Centro che più centro non si può. Stiamo parlando del centro della città di Caserta: due passi dal Duomo e due passi dalla villa comunale. Facilità di parcheggio. Il nome del locale è Apron (in italiano: grembiule), a testimonianza di un fulgido trascorso professionale dello chef Carmine Cotronese (non ancora quarantenne) in Inghilterra, dove ha lavorato nella prestigiosa cucina per Jamie Oliver. Poi il suo rientro a Caserta e il proficuo sodalizio con Giuseppe De Filippo, architetto e coetaneo dello chef.

Un angolo della sala del ristorante Apron
Un angolo della sala del ristorante Apron

Apron, un bistrot nel cuore di Caserta

Carmine e Giuseppe sono amici sin dall’infanzia e da qualche anno sono soci valenti e affiatati di questa intrapresa. Apron è un bistrot nell’accezione piena del termine. Tavoli piccini, mise en place essenziale, pochi posti. Al netto della domenica, laddove il servizio è espletato a pranzo, e ad eccezione del lunedì, giorno di riposo settimanale, Apron è aperto a cena dal martedì al sabato. Clientela thirty and over, non solo cittadina ma anche forestiera.

Lo chef Carmine Cotronese
Lo chef Carmine Cotronese

Punti di forza di questo bistrot “vero”: l’alta qualità della cucina, laddove la mano sapiente dello chef Carmine sa lavorare carezzevolmente il pesce fresco, e l’ottimo offering di vini, con carta abilmente curata dal sommelier Giuseppe, che sovraintende il servizio di sala. Raccontino breve di Sunday Lunch in giorno di sole, laddove per ricordarsi che è autunno, e non più estate, bisogna adocchiare il calendario.

Il sommelier Giuseppe De Filippo
Il sommelier Giuseppe De Filippo

Dalla ceviche al babaganoush, gli antipasti di Apron

Ci si affida a Carmine e a Giuseppe e la scelta si rivela vincente. Squisita una versione originale, tricolore diremmo, della ceviche, notoriamente piatto peruviano, che Carmine abilmente crea con ingredienti locali quali lampuga, lime e scalogno marinato in aceto di lamponi.

Pochi tavoli, pesce fresco e vini ricercati: così un bistrot conquista Caserta
Il ceviche di Apron

Altro saporito tocco etnico, da un continente all’altro, dalla ceviche dell’America Andina a Medio Oriente e sponda mediterranea dell’Africa, è il babaganoush, la gustosa crema fredda a base di melanzane e salsa tahina. La salsa tahina è una crema a base di semi di sesamo.

I primi piatti tra sapidità, freschezza e creatività

Impeccabile il servizio al calice. Cominciamo con Igt Terre del Volturno Pallagrello bianco Radegonda 2024, fatto da Aia delle Monache. I primi piatti sono due; sì, ma meditati (ancorché generosi!) assaggi. Primo assaggio: “Aglio & Acciughe”. Mezze maniche, aglio nero, acciughe del Cantabrico, limone e basilico. Giuoco di sapori, sorta di trama e ordito tra sapidità e freschezza, con l’aglio nero che sa essere il saporito amalgama.

Pochi tavoli, pesce fresco e vini ricercati: così un bistrot conquista Caserta
Aglio & Acciughe di Apron

Secondo assaggio: Tagliolino. Tagliolino all’uovo, burro di panna centrifugata, colatura di alici, peperoncino e gambero. Qui lo chef palesa la sua notevole tecnica, non disgiunta da ottimo guizzo creativo. Il mare è così ben presente in cucina che sulla sua onda proseguiamo. Nel calice, adesso, Cori Doc Bellone Enyo 2020, fatto da Cincinnato. Ribadiamo la nostra opinione: quando ben fatto, il vino ottenuto da uve Bellone in purezza è vino bianco tra i migliori in assoluto che la nostra Enotria può vantare.

Pochi tavoli, pesce fresco e vini ricercati: così un bistrot conquista Caserta
Tagliolino di Apron

Branzino e ombrina, il pesce protagonista dei secondi

Anche qui, due assaggi (generosi anch’essi) di due portate di pesce. Primo assaggio: Branzino. Branzino aperto a libretto e spinato, cotto al forno, bouillabaisse, crumble di pane, origano, basilico e aneto. Secondo assaggio: Ombrina. Trancio d’ombrina piastrato, vellutata di porri e patate, olio verde. Anche con questi secondi, piacevole la riprova, scorgiamo la mano dello chef, che sa lavorare il pesce fresco per come non effettua forzature, non travia e permane delicato ed essenziale il suo apporto.

Pochi tavoli, pesce fresco e vini ricercati: così un bistrot conquista Caserta
Ombrina di Apron

Discreti i dolci. Conto di commovente onestà. Ecco la ristorazione che non si lamenta. I due patron hanno le idee chiare su come vogliono posizionarsi: qualità alta senza compromessi, ricorso a filiera corta, offering saggiamente non sterminato con saporite chicche “fuori menu”.

Via Filippo Turati 6 81100 Caserta Italia