Manca poco alla nuova campagna olivicola 2026, che si presenta piuttosto buona. Oramai, quasi tutte le regioni italiane, comprese Alto Adige e Val d’Aosta, complice anche il famigerato cambiamento climatico, vantano oliveti in cui produrre il proprio olio regionale.

La campagna di raccolta delle olive sta per partire, con buone prospettive
La campagna di raccolta delle olive sta per partire, con buone prospettive

A causa del gran caldo, la mosca olearia, famigerato nemico dell’oliva in quasi tutte le regioni, è rimasta ben al di sotto della soglia di attenzione e questo fa ben sperare per una ricca produzione, con profumi e persistenze, che solo noi italiani sappiamo creare, visto che abbiamo oltre 500 varietà di olive sparse in tutto lo stivale.

Olio extravergine italiano tra giacenze e prezzi troppo bassi

Non vi tedierò raccontandovi che fino a poche settimane fa le tre regioni più prolifiche d’Italia, Puglia, Calabria e Sicilia, avevano in giacenza ancora 50 mila tonnellate, (50 milioni di litri)! O che, pur di levarsi l’olio dalle cisterne, gli imbottigliatori e gli industriali stavano svendendo l’olio extravergine italiano tra i cinque e gli otto euro al litro. Questo fa parte dello “sciacallaggio” che è sempre esistito tra mercanti da quattro soldi, che cercano di non perdere l’annata e fanno sempre più precipitare il vero made in Italy dell’olio, in una fossa comune, senza neanche sepoltura.

Olio italiano, 50 milioni di litri in giacenza e una nuova campagna alle porte
Spesso i produttori d'olio abbassano molto il prezzo di vendita pur di non avere giacenze considerevoli

Io guardo alle migliaia di aziende serie, che da generazioni, o solo da pochi anni, o per eredità familiare, o per piacere personale, hanno deciso di far crescere il mondo dell’olio Evo in maniera seria, etica e culturale. Questi “eroi” sanno che devono accudire il proprio oliveto per produrre un grande olio, e solo dopo arriva la fatica ancora più grande, che è quella di venderlo al giusto prezzo, che varia dai 15 ai 25€ al litro se è in bag-inbox, oppure con le adeguate bottiglie scure o in ceramica da mezzo litro si può chiedere, senza vergognarsi, anche 15/20€.

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Come valorizzare l’olio artigianale italiano e i suoi produttori

Con la nostra Accademia Maestrod’olio andiamo moltissimo all’estero a comunicare e ad aiutare tante aziende che ce lo chiedono, a trovare i partner e i mercati giusti, per dar loro la giusta remunerabilità. Ma è in Italia che deve essere fatta la vera cultura dell’olio artigianale, dei bravi e onesti produttori. In questi anni sono nate molte associazioni che avvicinano il consumatore a comprendere la differenza tra un olio di qualità e uno che nasce già con diversi difetti, tra cui l’ossidazione, la morchia, la muffa, il metallico o il verme, a causa della mosca olearia.

Guide, premi e oleoturismo: come riconoscere un olio di qualità

Poi sono arrivate le guide e i premi, che dovrebbero aiutare l’estimatore a capire quale olio scegliere. E poi finalmente, grazie all’oleoturismo, fratello minore dell’enoturismo e dell’agriturismo, chiunque voglia vivere un’esperienza unica può prima comprendere la vera differenza e poi assaggiare e acquistare l’olio al giusto prezzo. Non è possibile spendere 15/20 € per due aperitivi, con del bitter qualunque e vini frizzanti, che durano il tempo di una preghiera e non comprendere che se l’olio è di eccellenza si può spendere la stessa cifra per un extravergine, che durerà sulle nostre tavole almeno una settimana. Abbiamo bisogno che anche i ristoratori, gli chef e gli esercenti del settore si mettano una mano sul cuore e comincino a dare al commensale un olio buono, all’altezza dei piatti che preparano. Ovviamente il mio grazie di cuore va a tutti quelli che, da solo un giorno o da sempre, educano i loro clienti, facendo conoscere grandi oli al prezzo adeguato.