Il vino resta nelle abitudini degli italiani, ma si beve meno frequentemente: oggi il 61% dei consumatori lo sceglie solo saltuariamente, mentre il 39% lo consuma ogni giorno. Nel 2006 le proporzioni erano quasi esattamente invertite.  È in questo contesto che l’Associazione Italiana Sommelier celebra il 50° numero di Vitae e lo fa guardando al futuro del racconto del vino. La rivista trimestrale, nata nel marzo 2014, raggiunge il traguardo dopo dodici anni di attività editoriale e oltre 2 milioni di copie stampate, accompagnata nel tempo da nuovi strumenti come Vitae Online e il podcast On AIS.

A Milano è stato presentato il 50° numero di Vitae
A Milano è stato presentato il 50° numero di Vitae

La celebrazione si è svolta nella sede nazionale AIS di Milano, dove copertine, fotografie e materiali editoriali hanno ripercorso la storia della rivista. Tra le iniziative anche la “Pagina Bianca”, che ha invitato gli ospiti a indicare quale storia del vino italiano vorrebbero leggere in un prossimo numero. I contributi raccolti sono diventati parte di un’installazione collettiva. L’occasione serve anche a presentare una novità: nasce il Premio “Storie di Vitae”, dedicato a chi racconta il vino attraverso giornalismo, scrittura, fotografia e divulgazione e che è stato assegnato nella prima edizione ad Alessandro Torcoli, editore e direttore di Civiltà del bere.

Il consumo cambia e il pubblico cerca nuove informazioni

Il contesto nel quale si muove l’editoria del vino è cambiato. Secondo l’Osservatorio del Vino UIV–Vinitaly, il 61% dei consumatori beve vino saltuariamente, mentre il 39% lo consuma ogni giorno. Nel 2006 la situazione era pressoché inversa. Il dato non indica soltanto una diversa frequenza di consumo, ma descrive un pubblico che può entrare in contatto con il vino in occasioni differenti. E in queste occasioni la richiesta di informazioni può riguardare non soltanto ciò che si trova nel bicchiere, ma anche il contesto nel quale quel vino nasce.

Ais rilancia il racconto del vino e istituisce un premio dedicato a chi lo racconta
Vino, il 61% degli italiani lo beve saltuariamente

Un'indicazione arriva dal rapporto 2026 Gli italiani e le esperienze enoturistiche: il 63% dei turisti italiani intervistati vorrebbe conoscere la storia e gli aneddoti delle aziende e dei vini durante le esperienze a tema vino.Il racconto, quindi, diventa parte dell’esperienza. La bottiglia può essere il punto di partenza per conoscere un produttore, un territorio, una tradizione o una storia aziendale.

Vitae, 50 numeri tra vino, territori e cultura

Dal primo numero del 2014 a oggi, Vitae ha costruito il proprio racconto attorno a produttori, territori, ricerca, paesaggio e cultura del vino. I numeri danno la misura del percorso: circa 2 milioni di copie stampate, di cui 1,9 milioni spedite, 5.600 pagine di approfondimenti, 700 contributi esclusivi, 80 autori e circa 7.000 fotografie. Un lavoro che ha mantenuto nella carta lo spazio per gli approfondimenti e le storie da leggere con maggiore attenzione, ma che nel corso degli anni ha affiancato alla rivista altri strumenti. Vitae Online permette di sviluppare i contenuti durante l’anno, mentre On AIS porta le voci dei protagonisti del settore nel formato del podcast. Il cinquantesimo numero diventa così anche un momento per ripercorrere un modo di raccontare il vino che non si limita alla descrizione del prodotto, ma guarda alle persone e ai territori che lo rendono possibile.

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Anche il modo di cercare informazioni sul vino si è modificato. Secondo l’indagine UIV–Vinitaly, il 61% dei consumatori della Generazione Z legge consigli o recensioni su siti e blog quando acquista vino online. È uno dei motivi per cui all’attività della rivista cartacea si sono affiancati altri linguaggi. Vitae Online amplia la produzione editoriale durante l’anno, mentre On AIS utilizza il podcast per dare spazio alle voci dei protagonisti. Il punto non è sostituire un mezzo con un altro, ma raggiungere il lettore attraverso strumenti diversi, mantenendo al centro l'informazione e l'approfondimento. La carta conserva il suo ruolo per le storie più articolate, mentre il digitale permette di intercettare esigenze e momenti di consumo differenti.

Nasce il premio “Storie di Vitae”

La novità legata alla celebrazione del cinquantesimo numero è però soprattutto l’istituzione del Premio “Storie di Vitae”, pensato come appuntamento annuale per riconoscere il lavoro di chi racconta il vino attraverso il giornalismo, la scrittura, la fotografia e la divulgazione. Il primo riconoscimento è stato assegnato ad Alessandro Torcoli, editore e direttore di Civiltà del bere, per il contributo al giornalismo enogastronomico italiano. Il premio allarga quindi il campo oltre la produzione editoriale di AIS e mette al centro le diverse professionalità che contribuiscono a costruire la cultura del vino. Un riconoscimento che nasce insieme al 50° numero di Vitae e che, nelle intenzioni dell’associazione, diventerà un appuntamento annuale.

Ais rilancia il racconto del vino e istituisce un premio dedicato a chi lo racconta
Alessandro Torcoli, editore e direttore di Civiltà del bere, con il presidente Ais Sandro Camilli (a destra)

Camilli: «Attraverso il vino raccontiamo storie, persone e tradizioni»

La scelta di dedicare attenzione al racconto è coerente con la funzione che AIS attribuisce alla propria attività editoriale e formativa. «Attraverso la formazione, l’editoria e le tante iniziative dell’Associazione, vogliamo far conoscere e valorizzare la cultura dei territori italiani, avvicinando un pubblico sempre più ampio alla loro ricchezza. I sommelier ne sono interpreti e ambasciatori: attraverso il vino raccontano storie, persone e tradizioni, trasformando ogni degustazione in un’occasione per scoprire il patrimonio culturale del nostro Paese», ha affermato Sandro Camilli, presidente dell’Associazione Italiana Sommelier. Il cinquantesimo numero di Vitae diventa così il punto di passaggio tra un percorso editoriale iniziato nel 2014 e una nuova fase fatta di carta, web, podcast e riconoscimenti dedicati a chi racconta il settore.