DEJA BÙ
Cavalli e grandi vini di Montalcino: da Valdicava, nel mondo di Vincenzo Abruzzese
Una tenuta di 27 ettari sul versante nord, una selezione maniacale delle uve e una degustazione che attraversa Rossi e Brunelli, fino alla monumentale Riserva Madonna del Piano 2019, nata da singola vigna
«Siamo fieri custodi di questa terra che parla di uomini, di donne, di vino e di animali. Amiamo la Toscana, la sua cultura e l’arte, i suoi panorami travolgenti, l’incomparabile ricchezza della natura. Biodiversità, armonia del luogo, il sapere contadino e di quello a cui è vocato, sia lui, sia il territorio». Queste sono le fondamenta di Valdicava. Vincenzo Abruzzese dirige la tenuta dal 1987. Martini Bramante, suo nonno materno, aveva acquistato la tenuta nel 1953 e avviato la produzione di Brunello nel 1968.
Vincenzo si divide fra due grandi passioni: il Brunello e i cavalli. Lo si vede spesso cavalcare nelle vigne e perfino in paese. L’azienda ha circa 27 ettari di vigneto, tutti concentrati nella zona settentrionale di Montalcino, dai piedi del mitico colle di Montosoli fino alla chiesetta della Madonna del Piano, da cui deriva la versione Riserva del Brunello. A torto considerato un modernista, ha una realtà aziendale ben diversa, con botti classiche da circa 30-40 ettolitri. Qui sono maniacali nella selezione in vigna delle uve e le macerazioni, che sono piuttosto spinte.
I Rossi di Montalcino tra fragranza e carattere
I vini sono solidi ma eleganti, come scopriremo dalla nostra degustazione, che si apre con il Rosso di Montalcino 2023. Carminio luccicante. Fragranze di peonia e ribes, con soffio balsamico e nobili tocchi di cumino e incenso. Al palato è seducente, la struttura si fonde con il tannino, finale dai contorni di anice stellato e liquirizia. Il Rosso di Montalcino 2022 è rosso carminio. Immediatezza in fragranze di viola e iris, marasca e susina, chiodo di garofano e tabacco biondo. La freschezza assorbe la sapidità, c’è soavità tannica e fluisce in un finale di arancia rossa.
I Brunelli di Valdicava e l’identità del versante nord
Ora i Brunelli, a partire dal 2020. Carminio. Bouquet espressivo di marasca, alloro, rosa rossa e viola mammola, con un diffuso tono agrumato. L’attacco è pieno, intreccia freschezza e sapidità. La tannicità levigata dà eleganza al finale con eco di noce moscata. Il Brunello di Montalcino 2019 è carminio con riflessi granato. Ciliegia ferrovia, mora, iris, viola, ribes nero, liquirizia e cumino, poi note di cola ed eucalipto. L’ingresso ha volume, il tessuto caldo dialoga con tannini vigorosi. Finale persistente con ricordi di cannella e caffè.
Il Brunello di Montalcino Vigna Montosoli 2019 è di un rubino luminoso. Profilo olfattivo ampio di ciliegia, rosa rossa, incenso, mirto e macis, poi sfumature di chiodi di garofano, cacao e tabacco. Il sorso è seducente ed energico, la freschezza ficcante si accompagna al tannino levigato, ultra fine, fantastico, nella lunga persistenza. Epilogo voluttuoso di frutti di bosco e conifera.
Madonna del Piano, la Riserva simbolo di Valdicava
A chiudere, il Brunello di Montalcino Madonna del Piano Riserva 2019. Parliamo di un Sangiovese nell’anima. Questa Riserva nasce nel 1977 ed è stata la prima volta per un Brunello prodotto da singola vigna. Rubino brillante. Olfatto nitido su un leggero sottobosco novembrino, frutto rosso intenso, marasca e ciliegia, spezie gialle.
Trama compatta, ma estremamente elegante, molto territoriale, nordica, con tannini molto raffinati e una freschezza che invita alla beva. Progressione ampia e saporita, finale intenso, agile, interminabile. Espressione della forza, dei profumi, del bilanciamento, della natura, dell’armonia e dello spirito del tempo. Un Brunello semplicemente monumentale per una degustazione memorabile.


