A Milano, al Pambianco Hub in zona Repubblica, Prosit Group ha presentato alla stampa Terre Brade, la nuova linea pensata per il canale Horeca. Sette referenze, due territori e un'idea semplice: rimettere al centro ciò che si trova nel bicchiere, lasciando fuori il linguaggio da iniziati.

Terre Brade: i vini friulani
Terre Brade: i vini friulani

Terre Brade nasce tra Piemonte e Friuli

Si parla di confini, del punto ove finisce la terra coltivata e la natura si offre nella sua forza, a volte selvaggia. Lì rocce, fronde e angoli remoti diventano rifugio per specie sempre più rare. È un mondo selvatico che spesso sta a pochi passi da quello addomesticato, e da qui nasce il filo conduttore del progetto: l'ispirazione viene dagli aspetti più autentici e non addomesticati dei paesaggi di Friuli e Piemonte.

Terre Brade: i vini piemontesi
Terre Brade: i vini piemontesi

Le etichette lo raccontano con silhouette di animali, come lo scoiattolo del Barolo e la lepre della Ribolla Gialla. Dietro vuol esserci una presa di distanza da una certa narrazione del vino, ancora troppo autoreferenziale e lontana dal consumatore di oggi. Al suo posto, vini sinceri, puliti, fedeli al vitigno, con un rapporto qualità-prezzo corretto.

Prosit Group: cos'è

Prosit Group riunisce cantine di diverse regioni italiane. Nel portafoglio ci sono Cantina di Montalcino, Della Gherardesca, Nuà, Nestore Bosco e Tenuta di Collalbrigo. Il gruppo è guidato da Giacomo Di Feo, amministratore delegato, ed è parte del Made in Italy Fund promosso da Quadrivio & Pambianco. Ha chiuso il 2025 con circa 42 milioni di euro di fatturato e punta a 54 milioni nel 2026, con un riposizionamento dei marchi e una politica di "everyday fair price". Sul fronte Horeca, a Vinitaly 2026 è arrivata anche la partnership con XtraWine, che porta in distribuzione esclusiva una selezione di marchi francesi di Alsazia, Champagne e Chablis. Terre Brade si inserisce in questa strategia. È un concept brand sviluppato con produttori partner in territori che il gruppo non presidia direttamente.

Sette vini, dal Barolo alla Ribolla Gialla

Le sette referenze sono Barbera d'Asti Docg, Barolo Docg, Langhe Nebbiolo Doc, Pinot Grigio Friuli Doc, Ribolla Gialla Venezia Giulia Igt, Sauvignon Friuli Doc e Traminer Aromatico Friuli Doc. Da una parte il Friuli Venezia Giulia, con bianchi giocati su freschezza, tensione e sapidità. Dall'altra il Piemonte, con rossi più strutturati e profondi, dalle suggestioni di sottobosco. Sono territori diversi, ma la proposta resta chiara e accessibile.

La parola a due dei protagonisti di “Terre Brade”

  • Barolo Docg (Piemonte). Nebbiolo in purezza, con un affinamento di almeno 18 mesi in botti di rovere, poi in bottiglia. La macerazione prolungata sulle bucce, in acciaio a temperatura controllata, favorisce l'estrazione polifenolica. Il colore è rosso granato con lievi riflessi aranciati. Il bouquet è complesso, di spezie e sottobosco. Al palato è asciutto, pieno e strutturato, austero ma vellutato, con un tannino fine, inusuale in questa tipologia. Si beve con formaggi stagionati, carni rosse e selvaggina. Per un vino di questa struttura, la temperatura di servizio più indicata è di norma intorno ai 16-18 °C.
  • Ribolla Gialla Venezia Giulia IGT (Friuli Venezia Giulia). Affinata solo in acciaio, con fermentazione a temperatura controllata (14-16 °C), è un bianco giallo paglierino tenue. Al naso ha delicati sentori di acacia e mela verde. Di corpo medio, punta tutto su freschezza e sapidità. Ha 13% di gradazione e va servita a 10-12 °C. Si abbina a tutte le preparazioni di pesce: crudo, cotto e fritto, ma anche a piatti mediterranei con verdure, magari lievemente speziati. È una beva agile, ottima come aperitivo ma disponibile a una pluralità di inviti a pranzo.

«Qualità al giusto prezzo», la scelta di Prosit

Per Luca Maruffa, marketing director & Horeca coordinator di Prosit Group, il progetto vuole mettere in circolo «una lettura contemporanea di alcuni dei nomi e dei vitigni più rappresentativi dell'enologia italiana». La gamma, spiega, «unisce identità territoriale, qualità e accessibilità, con una proposta versatile e coerente con le nuove modalità di consumo. Nelle nostre intenzioni, un ruolo speciale appartiene al calice da degustazione, occasione per avvicinare il cliente anche inesperto ai territori e alle denominazioni, trasformando ogni assaggio in un'occasione di scoperta. I bianchi, oggi più che mai, devono avere il loro spazio in ogni portafoglio aziendale, e il Friuli ne offre diversi di grande carattere. Sul fronte rossi, invece, presentiamo le icone piemontesi: Barolo, Barbera, Nebbiolo».

Luca Maruffa, marketing director & Horeca coordinator di Prosit Group
Luca Maruffa, marketing director & Horeca coordinator di Prosit Group

Quindi aggiunge: «Le referenze potrebbero aumentare in futuro, ma il denominatore comune sarà sempre "qualità al giusto prezzo". Quanto al posizionamento, non possono esserci equivoci. Prosit produce già eccellenze a Bolgheri e a Montalcino, che la massa dei consumatori può permettersi solo nelle occasioni speciali e che in parte servono a consolidare l'immagine del gruppo. Ma Terre Brade deve andare in un'altra direzione: il prezzo a scaffale dovrebbe oscillare tra gli 8 e i 16 euro, tenendo il Barolo come etichetta più prestigiosa. Non avrebbe senso collocarsi in una fascia diversa, perché il prodotto deve essere bevuto nella sua semplicità, senza pesantezze retoriche e senza tecnicismi da super intenditori» .

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