ORO E ARGENTO

50 Best Bars 2026: l'Italia festeggia Bar Leone (a Hong Kong) e Moebius, ma perde “pezzi”
Il locale fondato dal romano Lorenzo Antinori si conferma al vertice, seguito da quello milanese di Lorenzo Querci, che sale dal 7° al 2° posto, portando così due italiani al top della mixology. In classifica anche Locale Firenze, 33°, ma a pesare è soprattutto l'esclusione dai primi 100 dell'Antiquario e del Jerry Thomas, rispettivamente 63° e 98° nel 2025, che si aggiunge agli arretramenti già noti di Drink Kong e 1930
L'Italia conquista l'oro e l'argento ai 50 Best Bars 2026, ma perde "pezzi" nella classifica mondiale. A Milano, dove nella serata di mercoledì 7 ottobre si è svolta la cerimonia di premiazione, la soddisfazione per i primi due posti convive con la delusione per le retrocessioni già note di alcuni cocktail bar italiani e, soprattutto, per l'inaspettata esclusione di due locali tra i più conosciuti a livello internazionale. A vincere, per il secondo anno consecutivo, è Bar Leone di Hong Kong, fondato dal romano Lorenzo Antinori.
Subito dietro, al secondo posto, Moebius Milano di Lorenzo Querci, che sale dalla settima posizione del 2025. Due Lorenzo, due italiani, due modi diversi di interpretare l'ospitalità, ai vertici della miscelazione mondiale. Ma guardando l'intera classifica, il quadro non è positivo: l'Italia dimezza infatti la propria presenza nella Top 50, passando da quattro a due locali. Se la retrocessione di Drink Kong di Roma e 1930 di Milano oltre la cinquantesima posizione era già nota, la vera sorpresa arriva con L'Antiquario di Napoli di Alex Frezza e il Jerry Thomas Speakeasy di Roma, che non compaiono tra i primi cinquanta e, dopo aver occupato rispettivamente il 63° e il 98° posto nel 2025, escono quindi definitivamente dai primi cento.
I primi dieci bar del mondo
La medaglia di bronzo va ad Alquímico di Cartagena, in Colombia. Seguono Bar Us di Bangkok e Line di Atene, quinto. Handshake Speakeasy di Città del Messico conquista la sesta posizione, mentre Zest di Seoul è settimo. All'ottavo posto troviamo Connaught Bar di Londra, con l'italiano Agostino Perrone alla direzione della miscelazione. Nono Lady Bee di Lima, in Perù, e decimo Bar Mauro di Città del Messico, una delle nuove entrate più importanti dell'edizione. Una Top 10 che racconta una geografia della miscelazione sempre più ampia, nella quale le tradizionali capitali europee condividono le prime posizioni con Asia e America Latina.
La festa al Lubna e la delusione degli italiani
Dopo la cerimonia di premiazione, l'industry si è trovata al Lubna di Milano, un locale, legato allo stesso Lorenzo Querci, che riunisce ristorazione, mixology, arte e musica. L'atmosfera è effervescente. Ci sono bartender, imprenditori e professionisti di ogni dove, open bar e musica. Eppure, accanto alla gioia e all'orgoglio per Antinori e Querci tra gli italiani emerge anche una certa delusione per l'arretramento di diversi locali che hanno contribuito alla reputazione internazionale della miscelazione italiana. Quando mi imbatto in Gianni Dell'Olio, bartender e imprenditore di Bisceglie, fondatore di Botanicals & CO₂, e nel suo collaboratore Pasquale Pizzi, ci fermiamo a fare due chiacchiere sorseggiando una birra Noam.
«Mi è dispiaciuto che molti italiani siano usciti», racconta Dell'Olio. «Mi ha fatto molto piacere che Moebius sia nei primi tre perché sta facendo un gran bel lavoro. Sono molto contento anche di Bar Leone, ancora al primo posto, perché c'è Antinori, un italiano che sta facendo un grandissimo lavoro in Asia. Però mi aspettavo qualche italiano in più». A colpire particolarmente Dell'Olio e Pizzi è l'assenza dell'Antiquario di Napoli, il cocktail bar di Alex Frezza, che nel 2025 occupava la 63ª posizione e quest'anno scompare dai primi cento. «Ci sono rimasto male anche per L'Antiquario, che è uscito completamente. Non me l'aspettavo, dico la verità», ammette Dell'Olio. Pasquale Pizzi interviene: «L'Antiquario è un locale che merita. È uno dei migliori». Il quadro complessivo è quindi contrastante: l'Italia esprime due protagonisti assoluti della scena mondiale, ma perde rappresentanza nel resto della graduatoria.
