CHIARIMENTO
Moretti: «Il debito non è debolezza quando si investe». Le perdite non riguardano Bellavista e Contadi Castaldi
Holding Terra Moretti smentisce la possibile cessione di Contadi Castaldi e chiarisce i dati finanziari del gruppo: la posizione finanziaria netta è scesa a 125 milioni di euro, previsti 44 milioni di investimenti
Contadi Castaldi non è in vendita e resta sotto il controllo della famiglia Moretti. La precisazione arriva mentre la holding è impegnata in alcune operazioni straordinarie su asset considerati non strategici, con l'obiettivo di ridurre l'indebitamento e concentrare le risorse sulle attività principali. Gli accordi in corso sono soggetti a obblighi di riservatezza e, secondo quanto comunicato dal gruppo, saranno resi noti entro la fine dell'anno, una volta perfezionati. Il gruppo, inoltre, chiarisce i dati finanziari del gruppo: al 30 settembre 2026 la posizione finanziaria netta è scesa a 125 milioni di euro, 13 milioni in meno rispetto a fine 2025, mentre il piano strategico prevede 44 milioni di investimenti nei prossimi sette anni. Le perdite, inoltre, non riguardano la cantina franciacortina, né Bellavista, mentre non è stato reso noto l'andamento del ramo relativo alle costruzioni. Il presidente Vittorio Moretti difende le scelte compiute: «Il debito non è necessariamente un segno di debolezza: può essere lo strumento con cui si sceglie di investire, crescere e assumersi responsabilità».
Vittorio Moretti: «Il debito non è necessariamente debolezza»
In una nota dell'azienda, Moretti rivendica la continuità delle scelte imprenditoriali compiute dalla famiglia e il reinvestimento degli utili nelle aziende, senza distribuzione di dividendi che ne frenassero la crescita. «Ci sono momenti più facili e momenti più difficili, ed è in questi che una famiglia deve tenere la barra dritta», afferma. «La nostra storia va giudicata per quello che abbiamo costruito nei territori in cui lavoriamo e per quello che siamo oggi. Fare impresa significa scegliere, investire e assumersi dei rischi: è quello che abbiamo sempre fatto».
Sul tema dell'indebitamento, Moretti respinge l'idea che il ricorso al debito sia di per sé un segnale di fragilità. «Per un imprenditore il debito non è necessariamente un segno di debolezza: può essere lo strumento con cui si sceglie di investire, crescere e assumersi responsabilità». Il presidente conferma infine la fiducia nel management e nel percorso avviato: «Ho piena fiducia nei nostri manager e nella loro capacità di accompagnare il gruppo in questa nuova fase. Anche in questi mesi stiamo lavorando per il futuro del gruppo, e quindi delle persone che ci lavorano».
Holding Terra Moretti, posizione finanziaria netta a 125 milioni
Per inquadrare la situazione economica e finanziaria, la società invita a fare riferimento al bilancio consolidato 2025, depositato ad agosto. Al 30 settembre 2026 la posizione finanziaria netta di Holding Terra Moretti ammonta a 125 milioni di euro, 13 milioni in meno rispetto ai 138 milioni registrati al 31 dicembre 2025. Il patrimonio netto è pari a 151,7 milioni di euro, mentre terreni e fabbricati sono iscritti a bilancio per 168 milioni. Circa tre quarti dell'esposizione finanziaria sono a medio e lungo termine.
Il gruppo precisa inoltre che le cifre di 58,5 milioni di euro per Bellavista e 37,4 milioni per Contadi Castaldi, circolate nelle ricostruzioni sulla situazione debitoria delle due cantine franciacortine, si riferiscono al totale delle rispettive voci di bilancio. Comprendono quindi anche debiti verso fornitori e partite infragruppo, e non possono essere interpretate come debito finanziario netto delle singole aziende. La struttura finanziaria si basa infatti su un sistema di tesoreria accentrata, con cash pooling e finanziamenti tra le società del gruppo. Nel bilancio consolidato, i rapporti interni vengono eliminati e non concorrono al debito verso soggetti esterni nella stessa misura in cui compaiono nei bilanci separati.
La perdita della holding e gli utili delle cantine
Un altro elemento su cui Terra Moretti interviene riguarda la perdita di 20,7 milioni di euro attribuita alla holding. Il risultato si riferisce al bilancio separato ed è legato a una svalutazione contabile senza effetti di cassa, che viene annullata nel consolidato.
Il gruppo dichiara di avere chiuso in utile tutti gli esercizi, con la sola eccezione del 2020, segnato dalla pandemia. Anche le due cantine della Franciacorta hanno registrato risultati positivi nel 2025: Bellavista ha chiuso con un utile netto di 4,2 milioni di euro e Contadi Castaldi con 2,1 milioni. Entrambe cedono la propria produzione a Terra Moretti Distribuzione, società commerciale del gruppo che si occupa della distribuzione in Italia e tratta anche marchi di Champagne e Borgogna.
Holding Terra Moretti: il comparto vitivinicolo
Holding Terra Moretti, tra i fondatori della Franciacorta, coltiva oggi 1.160 ettari di vigneto e dà lavoro, insieme alle altre aziende della famiglia, a circa mille persone. Un perimetro che comprende vino, agricoltura e ospitalità e che il gruppo intende consolidare attraverso una selezione degli investimenti e una gestione più sostenibile dell'indebitamento.
Il perimetro vitivinicolo di Terra Moretti comprende sei realtà. In Franciacorta, oltre a Contadi Castaldi, c'è Bellavista. In Sardegna il gruppo è presente con Sella&Mosca, mentre in Toscana fanno parte del portafoglio Teruzzi, Petra e Tenuta La Badiola.
Investimenti e acquisizioni alla base dell'indebitamento
L'indebitamento attuale, sottolinea la holding, è anche il risultato delle scelte di investimento compiute negli anni. Tra queste figura l'acquisizione di Sella & Mosca, il cui fatturato è passato dai 17-18 milioni di euro del 2016 a circa 30 milioni nel 2025. Nel frattempo, sono stati investiti oltre 20 milioni di euro nei nuovi vigneti. A incidere sulla struttura finanziaria è stato anche il riacquisto delle quote di minoranza detenute dal fondo cinese, operazione che ha riportato il gruppo interamente sotto il controllo della famiglia Moretti. La riduzione del debito attraverso la dismissione di asset non strategici si inserisce in questo percorso: l'intenzione è liberare risorse per le attività considerate centrali e sostenere la prossima fase di sviluppo, senza intervenire sulla proprietà di Contadi Castaldi.
Il piano strategico prevede 44 milioni di euro di investimenti nei prossimi sette anni, con due direttrici principali: lo sviluppo sui mercati esteri e il rafforzamento dell'ospitalità legata al vino. Attualmente l'export rappresenta circa il 17% delle vendite di vino del gruppo e il 13% di quelle di Bellavista. L'obiettivo è portare la quota estera complessiva oltre il 20%, aumentando il peso dei mercati internazionali. Sul fronte dell'accoglienza sono previsti il rinnovo de L'Albereta, in Franciacorta, e nuovi investimenti nei poli turistici di Sardegna e Toscana. Il progetto comprende ospitalità in cantina, camere e vendita diretta, con una maggiore attenzione alla clientela internazionale.

