Carne di cavallo, il silenzio del Ministro apre la strada alla demagogia
Se c’è un tema sul quale abbiamo il dovere di alzare la voce in Europa, è quello delle garanzie alimentari. La tracciabilità di tutti gli alimenti e l’obbligo di etichette chiare e veritiere devono essere prioritari
Francamente avremmo sperato di sentire la voce del ministro delle Politiche agricole. Sulla vicenda della carne di cavallo utilizzata in modo truffaldino al posto di quella di bovino, molto più costosa, abbiamo invece registrato praticamente silenzio. Eppure, se c’è un tema sul quale abbiamo il dovere di alzare la voce in Europa, è proprio quello delle garanzie alimentari. Anche se non abbiamo un nuovo Governo o una maggioranza politica stabile. Su questo punto non possono esserci dubbi o equivoci. La tracciabilità di tutti gli alimenti e l’obbligo di etichette chiare e veritiere devono essere prioritari su tutto. Anche sul rispetto dei vincoli di bilancio o del rapporto debito/pil. E se nell’Unione europea permangono resistenze per “coprire” multinazionali o interessi nazionali, possiamo anche sbattere la porta. Anche di questo dovrebbero parlare Bersani, Grillo, Monti e Berlusconi.
Da europeisti convinti, e non pentiti, non siamo più disponibili ad accettare situazioni di equivoco o compromesso in cui a pagare devono essere i consumatori e i produttori italiani. Tanto più che sul cibo, e su una sua immagine pulita, l’Italia può costruire importanti occasioni di ripresa e sviluppo economico. Sempre che il futuro Governo (tecnico o politico che sia) si assuma l’impegno di dare il giusto valore a tutta la filiera agroalimentare. Tracciabilità di tutti gli alimenti ed etichette di garanzia (e rispetto delle norme, a partire dal pagamento delle multe sulle quote latte) devono essere obiettivi prioritari del nuovo ministro delle Politiche agricole. E se su questi punti non si troverà soddisfazione in Europa, dovremo fissare da soli delle regole, anche a costo di essere sospesi dall’Unione. Non si può più accettare che il nostro portafoglio e la nostra salute non siano tutelati.
Un’azione forte è fra l’altro indispensabile per evitare le derive populiste e demagogiche che purtroppo in Italia sembrano avere preso il sopravvento. Il colpevole silenzio del Ministro ha aperto ad esempio la via all’ennesima sparata demagogica dell’ex miss gambe della squadra berlusconiana che, incurante delle contraddizioni perenni in cui vive (fa l’animalista e intanto commercializza salmoni...), è tornata a ricordarci quanto i politici possano essere stupidi e negativi. Che altro pensare dell’ultima sparata dell’ex ministro Michela Vittoria Brambilla, che ha presentato una proposta di legge per riconoscere cavallo, asino, mulo e bardotto come animali da compagnia? Un'iniziativa per vietarne la macellazione, l’importazione e l’esportazione a fini alimentari, nonché la vendita e il consumo. Prendendo spunto dalle lasagne al cavallo, la Brambilla specula su una vicenda che è frutto di squallidi interessi economici per montare un caso sulla salute che in realtà non c’è. Personalmente non ci piace mangiare carne di cavallo, magari l’asino stracotto sì, ma ci sembra irritante che coi problemi che abbiamo la Brambilla voglia anche regolare la nostra alimentazione. Forse domani vorrà imporci di mangiare solo salmone?
Da europeisti convinti, e non pentiti, non siamo più disponibili ad accettare situazioni di equivoco o compromesso in cui a pagare devono essere i consumatori e i produttori italiani. Tanto più che sul cibo, e su una sua immagine pulita, l’Italia può costruire importanti occasioni di ripresa e sviluppo economico. Sempre che il futuro Governo (tecnico o politico che sia) si assuma l’impegno di dare il giusto valore a tutta la filiera agroalimentare. Tracciabilità di tutti gli alimenti ed etichette di garanzia (e rispetto delle norme, a partire dal pagamento delle multe sulle quote latte) devono essere obiettivi prioritari del nuovo ministro delle Politiche agricole. E se su questi punti non si troverà soddisfazione in Europa, dovremo fissare da soli delle regole, anche a costo di essere sospesi dall’Unione. Non si può più accettare che il nostro portafoglio e la nostra salute non siano tutelati.
Un’azione forte è fra l’altro indispensabile per evitare le derive populiste e demagogiche che purtroppo in Italia sembrano avere preso il sopravvento. Il colpevole silenzio del Ministro ha aperto ad esempio la via all’ennesima sparata demagogica dell’ex miss gambe della squadra berlusconiana che, incurante delle contraddizioni perenni in cui vive (fa l’animalista e intanto commercializza salmoni...), è tornata a ricordarci quanto i politici possano essere stupidi e negativi. Che altro pensare dell’ultima sparata dell’ex ministro Michela Vittoria Brambilla, che ha presentato una proposta di legge per riconoscere cavallo, asino, mulo e bardotto come animali da compagnia? Un'iniziativa per vietarne la macellazione, l’importazione e l’esportazione a fini alimentari, nonché la vendita e il consumo. Prendendo spunto dalle lasagne al cavallo, la Brambilla specula su una vicenda che è frutto di squallidi interessi economici per montare un caso sulla salute che in realtà non c’è. Personalmente non ci piace mangiare carne di cavallo, magari l’asino stracotto sì, ma ci sembra irritante che coi problemi che abbiamo la Brambilla voglia anche regolare la nostra alimentazione. Forse domani vorrà imporci di mangiare solo salmone?



