Quattro uccelli attraversano il nero della bottiglia, tra segni rossi, rosa e bianchi. Per festeggiare i trent’anni, Tenuta Sant’Antonio ha scelto di non affidarsi a date in evidenza, stemmi celebrativi o richiami al passato. Sull’Amarone della Valpolicella Anniversario ha portato invece ciò che si può incontrare alzando gli occhi tra i vigneti: gli uccelli.

etichetta
L'Amarone della Valpolicella Anniversario di Tenuta Sant'Antonio

L’etichetta, realizzata da un giovane street artist vicentino, nasce infatti dalla biodiversità delle colline della Valpolicella, dove la presenza degli uccelli accompagna le stagioni della vite. Ma dietro il disegno c'è un secondo racconto, quasi un gioco da scoprire. Corvina e Corvinone rimandano al corvo, Rondinella alla rondine, mentre Oseleta, in dialetto, significa «uccellino»: sono proprio i vitigni autoctoni che compongono l'Amarone.

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Quattro uccelli come i quattro fratelli Castagnedi

E quattro non è un numero casuale. Gli uccelli possono diventare anche Massimo, Armando, Paolo e Tiziano Castagnedi, i quattro fratelli che hanno dato vita alla cantina. In famiglia si spingono persino un po' più in là e scherzano sull'immagine di quattro galli, allusione al carattere e all'energia dei fondatori.

Quattro uccelli, quattro fratelli: il nuovo volto dell'Amarone di Sant'Antonio
Valpolicella Doc Nanfrè

L'Amarone è però soltanto una delle tre bottiglie attraverso le quali Tenuta Sant'Antonio ha deciso di raccontare la propria Valpolicella. Il progetto mette insieme tre vini e tre illustratori, ciascuno chiamato a interpretare un tassello dello stesso paesaggio: persone, territorio e natura.

Quattro uccelli, quattro fratelli: il nuovo volto dell'Amarone di Sant'Antonio
La Bandina di Tenuta Sant'Antonio

Tre vini e tre illustratori per raccontare la Valpolicella

Così cambia anche il linguaggio grafico. Sul Valpolicella Doc Nanfrè il segno diventa più libero, quasi fantastico, con figure e colori che corrono lungo la bottiglia. Anche il nome porta con sé una persona: Nanfrè era il soprannome di Gianfranco, precedente proprietario del vigneto oggi coltivato tra Colognola ai Colli e Illasi. La Bandina sceglie invece geometrie, filari e campiture nette.

Via Ceriani, 23, 37030 Colognola ai Colli (VR) Italia