Diageo chiude il primo trimestre fiscale 2027 con vendite nette in aumento dell’1,2% a 4,93 miliardi di dollari e crescita organica dell’1,4%. Il risultato è sostenuto soprattutto dall’Africa, mentre Italia e Francia restano deboli. Pesano anche le difficoltà del Nord America, dove tequila e whisky arretrano. Confermate le previsioni annuali e il piano di risparmi da un miliardo di dollari, che in Italia coinvolge anche la distribuzione.

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Diageo, l’Africa traina i conti mentre l’Europa occidentale rallenta

Diageo cresce grazie all’Africa

Nel trimestre luglio-settembre, il primo dell’esercizio fiscale 2027, Diageo ha registrato vendite nette per 4,93 miliardi di dollari, in crescita dell’1,2%. L’incremento organico, al netto di cambi e cessioni, è stato dell’1,4%. A sostenere il risultato è soprattutto East African Breweries, controllata che il gruppo ha concordato di cedere ad Asahi. Senza il suo contributo, la crescita organica scende allo 0,6%, con volumi sostanzialmente stabili. L’amministratore delegato Sir Dave Lewis ha confermato le previsioni per l’intero esercizio: vendite organiche stabili e utile operativo in aumento di qualche punto percentuale. «Il primo trimestre è stato in linea con le attese. Il mercato resta difficile e la volatilità continua, ma i risultati sono un piccolo passo nella giusta direzione», ha commentato.

Italia e Francia deboli, Johnnie Walker cresce oltre il 10%

L’area Europa, Medio Oriente e Africa, che rappresenta il 26% delle vendite, è cresciuta del 2,4%, con volumi in aumento del 4,4%. A trainare sono stati Turchia, Africa e Medio Oriente, compensando la debolezza di Italia e Francia, per le quali il gruppo non ha comunicato dati specifici. Tra i marchi, Johnnie Walker ha registrato una crescita superiore al 10% e Baileys intorno al 5%. In calo Smirnoff e Tanqueray, mentre Smirnoff Ice ha contribuito alla crescita degli RTD, superiore al 10%. Anche Guinness ha superato il 10% in Africa e nei Paesi di lingua tedesca.

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Johnnie Walker ha registrato una crescita superiore al 10%

Nord America in calo, tequila e whisky perdono oltre il 10%

Il mercato più difficile resta il Nord America, che vale il 36% delle vendite e ha chiuso il trimestre con una flessione del 3,6%. Don Julio, Casamigos e Crown Royal hanno perso oltre il 10%, mentre Johnnie Walker ha mostrato un andamento positivo. Per l’intero esercizio Diageo prevede nell’area una contrazione intorno al 5%. Intanto, il 1° novembre il gruppo ha chiuso al pubblico la Guinness Open Gate Brewery vicino a Baltimora, aperta nel 2018, citando l’aumento dei costi. Negli Stati Uniti resta operativa soltanto la struttura di Chicago. Più favorevoli i risultati in America Latina (+4,8%), Asia Pacifico (+4,1%) e India (+3,4%).

Sir Dave Lewis, ceo di Diageo
Sir Dave Lewis, ceo di Diageo

In Italia vendita e distribuzione saranno affidate a terzi

Ad agosto Diageo ha annunciato un piano di risparmi da un miliardo di dollari in tre anni, di cui circa 850 milioni attraverso la riorganizzazione del gruppo. Il 40% di questi ultimi dovrebbe essere realizzato già nell’esercizio in corso. In Italia il piano prevede di affidare a operatori esterni vendita e distribuzione. La riorganizzazione segue l’accordo raggiunto a Milano il 27 agosto, che ha previsto 86 esuberi su 127 dipendenti, con il rapporto di lavoro garantito fino al 31 ottobre. Resta da definire chi gestirà la distribuzione italiana di Guinness, Baileys, Smirnoff e Tanqueray dopo l'uscita di Diageo dalla gestione diretta.