EXPERIENCE
Bianchetta, Verdiso e Prosecco sui lieviti: cosa rende speciali i vini di Conte Collalto
Conte Collalto Experience: a Roma, al Ristorante UMA, la prima cena degustazione tra i piatti di ricerca di Matteo Taccini e Luigi Senese e i vini della storica tenuta di Susegana della Principessa Isabella Collalto
Indice
- 1Conte Collalto Experience: la storia della tenuta e della famiglia
- 2La cucina di UMA incontra i vini Conte Collalto
- 3I Prosecco Superiore Conte Collalto in degustazione
- 4Manzoni Bianco Schenella 2024: il vino con la Gallina
- 5Piave Cabernet Torrai Riserva e Violette Extra Dry Rosé
- 6I vini Conte Collalto tra biodiversità e sostenibilità
È stato il Ristorante UMA al Testaccio ad ospitare la prima delle due cene degustazione previste dal progetto "Conte Collalto Experience" organizzato insieme al Gambero Rosso dalla storica azienda vitivinicola di Susegana (Tv) radicata nelle Colline del Prosecco di Conegliano Valdobbiadene. Il prossimo appuntamento a tema abbinamento vino-cibo si svolgerà a Firenze al ristorante Ora d'Aria.
Conte Collalto Experience: la storia della tenuta e della famiglia
A fare gli onori di casa è stata la Principessa Isabella de Collalto de Croÿ che dal 2007 conduce la tenuta ereditata dal padre Manfredi. La sua è una realtà vitivinicola con una storia che risale all'anno 958 e che ha al centro il Castello duecentesco di San Salvatore. Oltre a portare avanti un modello produttivo con coerenza stilistica e con profondo rispetto per la cultura e la storia del territorio, Patrimonio Unesco, è presidente del Consorzio di Tutela dei Vini Colli di Conegliano Docg. Inoltre dal 2022 presiede l'Associazione per le Ville Venete che dal 1979 riunisce i proprietari di oltre 1.100 delle 4.000 ville storiche tra Veneto e Friuli-Venezia Giulia.
La cucina di UMA incontra i vini Conte Collalto
I vini presentati nella degustazione, guidata da Nicola Frasson del Gambero Rosso, sono stati abbinati a piatti fortemente identitari della personalità di due giovani chef-patron, Matteo Taccini e Luigi Senese. Amici di sempre, dopo una lunga esperienza internazionale hanno scelto Roma per intraprendere la loro sfida condivisa: creare piatti di ricerca a partire da un unico ingrediente, vegetale o animale, scomponendolo e sottraendo quanto rischierebbe di celare l'essenza assoluta della materia. Le tecniche sono molte, personali o combinate, partendo da fermentazioni o cotture alla brace. Una sola parola indica il piatto in menu, per sottolinearne l'unicità, come patata o pecora, gallina o lattuga.
In quest'ultima, ad esempio l'ortaggio torna nel piatto con un gusto ridefinito ma l'apparente semplicità è frutto di fuoco vivo, di salsa fatta col suo torsolo, di polpa polverizzata ed essiccata in forno, di insalata liquida e non solo. Squisito il pane che accompagna il menu: 100% segale impastata nella birra con noci e miso.
I Prosecco Superiore Conte Collalto in degustazione
Ad aprire la degustazione è stata l'etichetta più rappresentativa di Conte Collalto, il Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Brut San Salvatore 2025, fruttato, floreale ed armonico, Glera con uno spruzzo delle tradizionali Bianchetta e Verdiso. A seguire con il piatto Lattuga il Conegliano Valdobbiadene Rive di Colfosco extra brut Ponte Rosso 2025, dai profumi fruttati tenui, palato aciutto, versatile negli abbinamenti, e con la Patata il Conegliano Valdobbiadene sui lieviti brut Nature Ottaviano 2024. È un Prosecco Superiore sapido e aciutto,velato al calice perchè rifermentato in bottiglia senza dégorgement, zuccheri aggiunti o solfiti. Nasce da un singolo vigneto nella zona Torrai, sul Colle della Tombola,da viti di oltre 40 anni. Dall’annata 2019, il Consorzio del Conegliano Valdobbiadene ha riconosciuto nel disciplinare la tipologia “Sui Lieviti”.
