Sarà Gennaro Esposito, chef patron del ristorante due Stelle Michelin La Torre del Saracino di Vico Equense, il protagonista della settima edizione della Cena dei Mille, in programma a Parma il prossimo 8 settembre. L'annuncio è stato ufficializzato dalla Fondazione Parma Unesco Creative City of Gastronomy nel corso di un incontro organizzato a Milano durante Identità Golose. Lo chef campano sarà l'ospite d'onore della manifestazione e firmerà il primo piatto della serata, proponendo una delle preparazioni più rappresentative del suo percorso gastronomico: la «Minestra di pasta mista con pesci di scoglio».

La presentazione della Cena dei Mille 2026
Una tavolata di 400 metri nel cuore della città
La formula dell'evento resta quella che negli anni ha contribuito a caratterizzarne l'identità. Una tavolata lunga circa 400 metri attraverserà Piazza Garibaldi e Strada della Repubblica, nel centro storico di Parma, accogliendo mille commensali. La Cena dei Mille è diventata nel tempo una delle iniziative simbolo della città emiliana e della sua vocazione gastronomica. Dal 2018 ha ospitato alcuni tra i più noti interpreti della cucina italiana, da Carlo Cracco a Norbert Niederkofler, passando per Chicco Cerea, Enrico Crippa, Enrico Bartolini, Riccardo Monco, Davide Oldani, Iginio Massari e, nell'ultima edizione, Giancarlo Perbellini. Con la partecipazione di Esposito, l'evento aggiunge un nuovo nome di rilievo a un elenco che negli anni ha accompagnato la crescita della manifestazione.
La Parma Food Valley vale 12,5 miliardi di euro
La presentazione della Cena dei Mille è stata anche l'occasione per fare il punto sull'andamento economico delle filiere che compongono la Parma Food Valley. Nel 2025 il fatturato al consumo complessivo ha raggiunto 12,5 miliardi di euro, con una crescita dell'8,7% rispetto agli 11,5 miliardi del 2024 e del 33% rispetto ai 9,4 miliardi registrati prima della pandemia. La filiera più rilevante resta quella della pasta, guidata da Barilla, che vale 4,88 miliardi di euro. Seguono il Parmigiano Reggiano con 3,96 miliardi, il Prosciutto di Parma con 1,6 miliardi e il comparto lattiero-caseario rappresentato da Parmalat con 1,05 miliardi. Le aziende del pomodoro, Mutti e Rodolfi Mansueto, raggiungono complessivamente 912 milioni di euro, mentre il comparto delle alici, rappresentato da Delicius, Rizzoli Emanuelli e Zarotti, genera circa 150 milioni di euro. Oltre il 45% della produzione è destinato ai mercati esteri, confermando la forte vocazione internazionale del sistema agroalimentare parmense.

Massimo Spigaroli, presidente della Fondazione Parma Unesco Creative City of Gastronomy (foto Carra)
Nel presentare l’edizione 2026, il presidente della Fondazione Parma Unesco Creative City of Gastronomy, Massimo Spigaroli, ha sottolineato il ruolo dell’evento nel sistema agroalimentare locale. «La Cena dei Mille rappresenta al meglio la capacità della Parma Food Valley di fare sistema, mettendo attorno allo stesso tavolo imprese, consorzi, istituzioni, chef e partner che condividono una visione comune. I numeri delle nostre sei filiere parlano chiaro: i 12,5 miliardi di euro di fatturato al consumo raggiunti nel 2025 testimoniano la forza di un territorio che continua a crescere e a consolidare il proprio ruolo di riferimento nel panorama agroalimentare italiano e internazionale. Siamo quindi particolarmente orgogliosi di accogliere Gennaro Esposito, all’interno di una presenza che conferma il prestigio raggiunto dalla Cena dei Mille».
Un menu costruito attorno alle produzioni del territorio
La cena sarà preceduta da un'area aperitivo dedicata alle principali eccellenze locali. Oltre alle sei filiere della Parma Food Valley saranno coinvolti il Consorzio della Coppa di Parma, il Consorzio del Salame Felino, il Fungo di Borgotaro, il Culatello di Zibello e i Vini dei Colli di Parma. Il menu sarà articolato in quattro portate. L'antipasto sarà affidato a Parma Quality Restaurants, il primo piatto porterà la firma di Gennaro Esposito, il secondo sarà realizzato da ChefToChef Emilia-Romagna, mentre il dessert sarà curato da ALMA - La Scuola Internazionale di Cucina Italiana. Per l'edizione 2026 è stata inoltre avviata una collaborazione con il Consorzio Franciacorta, che accompagnerà tutte le portate della cena.

Il piatto di Gennaro Esposito per la Cena dei Mille 2026: Minestra di pasta mista con pesci di scoglio
Il primo piatto della Cena dei Mille 2026 sarà affidato a Gennaro Esposito, che porterà a Parma una delle preparazioni più riconoscibili della sua cucina: la "Minestra di pasta mista con pesci di scoglio", piatto che sintetizza il legame dello chef con la tradizione campana e con la cucina di mare reinterpretata in chiave contemporanea. Sarà questa la sua firma all’interno di un menu costruito attorno alle eccellenze della Parma Food Valley.
Esposito: «Parma è un territorio che ho imparato a conoscere nel tempo»
Nel corso della presentazione, lo chef campano ha ricordato il rapporto costruito negli anni con il territorio parmense. «Parma è una città che ho imparato a conoscere nel tempo, attraverso i suoi prodotti, i suoi sapori e le persone che la rendono speciale. Il mio rapporto con questo territorio è nato proprio dalla gastronomia, grazie a incontri e amicizie importanti come quella con Massimo Spigaroli». Esposito ha sottolineato come la città rappresenti un esempio di equilibrio tra tradizione gastronomica, qualità della ristorazione e cultura imprenditoriale. «Sono particolarmente felice di partecipare a un evento che celebra la convivialità e trasforma la città in una grande tavola condivisa».

Gennaro Esposito sarà lo chef ospite della Cena dei Mille 2026
Biglietti dall'8 luglio
La vendita dei biglietti inizierà l'8 luglio alle ore 10 attraverso il circuito Vivaticket. Il costo sarà di 150 euro a persona, esclusi i diritti di prevendita. Una parte del ricavato sarà destinata a iniziative benefiche. Nell'edizione precedente sono stati devoluti 20mila euro all'Emporio Market Solidale Parma, realtà che sostiene circa 1.900 nuclei familiari e oltre 6mila persone. Lo scorso anno il sold out fu raggiunto in meno di un'ora, un dato che conferma l'interesse crescente verso una manifestazione diventata uno degli appuntamenti più riconoscibili del calendario gastronomico nazionale.