OLIVI DAL MONDO
850 genotipi di olivo da 32 Paesi: in Umbria nasce la casa della biodiversità
A Gubbio, in Umbria, Domus Olear∑ ha riunito oltre 850 genotipi unici di olivo provenienti da 32 Paesi. La collezione del Cnr-Ibbr ha unito conservazione genetica, ricerca e tutela della biodiversità olivicola nel mondo
Gubbio (Pg) ha ospitato Domus Olear∑, la collezione internazionale dell’olivo promossa dal Consiglio Nazionale delle Ricerche - Istituto di Bioscienze e BioRisorse (Cnr-Ibbr) insieme all’Azienda Agricola Di Murro, sempre della cittadina umbra. Ha riunito oltre 850 genotipi unici di olivo provenienti da 32 Paesi, trasformando un patrimonio genetico catalogato dalla ricerca in una raccolta fisica e destinata alla conservazione.
Domus Olear∑, la collezione mondiale dell’olivo in Umbria
La collezione è stata realizzata su oltre dieci ettari a Montelovesco, nel territorio di Gubbio, e ha compreso più di 400 genotipi di olivo selvatico e sottospecie. Le accessioni, geneticamente certe, sono state moltiplicate per seme e innesto e messe a dimora con un progetto che ha affiancato conservazione, ricerca e osservazione agronomica. Il nome Domus Olear∑ ha richiamato il concetto di una “Domus”, una casa comune per gli olivi del mondo. Il simbolo ∑ ha rappresentato la sommatoria delle accessioni che hanno contribuito e potranno ampliare il patrimonio. La collezione ha così trasformato una banca dati genetica in un paesaggio composto da filari, varietà e differenti risposte delle piante alle condizioni ambientali.
Ricerca genetica e identificazione delle varietà di olivo
Alla base del progetto c’è stato il lavoro di caratterizzazione molecolare del Cnr-Ibbr di Perugia, sotto la responsabilità scientifica di Soraya Mousavi e quella tecnica di Roberto Mariotti, nell’ambito del progetto Omibreed e con il sostegno dei programmi REACH-XY e Bexyl. L’analisi genetica ha consentito di distinguere numerosi casi di omonimia e sinonimia varietale, individuando piante diverse con lo stesso nome o piante identiche indicate con nomi differenti.
Marcatori genetici avanzati, alcuni sviluppati appositamente per il progetto, hanno permesso di attribuire un’identità certa alle accessioni. Il patrimonio raccolto è stato quindi messo a disposizione per attività di ricerca, programmi di breeding e applicazioni di genome editing finalizzate al miglioramento genetico dell’olivo.
Un laboratorio a cielo aperto per l’olivicoltura
La collocazione in Umbria ha assunto un valore specifico anche sul piano agronomico. Le condizioni climatiche e pedologiche di Gubbio hanno consentito di osservare centinaia di varietà a confronto e di studiarne la risposta agli stress climatici e ai patogeni. La collezione ha funzionato come laboratorio a cielo aperto per valutare adattabilità e caratteristiche genetiche.
Individuare genotipi più resistenti e adattabili ha avuto ricadute potenziali sulla sostenibilità della filiera olivicola e sulla sicurezza del reddito degli agricoltori. Lo studio dei metaboliti secondari ha aperto prospettive per selezionare caratteristiche utili alla produzione di olio extravergine di oliva di qualità, collegando ricerca genetica, agronomia e valorizzazione della materia prima.
Biodiversità dell’olivo e rete internazionale della ricerca
Domus Olear∑ ha concentrato in un sito una parte significativa della biodiversità olivicola mondiale, rafforzando il ruolo dell’Italia nella conservazione del germoplasma e nella cooperazione scientifica. Il materiale genetico della collezione è stato messo in relazione con altre importanti raccolte italiane e internazionali, tra cui quelle del Cnr-Ibe a Follonica, del Cnr-Ibbr e del Cnr-Isafom a Lugnano in Teverina e Assisi, del Crea-Ofa e delle Banche Mondiali del Germoplasma di Cordoba, Marrakech e Izmir, oltre alle collezioni gestite dal Consiglio Olivicolo Internazionale.
Il progetto ha quindi costituito un nodo di una rete dedicata alla tutela della biodiversità dell’olivo, per conservazione, ricerca, miglioramento genetico e sicurezza alimentare.
Una collezione aperta a ricerca, formazione e territorio
La raccolta è stata concepita anche come archivio vivente e spazio divulgativo. Scuole, università e centri di ricerca possono utilizzare il sito per attività educative e scientifiche, mentre olivicoltori, agronomi e appassionati possono accedere a percorsi tecnici dedicati alle varietà e alla genetica dell’olivo.
L’Azienda Agricola Di Murro ha messo a disposizione gratuitamente il terreno e ha seguito, sotto la guida scientifica del Cnr-Ibbr, le attività di innesto, messa a dimora e crescita delle piante. Silvano Di Murro ha assunto il ruolo di custode della collezione, affiancando al lavoro scientifico una gestione agronomica destinata a proseguire nel tempo. Domus Olear∑ ha così riunito ricerca pubblica, agricoltura, biodiversità e divulgazione in un progetto con una dimensione locale e internazionale. La conservazione dei genotipi ha rappresentato il punto di partenza per studiare l’adattamento dell’olivo, sostenere il miglioramento genetico e contribuire alla tutela di un patrimonio vegetale legato alla qualità dell’olio e alla sicurezza della filiera.