Manzoni Bianco Schenella 2024: il vino con la Gallina
Con l'arrivo a tavola della Gallina, un lingotto stratificato dai due chef con vari gusti e consistenze, è stato servito il Manzoni bianco Schenella 2024, nato dal matrimonio fra Riesling e Pinot bianco, da vigneti e maturazioni diverse. L'azienda vanta quattro tipologie di vitigni Manzoni perchè il professor Luigi Manzoni realizzò le sue ricerche proprio nell'area del Castello. Affinato per dodici mesi in botti da 500 litri, dimostra come il territorio possa offrire vini bianchi di struttura e notevole capacità evolutiva.
Piave Cabernet Torrai Riserva e Violette Extra Dry Rosé
Con il gusto intenso della Pecora ecco poi il Piave Cabernet Torrai Riserva 2020, dal frutto pieno e morbido e dalla forte struttura tannica. Con il vegetale della Rapa è stato abbinato invece Violette Extra dry Rosé NV, Manzoni Moscato, frutto dell’unione tra il Raboso Piave e il Moscato d’Amburgo, dai profumi intensi e dalla spinta acida. Infine, con il dessert Prugna è stato servito il Ginealogy London Dry Gin & Tonic. 42% vol, È prodotto in quantita limitata da Conte Collalto. È il frutto della Glera e delle botaniche raccolte nel giardino del Castello come rosmarino, erba limoncina, foglie d'ulivo e ginepro, attraverso infusione e distillazione a vapore.
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Conte Collalto: 250 ettari di vigneti nelle Colline Unesco
La tenuta comprende 250 ettari, di cui 150 vitati, tra boschi, pascoli e oliveti nelle colline Patrimonio Unesco. Forte il legame e il rispetto del territorio, con scelte mirate per valorizzare una produzione antica e nello stesso tempo proiettata al futuro con un’evoluzione sostenibile e consapevole.
Accanto alla Principessa Isabella c'è un team di 40 persone, con la guida dell'agronomo Mirco De Pieri e dell'enologo Andrea Affili. L'approccio è metodico e rigoroso e la zonazione del territorio in collaborazione con i consulenti di Uva Sapiens ne ha consentito mappatura con lo studio continuo di esposizioni, altitudini e suoli. Le vendemmie e le vinificazioni sono separate.
I vini Conte Collalto tra biodiversità e sostenibilità
Le etichette delle circa 650.000 bottiglie prodotte annualmente, esportate in oltre venti mercati internazionali, ricordano la storia della famiglia. Ma si riferiscono anche a luoghi simbolo, come il Ponte Rosso Rive di Colfosco in riferimento alla terra argillosa che rese possibile la costruzione del Ponte Rosso. Si tutela la biodiversità custodendo un patrimonio ampelografico senza eguali nella denominazione: dai rossi storici agli Incroci Manzoni, fino ai rari Wildbacher, Verdiso e Bianchetta.
La conservazione delle risorse naturali è una consuetudine radicata ed è stata raggiunta l'autosufficienza energetica totale, in un percorso per parte dalla centrale idroelettrica del 1904. Ancora oggi produce energia che si somma alla capacità dell’impianto fotovoltaico, installato nel 2023. Insieme producono 1Mwh e due caldaie sono alimentate dal legno recuperato dalla manutenzione dei boschi. Non mancano pozzi per l'irrigazione di soccorso e tre stazioni meteo permettono di monitorare i microclimi parcellari. I diserbanti chimici sono banditi dal 2019 con una strategia che ha portato alla certificazione SQNPI (Sistema di Qualità Nazionale di Produzione Integrata e alla redazione del Bilancio di Sostenibilità.
Conte Collalto è aperta all'accoglienza con visite guidate, percorsi narrativi, eventi mirati e degustazioni.


