In Ifse - Accademia di Alta Cucina e Pasticceria la formazione non riguarda soltanto tecniche, ricette e creatività, ma anche la capacità di raccontare il lavoro che si cela dietro ogni piatto. In un settore dove l'immagine è diventata uno strumento fondamentale di comunicazione, la fotografia gastronomica assume un ruolo strategico: valorizza ingredienti, competenze, ricerca e identità.
La fotografia gastronomica assume un ruolo strategico valorizzando ingredienti, competenze e identità
Ogni scatto contribuisce a trasformare una preparazione in un racconto capace di emozionare e coinvolgere. Per questo Ifse (Italian Food Style Education) affida da anni a Saverio Pisano il compito di occuparsi di fotografia e video per raccontare l’Accademia e la comunicazione gastronomica di aziende e progetti editoriali.
Saverio Pisano e l’incontro con la fotografia gastronomica in Ifse
In questa intervista Pisano racconta il suo percorso, il rapporto con chef e studenti e l’importanza dello sguardo dietro ogni immagine. Con lui parliamo della tecnica e della sensibilità nel racconto per immagini: un confronto sul ruolo della fotografia nel mondo dell’alta cucina e della formazione.
Saverio Pisano, da oltre 10 anni fotografo per Ifse
Come è nato il suo legame con l'Italian Food Style Education e con la fotografia gastronomica?
«Quando sono arrivato alla scuola, più di dieci anni fa, venivo da altri generi fotografici e non immaginavo quanto questo mondo potesse essere affascinante, anche se ho subito compreso come il piatto sia il punto di arrivo di una storia molto più grande!».
Gli studenti di Ifse in un altro scatto di Saverio Pisano
Quando si passeggia nei laboratori di Ifse sembra di visitare una mostra d’arte, c’è sempre qualcosa che cattura l’attenzione e stimola costantemente l’osservazione e la curiosità.
«In questi anni ho visto passare migliaia di studenti. È difficile restare indifferenti davanti a una passione così autentica, all’investimento di tempo e sacrifici necessari per realizzarsi. È stata proprio questa energia a farmi innamorare».
Quando cucina e fotografia parlano lo stesso linguaggio
In Ifse gli studenti diventano futuri chef, imparano a curare la presentazione del piatto, i colori, gli equilibri e la pulizia della composizione, elementi oggi fondamentali nel linguaggio dell’alta cucina contemporanea. Non diventano fotografi, eppure oggi la distanza tra i due mondi appare sottile. Questo racconto visivo, la ricerca dell’attimo per trasformare ogni piatto in un’emozione, la scuola lo applica anche alle aziende che la scelgono come partner per la comunicazione.
In Ifse, la distanza tra alta cucina e fotografia è sottile: in entrambe il racconto visivo serve per trasformare ogni piatto in un’emozione
Per Saverio Pisano anche il confronto con gli chef è importante per shooting fotografici perfetti
Per Saverio Pisano, in fotografia la tecnica è indispensabile, ma contano sensibilità e tempismo
«Dico sempre scherzando - aggiunge Pisano - che in Accademia si “piange” due volte: la prima durante la lezione dei tagli, per le cipolle, la seconda a fine percorso, quando ci si rende davvero conto delle emozioni vissute. Il mio compito è cercare di farlo emergere. Il confronto con gli chef è continuo. Mi hanno insegnato molto in termini di organizzazione, metodo, ricerca e gusto. Durante uno shooting sanno adattare le preparazioni per valorizzare al meglio un ingrediente o una tecnica, esaltandone colori e forme. Spesso la vera differenza sta nella semplicità: troppi ingredienti o preparazioni rischiano di rendere meno armonioso il piatto e più difficile la sua lettura».
Tecnica fotografica, sensibilità e il valore dello sguardo
Quanto conta la tecnica fotografica?
«La tecnica è indispensabile, ma contano sensibilità e tempismo: intuire un’emozione prima che accada ed essere pronti a coglierla quando arriva. Spesso succede che lo scatto migliore di una sessione sia un’immagine "imperfetta" che però cattura una verità oltre la tecnica. Per questo continuo ad allenare il mio sguardo osservando il lavoro di chi racconta il mondo attraverso le immagini, ogni fotografia lascia una traccia dentro di noi. Una frase della fotografa Dorothea Lange che ho fatto mia è “The camera is an instrument that teaches people how to see without a camera”, penso riassuma il senso più profondo del mestiere. Imparare a fotografare significa imparare a vedere… ed è il percorso più lungo che esista».
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