Nella Bassa Modenese la sfida gastronomica passa ancora dal mattarello e dal pettine. Domenica 11 ottobre, al Palamaccherone di Mirandola, le sei frazioni del territorio torneranno a contendersi il Palio del Pettine, arrivato alla dodicesima edizione. San Martino Spino, Gavello, Quarantoli, Mortizzuolo, San Giacomo Roncole e Cividale metteranno a confronto le proprie versioni dei Maccheroni al Pettine delle Valli Mirandolesi, specialità legata alla tradizione rurale della zona. Non è soltanto una gara tra ricette. Il Palio - che inizierà già il 7 ottobre - è diventato negli anni un appuntamento nel quale cucina popolare, volontariato e identità locale si incontrano, coinvolgendo alcune centinaia di volontari, gli Scout del Mirandola 1 e del Mirandola 2 e un pubblico che partecipa anche alla valutazione dei piatti.

Maccheroni al pettine, la specialità delle Valli Mirandolesi

I Maccheroni al Pettine sono una delle preparazioni più rappresentative della Bassa Modenese settentrionale, in particolare dell'area delle Valli Mirandolesi. La pasta viene realizzata secondo un preciso disciplinare, che ne definisce caratteristiche e modalità di preparazione, ed è riconosciuta tra le tipicità della Camera di Commercio di Modena e della Regione Emilia-Romagna con la denominazione «Maccheroni al Pettine delle Valli Mirandolesi».

La pasta della Bassa Modenese ha il suo Palio: sei frazioni si sfidano con i Maccheroni al Pettine
I Maccheroni al Pettine sono una delle preparazioni più rappresentative della Bassa Modenese settentrionale

Il nome deriva dal pettine, lo strumento sul quale la sfoglia viene lavorata per ottenere la caratteristica rigatura. Una tecnica semplice, legata alla cucina domestica e alla cultura contadina, che nel tempo è diventata uno degli elementi distintivi della gastronomia locale. La zona di produzione coincide con un territorio rurale che comprende anche l'Oasi provinciale di protezione della fauna selvatica delle Valli Mirandolesi, in un paesaggio nel quale la cucina tradizionale resta strettamente collegata alla storia agricola del territorio.

Sei frazioni, un anno per preparare la sfida

La formula del Palio prevede che siano le sei frazioni a contendersi il titolo. San Martino Spino, Gavello, Quarantoli, Mortizzuolo, San Giacomo Roncole e Cividale arrivano alla gara dopo un anno di preparazione, durante il quale ciascun gruppo ha avuto tempo per mettere a punto ricetta, organizzazione e lavoro di squadra. Il confronto si apre ufficialmente con la riconsegna del Palio da parte della frazione vincitrice della precedente edizione. Il trofeo viene quindi rimesso in gara e assegnato al termine della nuova sfida. Il risultato non dipenderà soltanto dal giudizio degli esperti.

Accanto alla giuria tecnica, infatti, ci sarà una giuria popolare composta dai commensali
Accanto alla giuria tecnica, infatti, ci sarà una giuria popolare composta dai commensali

Accanto alla giuria tecnica, infatti, ci sarà una giuria popolare composta dai commensali, chiamata a esprimere il proprio voto sulla piacevolezza del piatto. È un doppio giudizio che mette insieme valutazione gastronomica e partecipazione del pubblico.

La giuria valuta il «Vero Maccherone al Pettine»

A giudicare i piatti sarà una giuria composta da giornalisti, chef e professionisti della comunicazione. Tra loro Gabriele Pasca, giornalista e direttore della guida «I 100 Giovani della Cucina Italiana» di Post Editori, contributor della sezione Travel del The Guardian e collaboratore di diverse testate italiane, a partire da Italia a Tavola. In giuria anche Clarissa Martinelli, giornalista e conduttrice di Radio Bruno, Diego Casali, caporedattore responsabile della Redazione Speciali di Quotidiano Nazionale - QN Media, e Maurizio Malavolta, giornalista e direttore della rivista «Storie Modenesi».

Luca Marchini, chef stellato de L'Erba del Re, sarà in giuria
Luca Marchini, chef stellato e patron de L'Erba del Re, sarà in giuria

A rappresentare il mondo della cucina sarà invece Luca Marchini, chef e patron del ristorante stellato L'Erba del Re di Modena. La sua presenza porta nella competizione lo sguardo di chi lavora quotidianamente sulla materia prima e sul rapporto tra tecnica contemporanea e tradizione gastronomica. Sarà questa giuria a decretare il vincitore del Palio del Pettine 2026, affiancata dal voto popolare dei partecipanti.

La pasta della Bassa Modenese ha il suo Palio: sei frazioni si sfidano con i Maccheroni al Pettine
Palio del Pettine: la giuria dell'edizione 2026

Una gara gastronomica che sostiene la comunità

La competizione mantiene un carattere conviviale e, allo stesso tempo, una finalità benefica. Le sei frazioni si confrontano sul piatto, ma il risultato della giornata va oltre la classifica: il Palio coinvolge volontari, associazioni e abitanti in un progetto comune di valorizzazione della cucina locale. Tra le novità dell'edizione 2026 c'è anche un premio speciale dedicato al dinamismo delle frazioni, pensato per riconoscere l'impegno, la partecipazione e la capacità organizzativa dei gruppi coinvolti.

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Il Palio diventa così anche un modo per raccontare una parte della Bassa Modenese attraverso una preparazione apparentemente semplice, ma legata a un sapere preciso. Sei comunità, una stessa specialità e sei interpretazioni della tradizione saranno al centro della giornata dell'11 ottobre, quando il pettine tornerà a essere lo strumento con cui Mirandola assegnerà il suo titolo più gastronomico.