La grande bellezza della creatività
Con il Premio Italia a Tavola abbiamo aperto strade nuove che possono generare opportunità e richiamare l’attenzione sulla centralità di ciò che rappresenta lo Stile italiano: dal cibo alla moda, all'arte, alla cultura
Serve un po’ di ottimismo e di speranza. Le piccole imprese senza lavoro, i milioni di disoccupati e i nuovi poveri hanno bisogno di occasioni e prospettive certe. Servono riforme, investimenti e posti di lavoro. Ma tutto sarebbe inutile senza dei progetti e dei valori in cui credere ed impegnarsi. Se non certezze, dobbiamo avere almeno dei sogni per motivare impegno e coraggio. E per fortuna gli ultimi giorni ci hanno regalato alcuni piccoli segnali che indicano come alcune caratteristiche tipicamente italiane possono farci uscire dal tunnel di crisi e depressione in cui ci eravamo avvitati. La fantasia, il buon gusto, la qualità e l’arte si stanno in particolare confermando come le uniche vere risorse da cui oggi possiamo ripartire.
L’Oscar a Paolo Sorrentino per il film “La grande bellezza” non poteva capitare in un momento migliore. È un motivo di orgoglio per l’Italia, ma anche una conferma precisa di come la creatività sia la nostra arma vincente per rilanciare l’immagine del Paese, dei suoi prodotti e, soprattutto, di uno stile che ci deve caratterizzare. Un esempio vincente da seguire.
Non è una novità che sappiamo fare splendidi vestiti. Che abbiamo incalcolabili beni culturali ed artistici. Che sappiamo fare cultura. Che abbiamo luoghi magici. Che abbiamo alimenti di eccellenza assoluta (dalle bollicine del Trentodoc al Grana Padano, dal Chianti alle mozzarelle di bufala). Quel che finora è mancato è la capacità di mettere tutto in rete, di fare squadra e osare la contaminazione fra i punti forti del nostro sistema Paese unendoli in modalità anche inconsuete, ma sotto il segno della bellezza e, lo ripetiamo, della creativit e della professionalità.
Con grande umiltà, ma anche con non poca soddisfazione per quanto fatto, ci piace segnalare che col nostro annuale evento, il Premio Italia a Tavola (che si tiene non a caso a Firenze, città simbolo di arte e cultura), abbiamo cercato, grazei alla collabiorazione di Fipe-Confcommercio, di mettere in pratica alcune di queste suggestioni e provocazioni per unire i nostri punti di forza in vista di un appuntamento strategico come l’Expo 2015.
Lo abbiamo fatto con la moda e la Cucina. Per la prima volta forse al mondo, abbiamo chiamato dei giovani stilisti in erba (in questo caso studenti dello Ied) ad affiancare grandi ed affermati chef per reinterpretare i loro piatti e, puntando sulla creatività, elaborare abiti ispirati dal cibo. Fra cuoco e stilista c’è più sintonia di quanto si può pensare: entrambi usano le mani, partono da un’idea che si basa su molti ingredienti e lavorano sul ... buon gusto.
Lo abbiamo fatto anche con l’arte e la Cucina e le produzioni agroalimentari. Dopo avere dedicato una collezione di 67 ritratti ai più noti chef italiani (Cuochi a Colori) abbiamo esteso l’attenzione al mondo dei produttori avviando, sempre grazie alla generosa disponibilità di un artista del calibro di Renato Missaglia, una nuova collezione (Produttori a Colori) in cui saranno raffigurate le famiglie italiane più rappresentative del mondo del cibo. Mano a mano che realizzeremo altri ritratti si costruirà una mostra che poi confluirà con quella dei Cuochi all’Expo 2015 per rappresentare in modo unitario la squadra delle eccellenze italiane. E per chiudere il cerchio, come ultimo step dedicheremo poi dei “ritratti” ad alcuni dei prodotti tipici della nostra agricoltura.
Abbiamo aperto delle strade nuove che possono generare molte opportunità col solo obiettivo di richiamare l’attenzione sulla centralità di quei comparti che, tutti insieme (cibo, moda e arte), rappresentano concretamente lo Stile italiano. Ripartiamo da qui per rilanciare turismo ed esportazioni.
L’Oscar a Paolo Sorrentino per il film “La grande bellezza” non poteva capitare in un momento migliore. È un motivo di orgoglio per l’Italia, ma anche una conferma precisa di come la creatività sia la nostra arma vincente per rilanciare l’immagine del Paese, dei suoi prodotti e, soprattutto, di uno stile che ci deve caratterizzare. Un esempio vincente da seguire.
Non è una novità che sappiamo fare splendidi vestiti. Che abbiamo incalcolabili beni culturali ed artistici. Che sappiamo fare cultura. Che abbiamo luoghi magici. Che abbiamo alimenti di eccellenza assoluta (dalle bollicine del Trentodoc al Grana Padano, dal Chianti alle mozzarelle di bufala). Quel che finora è mancato è la capacità di mettere tutto in rete, di fare squadra e osare la contaminazione fra i punti forti del nostro sistema Paese unendoli in modalità anche inconsuete, ma sotto il segno della bellezza e, lo ripetiamo, della creativit e della professionalità.
