A TAVOLA
Champagne e riso, cinque abbinamenti da provare (anche a casa)
In vista dello Champagne Day del 23 ottobre, il Bureau du Champagne ha presentato a Milano una selezione di accostamenti che valorizzano freschezza, bollicine e struttura del vino, dal Brut al Blanc de Noirs
Lo Champagne non è solo il vino dei brindisi: a tavola è un compagno versatile, che grazie a freschezza e bollicine dialoga con molti piatti. E la cucina italiana, fatta di ingredienti semplici e sapori netti, è il terreno ideale per metterlo alla prova. Ne è convinto il Bureau du Champagne in Italia, che in preparazione dello Champagne Day 2026 (che cade il 23 ottobre) ha scelto un ingrediente che più italiano non si può: il riso. Il tema è stato presentato alla stampa a Milano, al ristorante L’Alchimia, in viale Premuda.
Una giornata mondiale, un brindisi per tutti
Lo Champagne Day è la giornata internazionale che ogni anno riunisce appassionati e professionisti per rendere omaggio al «vino dei re». Nata nel 2009 da un’idea del blogger californiano Chris Oggenfuss, cade il quarto venerdì di ottobre: quest’anno, appunto, il 23. Il riso, spiegano gli organizzatori, si presta a molte interpretazioni: preparazioni, ingredienti e consistenze cambiano da un piatto all’altro, e con loro cambia il vino giusto. Freschezza, bollicine, struttura e dosaggio permettono di giocare ogni volta sull’equilibrio, sul contrasto o sull’affinità.
Champagne: la regola di casa
A condurre il pomeriggio di abbinamenti è stata Chiara Giovoni, ambasciatrice italiana dello Champagne, che ha spiegato lo spirito dell’iniziativa: «L’idea di fondo di questo pomeriggio è molto semplice: accostare lo Champagne alla cucina italiana, ma soprattutto a piatti che si possano preparare anche a casa, con ingredienti comuni: riso, zafferano, funghi, cozze, pepe, burro, limone. Prima che comincino gli abbinamenti, ricordo a tutti che l’eccellenza vitivinicola che abbiamo davanti, le cui origini risalgono al XVII secolo, agli inizi era il vino delle feste: l’occasione speciale portava con sé lo Champagne. Solo dal 1800 in poi si comincia a metterlo al centro della tavola imbandita, ed è un processo lento, che comincia in Inghilterra: un fenomeno contemporaneo alla nascita dei primi millesimati, richiesti da un mercato interessato a una struttura più robusta e a un invecchiamento sui lieviti prolungato. È così che si arriva al concetto di Champagne gastronomico, riducendo gradualmente il dosaggio degli zuccheri per venire incontro al cosiddetto goût anglais, il gusto inglese, più portato ad apprezzare uno spumante secco e versatile».
«Venendo ad oggi - ha aggiunto -, e ai criteri che dovrebbero guidare l’abbinamento tra cibo e vino, i manuali e i sommelier suggeriscono di partire da alcune macrocaratteristiche: anzitutto la morbidezza del vino, ossia tutte quelle sensazioni che in bocca danno un’impressione di rotondità, dolcezza, avvolgenza e calore; dal lato opposto, sono importanti le durezze, corrispondenti ad acidità, struttura tannica e sapidità; ed infine la complessità, cioè il numero di componenti olfattive e gustative che il calice riesce a trasmettere al naso e al palato. Dopodiché, azzeccare l’abbinamento perfetto con i piatti italiani non è mai semplicissimo, ma le indicazioni che vengono dalle scelte che vi proponiamo possono essere d’aiuto».
Riso-Champagne: cinque abbinamenti
- Supplì cacio e pepe e Champagne Brut. Il supplì è croccante fuori e saporito dentro. Serve un Brut, nato dall’unione di Chardonnay, Pinot Nero e Meunier: le bollicine e la freschezza alleggeriscono la frittura, mentre il frutto morbido tiene testa al ripieno deciso.
- Risotto al limone, polvere di capperi e gamberi rosa e Blanc de Blancs. Qui il vino è ottenuto solo da uve bianche. I suoi profumi di fiori bianchi e agrumi ricordano il limone del piatto, mentre la mineralità va d’accordo con la sapidità dei capperi.
- Riso al salto con cozze e prezzemolo e Rosé Brut. Il riso al salto ha la superficie dorata e croccante. Il Rosé, morbido e fruttato, accoglie il sapore di mare delle cozze; freschezza ed eleganza, invece, lasciano spazio alla nota erbacea del prezzemolo.
- Risotto alla milanese ed Extra Brut. Con la cremosità del burro e il profumo dello zafferano va bene un vino fresco e teso, ma anche ricco di sfumature. L’Extra Brut bilancia la mantecatura e accompagna il profumo delle spezie; se nell’assemblaggio ci sono vini di riserva, l’abbinamento guadagna ancora in profondità.
- Risotto ai funghi porcini e Blanc de Noirs. Prodotto solo con uve nere, ha corpo e carattere per sostenere la cremosità del piatto. Le sue note mature e profonde richiamano il sottobosco dei porcini.
Come partecipare allo Champagne Day, e cosa c’è dopo
Festeggiare è facile: a casa, con amici o in famiglia, oppure in uno dei tanti ristoranti, enoteche e locali che in tutta Italia propongono degustazioni e menù dedicati. Sul sito ufficiale dello Champagne Day si trovano le iniziative in programma, ed inoltre si può segnalare il proprio evento e scaricare il kit per i social con una playlist Spotify dedicata. Chi vuole condividere il brindisi, pubblico o privato, può usare l’hashtag #ChampagneDay. E c’è anche il dopobrindisi: per chi vuole meglio introdursi nel mondo del re delle bollicine, appuntamento a Milano martedì 3 novembre con l’Académie du Champagne, all’hotel Principe di Savoia: tre percorsi (Neofiti, Intermedi, Esperti), ciascuno con tre lezioni da 45 minuti e la degustazione di 15 cuvée. Tutto l’anno, invece, c’è Champagne Education, la piattaforma gratuita del Comité Champagne, disponibile anche in italiano.