I commenti dei lettori
5 commenti su questo articolo
m sansone
Voglio solo ringraziarla per avermi risposto
Voglio solo ringraziarla per perdere un po' di tempo nel leggermi e dare risposta.Grazie ancora, la stimo.
Alberto Lupini
La carne equina la si consuma da sempre e i bovini erano usati per i lavori di fatica...
Caro Sansone io non so dove lei sia cresciuto o quale sia il suo criterio di giudizio, ma le posso garantire che in Italia ci sono sempre state località dove la carne equina (e soprattutto di asino) la si è sempre mangiata. E analogamemnte si potrebbe dire del fatto che i bovini erano allevati anche per il trasporto e i lavori di fatica: i buoi servivano a questo. E riguardo alle razze cito solo la chianina. In più oggi ci sono animali che sono considerati di compagnia (i conigli), ma che continuano ad essere nella dieta domenicale di molte famiglie (e io vengo da una tradizione di questo tipo). Tutto questo per sollecitare meno indulgenza versa la demagogia di politici di cui il Paese non ha certo bisogno.
marco sansone
Ma i cavalli non si mangiavano in Italia
Bah,Egregio direttore posso essere d'accordo con lei sul fatto che la politica c'entra sempre di piu' nella nostra vita di tutti i giorni, ma dissento su alcuni punti: e' vero non facciamo discussioni sul niente ma e' anche vero che nelle fattorie dei nostri nonni/padri si allevavano galline, conigli, pecore, vitelli che servivano al fabbisogno alimentare e per contro cavalli e asini si tenevano per aiutarci nel lavoro e nei trasporti ma mai allevati per fare la pappa!!! E giammai nessuno vuole vietare di mangiare in base ad abitudini o credenze religiose, ma non parliamo di questa liberta' che distingue noi occidentali, che casomai anche un po' meno ci avrebbe evitato invasioni barbariche dove tutti (balordi) fanno cio' che vogliono impunemente.
Alberto Lupini
Animalisti ok, ma la coerenza non è un optional
Caro Marco la politica c'entra molto più di quel che sembra. Il problema è che spesso i politici non sono all'altezza. Mi spiace che lei parli di pregiudizio sui Berluscones (che pure in molti se lo meritano). Francamente credo che segnalare le cose che non vanno sia un dovere dei giornalisti indipendenti ...e se la Brambilla ne ha fatte tante di cose opinabili, non è certo colpa mia. La coerenza non è certo di tutti, ma francamente rifiuto la logica che ci siano gerarchie stabilite (da chi?) fra gli animali. Un asinello merita davvero più attenzione di più di un agnello o un vitello? Davvero non mi sembra il caso di avviare discusisone senza senso su questo cose. Si può essere animalisti ma evitare le crociate demagogiche. Si può suggerire alla gente di non mangiare carne di cavallo per scelta ideologica o religiosa (e per i mussulmani vale per il maiale o per gli induisti per i bovini), ma imporne il divieto per legge è stupido quanto irrispettoso della libertà di opinione che distingue gli occidentali. E soprattutto non si può pensare di imporre dei divieti di cibarsi di alcuni animali mentre contemporaneamente si commercialiazzano altri animali...
marco sansone
Ma che c'entra la Brambilla ?
Ci risiamo, Egregio direttore. Vogliamo sempre infilarci la politica di sinistra anziche' di destra ovvero centro. Ma cosa c'entra la Brambilla e la demagogia con il fatto che l'utente DEVE sapere cosa compra e cosa sta mangiando? Ma possibile che ogni colpa ricada su qualche Berluscones senno' il Capo ?? Anche io vendo pesce e sono animalista? Embe'? La brambilla la vidi schierarsi per quei poveri cani che erano destinati al macello-tortura nel buon nome delle sperimentazioni farmaceutiche. La stessa mi pare con una lotta d'insieme sia riuscita ad obbligare l'Europa, di cui io oggi sono meno convinto di Lei, a decretare il divieto di sperimentazione su animali vivi. E allora di cosa parliamo? La sua è un ottima rubrica di informazione che dovrebbe esulare da prestare appoggi "politici", tanto quelli lì sono di nuovo ad elemosinare. Vediamo di mandare qualcuno che sappia di cosa parlare a questi ignoranti di Europei ( sul cibo ) e che se sono Bersani o Berlusconi chissà a chi può Importare?