edizione del premio, destinato a chi contribuisce con il proprio lavoro a definire il significato del lusso nella cucina italiana.

Una medaglia artigianale e una pergamena per i premiati

Gli chef hanno ricevuto una medaglia dorata realizzata a mano da Picchiani e Barlacchi, azienda fiorentina con oltre 120 anni di storia. Il manufatto raffigura la pianta del Colosseo orientata sulla mappa antica di Roma, scelta per rappresentare il legame tra lusso e Made in Italy. Ai premiati è stata consegnata anche una pergamena-certificato «Luxury Food - Università Cattolica e Università La Sapienza», firmata dal comitato scientifico. A completare il riconoscimento, una cravatta in seta realizzata in esclusiva per l’evento da Kiton, richiamo al lavoro manuale e alla continuità delle tradizioni sartoriali italiane.

Il confronto su comunicazione, formazione e sostenibilità

La cerimonia è stata accompagnata da una tavola rotonda dedicata alle trasformazioni del comparto enogastronomico. Tra gli ospiti Francesco Malfitano, consigliere del Ministero della Cultura, che ha affrontato il tema del cibo come elemento di identità collettiva, e Giuseppina Violante, direttrice di Sky Media, intervenuta sui nuovi linguaggi della comunicazione gastronomica e sul ruolo di format come MasterChef. A condurre l’incontro è stato Angelo Mellone, direttore del Day Time Rai, che ha richiamato l’importanza dell’artigianalità lungo tutta la filiera, dalla produzione alla manualità in cucina e in sala.

Premio Luxury Food 2026, 32 chef al Senato per raccontare il nuovo lusso della cucina
Il vicepresidente del Senato e senatore Gian Marco Centinaio con Annalisa Cavaleri, giornalista e organizzatrice del Premio Luxury Food

Il confronto ha toccato anche i modelli di marketing e di business per il settore food e wine, l’impatto dell’intelligenza artificiale, la formazione dei cuochi e le pratiche per ridurre gli sprechi e migliorare la sostenibilità. Temi che legano la qualità del piatto all’organizzazione dell’impresa e alla capacità di trasmettere competenze. Il Premio Luxury Food sarà riproposto ogni anno. La selezione è affidata a un comitato scientifico composto da Annalisa Cavaleri, dal professore di marketing Sebastiano Grandi dell’Università Cattolica, dal professore di economia Alberto Mattiacci dell’Università La Sapienza e da Matteo Pauri, vicepresidente della Fondazione Barilla.

Le chef e gli chef che ricevuto il “Premio Luxury Food 2026”

  • Umberto Bombana, 8 e 1/2 Bombana, 3 stelle Michelin, Hong Kong
  • Hélène Darroze, Hélène Darroze at The Connaught, 3 stelle Michelin, Londra
  • Ana Roš, Hiša Franko, 3 stelle Michelin, Slovenia
  • Paolo Casagrande, Lasarte, 3 stelle Michelin, Barcellona
  • ven Erik Renaa, Re-Naa, 3 stelle Michelin, Stavanger, Norvegia
  • Massimiliano Alajmo, Le Calandre, 3 stelle Michelin, Padova
  • Enrico Crippa, Piazza Duomo, 3 stelle Michelin, Alba
  • Mauro Uliassi, Uliassi, 3 stelle Michelin, Senigallia
  • Davide Oldani, D'O, 2 stelle Michelin, Milano
  • Michelangelo Mammoliti, La Rei Natura, 3 stelle Michelin, Serralunga d’Alba
  • Riccardo Monco, Enoteca Pinchiorri, 3 stelle Michelin, Firenze
  • Enrico Bartolini, Enrico Bartolini al Mudec, 3 stelle Michelin, Milano
  • Carlo Cracco, Cracco in Galleria, 1 stella Michelin, Milano
  • Valeria Piccini, Da Caino, 2 stelle Michelin, Montemerano
  • Antonio Guida, Seta del Mandarin Oriental, 2 stelle Michelin, Milano
  • Anthony Genovese, Il Pagliaccio, 2 stelle Michelin, Roma
  • Matteo Metullio e Davide De Pra, Harry's Piccolo, 2 stelle Michelin, Trieste
  • Antonia Klugmann, L'Argine a Vencò, 1 stella Michelin, Dolegna del Collio
  • Daniele Lippi, Acquolina, 2 stelle Michelin, Roma
  • Salvatore Elefante e Vincenzo Tedeschi, L'Olivo del Jumeirah Capri Palace, 2 stelle Michelin, Anacapri
  • Jessica Rosval, Al Gatto Verde, 1 stella Michelin, Modena
  • Moreno Cedroni, La Madonnina del Pescatore, 2 stella Michelin, Senigallia
  • Alessandro Borghese, Il Lusso della Semplicità, in Guida Michelin, Milano
  • Domenico Candela, George Restaurant del Grand Hotel Parker’s, 2 stelle Michelin, Napoli
  • Davide Guidara, I Tenerumi del Therasia Resort, 2 stelle Michelin, Vulcano, Isole Eolie
  • Franco Pepe, Maestro Pizzaiolo, Pepe in Grani, Caiazzo
  • Stefano Baiocco, Villa Feltrinelli, 2 stelle Michelin, Gargnano, Lago di Garda
  • Cristina Bowerman, Glass Hostaria, 1 stella Michelin, Roma
  • Alessandro Negrini e Fabio Pisani, Il Luogo di Aimo e Nadia, 1 stella Michelin, Milano
  • Iginio Massari, Maestro Pasticciere, Pasticceria Veneto, Brescia
  • Pasquale D'Ambrosio, Capogiro del 7Pines Resort,1 stella Michelin, Arzachena, Sardegna
  • Francesco Apreda, Idylio by Apreda al The Pantheon Iconic Rome, 1 stella Michelin, Roma