Menu Apri login

Quotidiano di enogastronomia, turismo, ristorazione e accoglienza
sabato 27 giugno 2026  | aggiornato alle 18:10 | 120037 articoli pubblicati

Santi Pietro e Paolo, i piatti della tradizione italiana dalla Valtellina alla Sicilia

Il 29 giugno, festa dei Santi Pietro e Paolo, attraversa l’Italia tra riti religiosi e tradizioni gastronomiche locali. Da Roma al Salento, fino a Valtellina, Liguria e Sicilia, il patrimonio culinario legato ai due Santi racconta un Paese fatto di identità regionali e ricette simboliche tramandate nel tempo

27 giugno 2026 | 16:50
San Pietro e Paolo, i piatti della tradizione italiana dalla Valtellina alla Sicilia
San Pietro e Paolo, i piatti della tradizione italiana dalla Valtellina alla Sicilia

Santi Pietro e Paolo, i piatti della tradizione italiana dalla Valtellina alla Sicilia

Il 29 giugno, festa dei Santi Pietro e Paolo, attraversa l’Italia tra riti religiosi e tradizioni gastronomiche locali. Da Roma al Salento, fino a Valtellina, Liguria e Sicilia, il patrimonio culinario legato ai due Santi racconta un Paese fatto di identità regionali e ricette simboliche tramandate nel tempo

27 giugno 2026 | 16:50
 

La ricorrenza dei Santi Pietro e Paolo (29 giugno) è soprattutto conosciuta come festa patronale della Capitale, dove si celebra con un menu a base dei grandi classici della tradizione capitolina. Bucatini all’Amatriciana o Rigatoni alla Carbonara e l'abbacchio a scottadito. Ma l’Italia è il Paese dei mille campanili e anche delle mille tradizioni gastronomiche.

Galatina e i minchiari: il Salento dei Santi Patroni

I Santi Pietro e Paolo sono anche protettori, tra l’altro, di Galatina (Le), gemma del Salento, dove per la storica festa patronale si preparano i minchiari. Si tratta di una pasta fresca la cui preparazione risponde a regole precise. In primo luogo, per l’impasto si mescolano due parti di farina di grano e una parte di farina d'orzo, in modo che l'orzo doni alla pasta fresca un tipico colore grigiastro.

I minchiari
I minchiari

In secondo luogo, il condimento cromatico: il sugo deve essere rigorosamente rosso, il colore liturgico di San Pietro e del martirio. Si ottiene facendo rosolare pezzetti di carne di vitella non troppo magra con il porro, sfumando con vino bianco e aggiungendo i primi pomodori freschi dell'estate e tanto basilico.

Dal grano saraceno al pesce San Pietro

In giro per lo Stivale, troviamo altri piatti tipici e dolci storici legati ai due Santi: la Torta Nera di San Pietro, specialità esclusiva della frazione di Baruffini (Teglio) in Valtellina, preparata con una base di farina di grano saraceno locale (chiamata farina nera) e un ripieno di porri, burro di malga, diverse varietà di formaggi locali e l'ingrediente segreto (si fa per dire): le foglie fresche di Erba di San Pietro (nota per il retrogusto mentolato).

Il Pesce San Pietro
Il Pesce San Pietro

In Liguria e in generale sulle coste tirreniche, si mangia il Pesce San Pietro, riconoscibile dalla caratteristica macchia scura sul fianco (che la leggenda vuole sia l'impronta delle dita di San Pietro). È cucinato al forno, con patate, olive e pomodorini per esaltarne le carni pregiate.

I dolci dei Santi Pietro e Paolo tra Sicilia e Garfagnana

Tra i dolci, a Palermo troviamo le Chiavi di San Pietro: grandi biscotti di pasta frolla modellati a forma di chiave che richiamano le chiavi del Paradiso. Sono decorati con glassa di zucchero bianca, codette di zucchero o scagliette di cioccolato.

Le Chiavi di San Pietro
Le Chiavi di San Pietro

A Lucca, invece, il 29 giugno si prepara la Torta Garfagnina o Torta dei due Santi, un'antica crostata originaria di Castelnuovo di Garfagnana. Ha un guscio di frollo croccante che racchiude un ricco ripieno di mandorle tritate, uova e zucchero, aromatizzato al Sassolino (liquore all'anice tipico della zona).

© Riproduzione riservata STAMPA

 
 
Voglio ricevere le newsletter settimanali


Salomon
Pecorino Romano Dop
Grana Padano
Julius Meiln

Salomon
Pecorino Romano Dop
Grana Padano

Julius Meiln
MWMKT
Consorzio Garda Doc