Con grande umiltà, ma anche con non poca soddisfazione per quanto fatto, ci piace segnalare che col nostro annuale evento, il Premio Italia a Tavola (che si tiene non a caso a Firenze, città simbolo di arte e cultura), abbiamo cercato, grazei alla collabiorazione di Fipe-Confcommercio, di mettere in pratica alcune di queste suggestioni e provocazioni per unire i nostri punti di forza in vista di un appuntamento strategico come l’Expo 2015.
Lo abbiamo fatto con la moda e la Cucina. Per la prima volta forse al mondo, abbiamo chiamato dei giovani stilisti in erba (in questo caso studenti dello Ied) ad affiancare grandi ed affermati chef per reinterpretare i loro piatti e, puntando sulla creatività, elaborare abiti ispirati dal cibo. Fra cuoco e stilista c’è più sintonia di quanto si può pensare: entrambi usano le mani, partono da un’idea che si basa su molti ingredienti e lavorano sul ... buon gusto.
Lo abbiamo fatto anche con l’arte e la Cucina e le produzioni agroalimentari. Dopo avere dedicato una collezione di 67 ritratti ai più noti chef italiani (Cuochi a Colori) abbiamo esteso l’attenzione al mondo dei produttori avviando, sempre grazie alla generosa disponibilità di un artista del calibro di Renato Missaglia, una nuova collezione (Produttori a Colori) in cui saranno raffigurate le famiglie italiane più rappresentative del mondo del cibo. Mano a mano che realizzeremo altri ritratti si costruirà una mostra che poi confluirà con quella dei Cuochi all’Expo 2015 per rappresentare in modo unitario la squadra delle eccellenze italiane. E per chiudere il cerchio, come ultimo step dedicheremo poi dei “ritratti” ad alcuni dei prodotti tipici della nostra agricoltura.
Abbiamo aperto delle strade nuove che possono generare molte opportunità col solo obiettivo di richiamare l’attenzione sulla centralità di quei comparti che, tutti insieme (cibo, moda e arte), rappresentano concretamente lo Stile italiano. Ripartiamo da qui per rilanciare turismo ed esportazioni.



I commenti dei lettori
1 commento su questo articolo
Vincenzo Lo Scalzo
Cibo e colore
Alberto, non solo ho letto, ma ho anche ascoltato le tue suadenti e convincenti parole sulla bellezza, bontà, gusto della cultura italiana con cibo, moda, arte e il rapporto che l'italiano ha con gli ideali astratti e materici della natura, ambiente, paesaggio, sociabilità, curiose e spontanee manifestazioni di amore e di compiacimento per queste potenzialità endogene che si disperdono in una serie di picchi di genio, ma non in vera e sincera empatia e simpatia per la socialità di "squadra"... E' una correzione che non si scontra con la libertà di fantasia, se la squadra entra in gioco nelle partite e non nei giochetti e nelle dispute quotidiane... che infuriano spesso tra esaltazioni e sconfessioni, ma soprattutto nell'amplificanzione degli stimoli di contrapposizione... spesso autodistruttiva! Mi piace la coloritura che hai diffuso nello scenario: il colore potrebbe colmare la voglia di personalizzazione campanilistica, in tutto... Tutti i colori che hai elencato a cui mi propongo di aggiungere... il cibo e colore, dalle origini all'evoluziione del pianeta, e con lui del suo cibo. La raccolta di ispirazioni e informazioni per gli aspetti più influenti sulla ricettuività di sapori e aromi dai colori naturali degli ingredienti naturali e dai componenti raccolti e creati dall'uomo non ha trovato un racconto popolare né scientifico, solo di emozioni d'arte più che di gusto . Mi accontenterò di esporne il ruolo di novità, una sua sfida alle classifiche di qualità liminari e percepibili... Ovviamente attraverso esempi, usanze, slzioni naturali ed artificiali. Dalla prossima settimana proveremo a cercare sinergie con moda, arte, salute, stati d'animo, luce, conservazione, tutto nell'obiettivo del gusto. I nostri maestri di cucina, hanno cercato gra i primi assonanze e dissonanze dei sapori con musica, natura, ambiente, rumori, profumi e fumi, effetti di cotture a legna, a carbine, ad alcool, sotto e sopra le ceneri... di tutto! Il colore è statio oggetto di indagine sugli effetti non solo di salute ma anche di benessere... come l'ambiente e tutte queste variabili esercitano sul sentimento più fluttuante dell'uomo, l'amore, Nel nostro caso si tratterà del gusto e della gustosità, immagnata, recepita, rinnovata... Questa è la premessa... La prova è a seguire"