Crisi economica, e i ristoranti chiudono...
Le associazioni di categoria a cui fanno riferimento ristoratori, barman e alberghi devono decidersi a prendere seri provvedimenti volti a chiedere un tavolo di confronto con il governo. Perché si dovrebbe continuare a pagare la tessera se le associazioni non sono in grado di far valere i diritti?
Qui non si tratta più di crisi economica, ora c'è in ballo la crisi di nervi, le grandi associazioni di categoria, cuochi, barman, ristoratori, alberghi, dove sono, cosa fanno? Le altre categorie con molti meno iscritti sono scese in piazza e il governo quanto meno ha cercato di arginare i danni, mentre le nostre associazioni cosa fanno? Nulla, assolutamente nulla.Mi chiedo per quale santa ragione un ristoratore, un cuoco debba pagare la tessera. A cosa serve l'associazione 'pinco pallino” se poi è incapace di difendere i diritti dei consociati. La crisi c'è ed è evidente, e nessuno lo mette in dubbio, quello che io metto in dubbio l'incapacità di un settore. Non è poi così difficile chiudere per un giorno le cucine. Pensate che anche gli stabilimenti balneari di recente hanno incrociato le braccia mentre noi zitti e muti si lavora, per chi è fortunato, per altri si incrociano le braccia definitivamente.
Invito le associazioni a prendere seri provvedimenti volti a chiedere un tavolo di confronto con il governo e mettere sul tavolo della trattativa punti cardini volti alla ripresa del settore e sopratutto agevolazioni fiscali per le aziende medio piccole in difficoltà. Invece di dare soldi alle banche, che li diano ai ristoratori e agli alberghi.
Finiamola con questa ipocrisia da quattro soldi, qui c'è in gioco il lavoro e l'economia di tante famiglie. Associazioni svegliatevi e datevi una mossa, se non siete capaci di mettere il governo in uno stato di agitazione allora non vedo il vero motivo perché voi dovete continuare ad esercitare. Organizzare convegni non porta a nulla, organizzate scioperi. Siate seri, almeno tentateci!
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I commenti dei lettori
2 commenti su questo articolo
Anonimo
Incredibile...
E'incredibile che Costantino Cocco, impiegato d'albergo si sfoghi su questa newsletter, dove dovrebbero sfogarsi gli imprenditori, che purtroppo spesso sono bravi a lamentarsi a parole, armiamoci e partite, mentre ci stanno decimando, ha ragione Esposito, ed il risultato è anche confermato da Costantino Cocco, le aziende sono in difficoltà ed il risultato che si scaricano molti dei problemi soprattutto sul personale, e invece di protestare sul costo del lavoro alto, si preferisce licenziare, non rinnovare i contratti integrativi, ed altro ancora, nel silenzio questo si anche dei sindacati degli imprenditori e dei lavoratori.
Anonimo
Sindacati passa carte
1) I sindacati sono diventati dei passa carte, sono finiti i tempi in cui si contrattava al rialzo vedi contratti integrativi rispetto al contratto nazionale, percentuale d'aumenti ad ogni rinnovo del Contratto nazionale ec. ecc. adesso l'unica trattativa è al ribasso, proposte di cassa integrazione per non essere licenziati ,lavoro straordinario da recuperare e non da pagare,passaggi di interi reparti di strutture alberghiere a lavoro interinale per non essere definitivamente lasciati a casa, demansionamenti, deprofessionalizzazione , dirigenti e manager senza qualifiche ed esperienza sotto pagati e all'arrembaggio che non potranno portare il nostro settore da nessuna parte che non sia quello della precarietà e dello sfruttamento , senza tutele e senza qualcuno che smuova qualcosa , dove andremmo a finire e a chi dovremmo pagare visto che gia' paghiamo i sindacati che non fanno niente per tutelarci per il nostro diritto ad un lavoro che ti dia dignita'? .... poveri noi.