Avanzano Asia e America Latina
La classifica 2026 conferma la forza dell'Asia e la crescente presenza latinoamericana. L'Asia conta 13 locali nella Top 50 e 28 nella classifica allargata ai primi cento. Hong Kong piazza quattro bar tra i primi cinquanta, Bangkok tre, mentre Seoul è rappresentata da Zest al settimo posto. In America Latina, la Colombia conquista il terzo posto con Alquímico e compare anche con Mamba Negra e Bar Carmen di Medellín. Il Messico piazza Handshake Speakeasy al sesto posto e Bar Mauro al decimo, oltre ad altri locali nella Top 50. Il Perù è presente con Lady Bee, nono, e Sastrería Martinez, 37°.
Il Brasile porta Exímia di San Paolo al ventesimo posto e Tan Tan al 35°. È la prima volta dal 2010 che due bar brasiliani figurano contemporaneamente fra i primi cinquanta. L'America Latina arriva così a 13 locali nella Top 50, cinque in più rispetto all'edizione precedente. Dell'Olio, che ha vissuto in Cina, propone una spiegazione legata anche alla dimensione dei mercati. «Ti parlo da uno che ha vissuto in Cina. In Asia ci sono grandi consumi. Questo porta anche tanti asiatici nella classifica dei primi cento. A Hong Kong ce ne sono tanti». È una sua interpretazione, non un criterio ufficiale della votazione, ma fotografa la percezione di un settore nel quale il peso delle nuove destinazioni è sempre più evidente.
La classifica completa dei 50 migliori bar del mondo 2026
Di seguito, la classifica di 50 Best Bars 2026 con, a seguire, gli italiani presenti in quella 51-100 (i locali del Bel Paese sono in grassetto):
- Bar Leone - Hong Kong
- Moebius Milano - Milano, Italia
- Alquímico - Cartagena, Colombia
- Bar Us - Bangkok, Thailandia
- Line - Atene, Grecia
- Handshake Speakeasy - Città del Messico, Messico
- Zest - Seoul, Corea del Sud
- Connaught Bar - Londra, Regno Unito
- Lady Bee - Lima, Perù
- Bar Mauro - Città del Messico, Messico
- Schmuck - New York, Stati Uniti
- Hope & Sesame - Guangzhou, Cina
- The Cambridge Public House - Parigi, Francia
- Sip & Guzzle - New York, Stati Uniti
- Bar Nouveau - Parigi, Francia
- Sips - Barcellona, Spagna
- Paradiso - Barcellona, Spagna
- Jigger & Pony - Singapore
- The Bar in Front of the Bar - Atene, Grecia
- Exímia - San Paolo, Brasile
- Tres Monos - Buenos Aires, Argentina
- Mamba Negra - Medellín, Colombia
- De Vie - Parigi, Francia
- Himkok - Oslo, Norvegia
- Argo - Hong Kong
- Danico - Parigi, Francia
- Dry Wave Cocktail Studio - Bangkok, Thailandia
- El Gallo Altanero - Guadalajara, Messico
- Satan's Whiskers - Londra, Regno Unito
- BKK Social Club - Bangkok, Thailandia
- Victor Audio Bar - Buenos Aires, Argentina
- Waltz - Londra, Regno Unito
- Locale Firenze - Firenze, Italia
- Mirror Bar - Bratislava, Slovacchia
- Tan Tan - San Paolo, Brasile
- Montana - Hong Kong
- Sastrería Martinez - Lima, Perù
- Nutmeg & Clove - Singapore
- Bar Carmen - Medellín, Colombia
- Barro Negro - Atene, Grecia
- Gokan - Hong Kong
- Mimi Kakushi - Dubai, Emirati Arabi Uniti
- Nouvelle Vague - Tirana, Albania
- Bar Benfiddich - Tokyo, Giappone
- Caretaker's Cottage - Melbourne, Australia
- Martiny's - New York, Stati Uniti
- Tlecān - Città del Messico, Messico
- Virtù - Tokyo, Giappone
- Bar Snack - New York, Stati Uniti
- Angelita - Madrid, Spagna
Gli italiani nella fascia 51-100
- 62. Freni e Frizioni - Roma
- 91. Gucci Giardino - Firenze
- 92. Drink Kong - Roma
- 94. 1930 - Milano
E nel 2027?
Nonostante la delusione per i locali italiani retrocessi o esclusi, la serata milanese si chiude con uno sguardo al futuro. «È stato molto bello e siamo contenti che sia successo a Milano», racconta Dell'Olio, alla sua prima partecipazione alla cerimonia internazionale. Pasquale Pizzi ha già un pronostico: «Secondo me l'anno prossimo Moebius arriva primo».


