ENOTURISMO
Dal podere di Napoleone alla “biblioteca del Prosecco”: alla scoperta di Casa Valdo
Casa Valdo, country house di Valdo Spumanti tra le colline del Prosecco che ospitò anche Napoleone, unisce ospitalità, vino e territorio. Dalla “biblioteca” della Glera ai luoghi di Canova, un viaggio tra vigne, arte e storia
Ci sono luoghi che raccontano un territorio meglio di qualsiasi guida turistica, e Casa Valdo, la country house della storica cantina Valdo Spumanti, è tra questi. Immersa nel cuore delle colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene, riconosciute Patrimonio dell'Umanità Unesco dal 2019, questa dimora ottocentesca può considerarsi un punto di riferimento per chi voglia scoprire l'enoturismo veneto senza rinunciare a un'ospitalità intima, quasi familiare.
Una country house tra vigne e storia dove dormì Napoleone
Casa Valdo nasce dal restauro di un antico podere che in passato ospitò persino Napoleone. Dopo quasi tre anni di lavori, l'edificio si è trasformato in un raffinato bed and breakfast su tre piani: al piano terra l'accoglienza e gli spazi per la conversazione e la lettura, ai piani superiori sei camere - due delle quali junior suite - con vista sui vigneti storici del Prosecco.
Ogni stanza porta il nome di una delle etichette più pregiate della cantina, fondata nel 1926: Numero 10, Fondatore, Pradase, Boj, Marca Oro, 1926. Le travi a vista negli interni testimoniano il rispetto per il contesto originario del casale, mentre l'arredamento, eclettico e sorprendente, mescola pezzi di antiquariato e design contemporaneo, tra pareti verde salvia, velluti leopardati e dettagli dorati. Una scelta stilistica precisa, che porta la firma di Anna Maria Giona, moglie del presidente di Valdo Spumanti Pierluigi Bolla, come racconta lui stesso: «Bisogna riconoscere qualche merito anche a mia moglie, che ha messo la sua visione e le sue idee nella ristrutturazione di Casa Valdo: ci eravamo rivolti a un paio di architetti ma alla fine ci siamo adeguati alle scelte di Anna, per evitare di riprodurre format già visti altrove e osare un pizzico di originalità, che non guasta ed anzi attrae».
Bolla descrive anche un momento particolarmente favorevole per il settore: «Il trend turistico di sicuro è positivo, qui a Casa Valdo, perché ormai il pubblico interessato allo stile di vita italiano e al nostro paesaggio collinare è davvero numeroso. La campagna, la natura, la valorizzazione culturale del tempo libero diventano sempre più importanti, specie per il turismo straniero, che qui a Casa Valdo conta per il 90%». Un successo che, precisa il presidente, si misura più in termini di immagine e di consolidamento del brand che di entrate, vista la dimensione contenuta della struttura: stabilire quanto il fatturato di una grande azienda, come Valdo Spumanti, possa crescere in funzione dell'enoturismo è arduo, dato che a disposizione ci sono solo sei camere. Bolla guarda comunque con ottimismo al futuro, ricordando che in territori come le Langhe l'enoturismo ha impiegato trent'anni per affermarsi, e che il riconoscimento Unesco del 2019 rappresenta un ulteriore fattore di attrattività per la zona.
Degustazioni tra i filari e la "biblioteca del Prosecco"
Il cuore dell'esperienza enoturistica resta comunque il vino. Le tasting experience organizzate nella cantina di Casa Valdo si sviluppano attorno alle etichette più pregiate di Valdo, dalla Cuvée del Fondatore al Cartizze Viviana, fino al Rive San Pietro di Barbozza, le cui uve crescono sui pendii più scoscesi del territorio, così ripidi da rendere impensabile la vendemmia meccanizzata. A rendere unica la proprietà è il Vigneto Pradase, circa 1,5 ettari che ospitano la "biblioteca del Prosecco": non scaffali di libri, ma filari che custodiscono cloni antichi e autoctoni di uva Glera, insieme a varietà rare come Verdiso, Bianchetta e Perera, recuperate e messe a dimora per preservare la memoria genetica del territorio.
Leggi anche
Da questo vigneto-simbolo nasce anche il Vigna Pradase Valdobbiadene Docg Brut, uno spumante Metodo Classico millesimato single vineyard, affinato sui lieviti per almeno 24 mesi e composto da un uvaggio di Glera ( 85%) e Verdiso (15%). Attorno alla vigna, un giardino di lavanda e piante tipiche dell'area prealpina custodisce circa 450 specie botaniche, testimonianza della ricca biodiversità che caratterizza le colline del Prosecco.
Dalle vigne al Partenone italiano: l'excursus su Antonio Canova
Chi soggiorna a Casa Valdo può facilmente allargare lo sguardo oltre il vigneto, verso uno dei territori più densi di arte e cultura del Veneto. A meno di venti chilometri ecco Possagno, paese natale di Antonio Canova, il più celebre scultore del neoclassicismo europeo. Lo si va ad incontrare attraverso due luoghi imperdibili: il primo è la Gipsoteca Canoviana, voluta nel 1836 dal fratellastro di Canova, Giovanni Battista Sartori, per raccogliere tutto ciò che era rimasto nello studio romano dell'artista dopo la sua morte, e quindi modelli in gesso, bozzetti in terracotta, marmi e gruppi scultorei monumentali. Il nome "gipsoteca" deriva dal greco antico gypsos, gesso, e significa letteralmente "raccolta dei gessi": un museo dedicato non alle opere finite in marmo, ma al processo creativo che le precedeva, fatto di calchi e modelli intermedi, con le caratteristiche "repère" - i chiodini di bronzo ancora visibili sulle statue - che permettevano di trasferire proporzioni e misure dal gesso al marmo. Accanto alla Gipsoteca, la casa natale dell'artista ospita la pinacoteca con dipinti, disegni e cimeli personali.
Il secondo luogo è il Tempio Canoviano, la chiesa neoclassica che lo stesso Canova progettò e donò al paese, ponendo la prima pietra nel 1819. I lavori proseguirono dopo la sua morte, nel 1822, sotto la guida del fratellastro Sartori, fino al completamento nel 1830. Soprannominato il "Partenone italiano" per il possente colonnato dorico ispirato al tempio ateniese, il Tempio fonde in un'unica costruzione tre riferimenti dell'architettura classica: il pronao di ispirazione greca, la rotonda con cupola di matrice romana simile al Pantheon, e l'abside di gusto paleocristiano. All'interno riposa lo stesso Canova, accanto a un suo autoritratto.
Un territorio da vivere lentamente
Da Casa Valdo, il territorio si esplora anche a piedi o in bicicletta lungo il Cammino del Prosecco delle Colline di Valdobbiadene e Conegliano, oppure con un bike tour, una passeggiata di nordic walking o un giro in Vespa sulle strade della Cento Miglia. Non mancano gli appuntamenti stagionali, dalla Prosecco Cycling di fine settembre al Valdobbiadene Jazz, oltre a golf, trekking e concerti in cantina. Il tutto a distanza ravvicinata da otto siti Unesco e da città d'arte come Treviso, Venezia e Verona: un microcosmo in cui il calice di Prosecco diventa il punto di partenza per raccontare, a piccoli sorsi, l'anima di un'intera regione.


