30MILA BOTTIGLIE
Altro colpo di vini pregiati: furto da 5 milioni di euro ai danni di Antinori
Dopo quelli ai danni di Banfi e Conterno Fantino, un altro furto: vittima Marchesi Antinori a Cortona (Ar). Sottratte 30mila bottiglie di Solaia, Tignanello e Guado al Tasso per un valore stimato in 5 milioni di euro
Un altro furto di vino per un valore stimato di circa 5 milioni di euro ha colpito Marchesi Antinori. Nella sede di Cortona, in provincia di Arezzo, sono state sottratte circa 30mila bottiglie di Solaia, Tignanello e Guado al Tasso, tre etichette di punta della storica azienda toscana, particolarmente ricercate sul mercato internazionale. La notizia è stata riportata dal Corriere della Sera e dal Financial Times. Il furto sarebbe avvenuto nella notte tra il 2 e il 4 ottobre, secondo quanto dichiarato dalla cantina. L'azienda ha confermato che le indagini sono in corso e che sono ancora in corso gli accertamenti per definire con precisione l'entità della sottrazione. Si tratta del terzo colpo in pochi mesi, dopo quelli in Piemonte a Strevi (Al) ai danni di a Banfi e a Monforte d'Alba (Cn) ai danni di Conterno Fantino.
Rubate 30mila bottiglie di Solaia, Tignanello e Guado al Tasso
Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, il gruppo entrato in azione sembra essere stato composto da almeno sette persone. I ladri avrebbero disattivato l'impianto d'allarme e messo fuori uso le telecamere di sorveglianza, per poi entrare con due camion e utilizzare i muletti presenti nella struttura per caricare le bottiglie. La scomparsa del vino sarebbe stata scoperta soltanto lunedì mattina, all'arrivo dei dipendenti.
Le bottiglie sottratte sarebbero tutte dell'annata 2023. Tra queste, secondo le informazioni pubblicate dalla stampa, figurerebbero circa 10mila bottiglie di Solaia, a fronte di una produzione annuale indicata in circa 60-70mila esemplari. Il valore del vino rubato è stimato in circa 5 milioni di euro, con prezzi delle singole bottiglie che variano a seconda dell'etichetta. «È una banda sicuramente molto preparata, forse la stessa che ha colpito altre cantine in Italia in questi ultimi mesi», ha dichiarato l'amministratore delegato di Marchesi Antinori, Renzo Cotarella, al Corriere della Sera. «Di sicuro un furto di una tale entità e di un tale valore non si è mai verificato in Italia».
Antinori avverte il mercato: attenzione alle offerte fuori dai canali ufficiali
Oltre al danno economico, il furto apre una questione legata alla possibile circolazione delle bottiglie sottratte. La vendita di un quantitativo così consistente di etichette riconoscibili potrebbe attirare l'attenzione di operatori, collezionisti e appassionati, soprattutto in presenza di proposte provenienti da fonti insolite o a prezzi particolarmente convenienti. L'azienda ha già iniziato a informare i propri clienti in tutto il mondo, invitandoli a prestare attenzione alle offerte che non provengono dai canali ufficiali. Il timore è che il vino possa essere rimesso in circolazione sul mercato senza che gli acquirenti siano consapevoli della sua provenienza. Tutte le bottiglie sottratte, ha precisato Marchesi Antinori, sono dotate del sistema anticontraffazione adottato dall'azienda. Un elemento che potrebbe risultare utile nell'identificazione degli esemplari rubati.
Cotarella ha inoltre espresso la speranza che il carico possa essere recuperato: «Due camion non possono semplicemente sparire», ha dichiarato al Financial Times, sottolineando la difficoltà di collocare sul mercato una quantità così importante di vini senza destare sospetti. Le indagini sono in corso. Per il settore del vino, il caso richiama l'attenzione sulla sicurezza delle scorte e sulla tracciabilità delle bottiglie di maggior valore, particolarmente esposte quando si tratta di etichette con una forte domanda da parte del collezionismo internazionale.

