Liquidità alle imprese, sostegno alla produzione nazionale e rafforzamento della filiera olivicola e olearia. Sono gli obiettivi della nuova «Cambiale Frantoi Oleari», la misura del ministero dell'Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste gestita da Ismea e finanziata con una dotazione di 40 milioni di euro. Lo strumento è rivolto ai frantoi e alle piccole e medie imprese del settore e punta a fornire risorse per sostenere i costi di gestione e affrontare la fase produttiva. La misura prevede prestiti da 3.500 a 50mila euro a tasso zero, grazie all'abbattimento totale degli oneri finanziari. Il finanziamento ha una durata complessiva di cinque anni, con due anni di preammortamento. Le imprese iniziano quindi a restituire il capitale dal terzo anno, attraverso rate trimestrali. Lo strumento è destinato ai frantoi attivi regolarmente registrati nel portale Sian che presentano giacenze di olio extravergine d'oliva. Le domande saranno gestite online attraverso il portale Ismea nel corso di ottobre. «La Cambiale Frantoi Oleari è una risposta concreta e immediata alle esigenze del comparto», ha dichiarato il ministro dell'Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste Francesco Lollobrigida. «Mettiamo a disposizione delle nostre imprese agricole e dei trasformatori uno strumento semplice e accessibile, capace di immettere liquidità diretta a tasso zero per sostenere le attività produttive, proteggere il reddito degli agricoltori e valorizzare al meglio l'olio italiano».

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Olio: 40 milioni per i frantoi, prestiti fino a 50mila euro

Coldiretti: «Le risorse vadano alle imprese che lavorano l'olio italiano»

Sul provvedimento è intervenuta anche Coldiretti, che chiede che i 40 milioni siano utilizzati per sostenere le imprese della filiera e tutelare, allo stesso tempo, consumatori e olivicoltori. L'organizzazione ha chiesto che la cambiale agraria Ismea sostenga le imprese che lavorano olio italiano e che le risorse pubbliche non finiscano, secondo la sua denuncia, a operatori coinvolti in pratiche commerciali poco trasparenti. Coldiretti cita in particolare il rischio di commercializzazione di oli deodorati, addizionati con clorofilla o miscelati, sostenendo che alcune pratiche finirebbero per scaricare sugli olivicoltori il peso delle operazioni commerciali.

«Le risorse pubbliche non possono diventare una scialuppa di salvataggio per chi ha alimentato speculazioni, triangolazioni e pratiche opache», sostiene l'organizzazione.

Origine dell'olio, Coldiretti chiede più trasparenza

Un altro punto sollevato da Coldiretti riguarda la riconoscibilità dell'origine del prodotto. L'organizzazione chiede scaffali più trasparenti, sui quali il consumatore possa individuare in modo chiaro l'origine e la qualità dell'olio, con particolare attenzione all'extravergine 100% italiano. Coldiretti ha inoltre chiesto una verifica puntuale dei dati relativi all'olio in giacenza, collegando il tema dei controlli alla gestione delle risorse pubbliche destinate ai frantoi.

La questione si inserisce nel confronto sui numeri della filiera italiana e sul rapporto tra produzione nazionale, consumi, importazioni ed esportazioni.

Italia, 234 milioni di litri prodotti e 545 milioni importati

Secondo i dati riportati da Coldiretti, l'Italia produce circa 234 milioni di litri di olio extravergine d'oliva. L'organizzazione precisa che il quantitativo potrebbe risultare ancora inferiore in presenza di controlli più rigorosi. Il dato sulla produzione viene confrontato con 461 milioni di litri di consumi interni, 318 milioni di litri esportati e 545 milioni di litri importati ogni anno. Per Coldiretti, questi numeri evidenziano la necessità di verificare con attenzione l'origine dell'olio commercializzato sul mercato italiano. L'organizzazione sostiene infatti che una parte dell'olio straniero venga venduta facendo leva sul richiamo all'italianità, con il rischio di creare confusione per consumatori e produttori.

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La liquidità dei frantoi e la tutela della filiera

La nuova misura interviene quindi sul fronte finanziario, mentre il confronto sollevato da Coldiretti riguarda soprattutto trasparenza, controlli e origine del prodotto. Per il ministero, garantire liquidità ai frantoi significa sostenere la capacità produttiva delle imprese e proteggere il reddito agricolo. «Garantire solidità finanziaria ai frantoi significa difendere l'intera filiera olearia nazionale e rafforzare la competitività del nostro Made in Italy sui mercati», ha affermato Lollobrigida. La Cambiale Frantoi Oleari mette dunque a disposizione delle imprese finanziamenti fino a 50mila euro, senza interessi e con due anni di preammortamento. Parallelamente, Coldiretti chiede che il sostegno pubblico sia accompagnato da verifiche sulla filiera e da una maggiore chiarezza sull'origine dell'olio destinato al mercato italiano.